Nel cuore di Besnate, un piccolo paese in provincia di Varese, un cortile apparentemente qualunque celava un segreto. Le auto si susseguivano, brevi soste, movimenti sospetti che non sfuggivano agli occhi attenti dei finanzieri del Comando provinciale. Qualcosa non quadrava in quel via vai incessante. Quando hanno deciso di approfondire, hanno scoperto un vero e proprio distributore abusivo di gasolio agricolo. Un impianto clandestino, nascosto alla vista ma attivo, che vendeva carburante a prezzi stracciati, molto al di sotto di quelli ufficiali. Tre persone sono finite ora sotto inchiesta. Dietro c’era un sistema ben organizzato, con decine di migliaia di litri di carburante sottratti illegalmente.
Autocisterna e pompa: un distributore abusivo in piena attività
L’indagine è partita da un controllo di routine delle Fiamme Gialle di Gallarate. Il continuo andirivieni di veicoli nel cortile di Besnate ha subito fatto scattare qualche campanello d’allarme. I finanzieri hanno quindi organizzato appostamenti e monitoraggi precisi, scoprendo presto la realtà nascosta: nel piazzale, in bella vista ma senza troppe attenzioni, c’era una grande autocisterna collegata a una pompa di rifornimento identica a quelle dei distributori regolari. Gli automobilisti, ignari, facevano il pieno in pochi minuti a prezzi molto più bassi rispetto al mercato ufficiale. Un distributore clandestino, insomma, che puntava a un pubblico in cerca di risparmio ma completamente fuori legge.
Dietro il cortile: un sistema ben più articolato
Quel distributore abusivo era solo la punta dell’iceberg. Le indagini, sostenute dall’analisi del Portale delle Aziende Agricole della Regione Lombardia, hanno permesso di ricostruire i ruoli e le persone coinvolte. Al centro c’era un agente di commercio di Gallarate, che raccoglieva gli ordini e si occupava di procurare il gasolio agricolo a prezzi agevolati da società distributrici. Il carburante veniva intestato a soggetti autorizzati all’uso agricolo, ma ignari di quanto stava succedendo. In realtà, quel gasolio finiva sul mercato nero. La parte operativa del trasporto era gestita da un imprenditore di Cassano Magnago, titolare di un’azienda di trasporti, che si occupava di spostare il carburante dalla fonte al punto vendita. Un meccanismo studiato per aggirare le regole, vendere gasolio a prezzi ribassati e mettere in piedi un giro illegale molto redditizio e ben organizzato.
Il gestore abusivo e la donazione solidale del carburante sequestrato
A gestire il distributore giorno per giorno era un uomo, proprietario del cortile di Besnate. Per gli inquirenti è il cosiddetto “benzinaio abusivo”, colui che materialmente forniva il gasolio agli acquirenti. L’intervento della Guardia di Finanza ha messo fine a questa rete criminale, che sfruttava le agevolazioni sul gasolio agricolo per alimentare un traffico parallelo e non regolamentato, particolarmente conveniente in un momento in cui i prezzi dei carburanti sono alle stelle. Nel corso del sequestro sono stati recuperati quasi duemila litri di carburante, una quantità importante che è stata consegnata alla Croce Rossa di Bresso per scopi benefici. Così il gasolio sottratto illegalmente non è finito sul mercato nero, ma è stato utilizzato per una buona causa.
