Il 21 maggio 1876, all’ospedale San Matteo di Pavia, Edoardo Porro cambiò per sempre il destino delle madri in travaglio. Prima di allora, un parto cesareo era una sentenza di morte quasi certa: oltre il 70% delle donne non ce la faceva, stroncate da emorragie o infezioni. Porro, primario di ostetricia, decise di sfidare quel terribile dato con un intervento radicale, che univa il cesareo alla rimozione immediata di utero e ovaie. Quel gesto, tanto audace quanto necessario, ha segnato una svolta fondamentale nella storia della medicina e oggi, a 150 anni di distanza, Pavia celebra quell’innovazione che ha salvato vite e cambiato il volto dell’ostetricia.
L’operazione che cambiò per sempre l’ostetricia
Nel maggio di 150 anni fa, Porro compì un intervento difficile, ma che entrò nella storia. In meno di un’ora, nacque Maria Alessandrina Cesarina e la madre, Giulia Cavallini, fu salvata da una morte quasi certa. La vera novità stava nella strategia adottata: invece dei metodi tradizionali, che spesso portavano a emorragie incontrollabili e infezioni mortali, Porro scelse di rimuovere subito l’utero e le ovaie dopo il cesareo. Così ridusse drasticamente i rischi di sanguinamento e di complicanze infettive.
Questa tecnica, oggi nota come “operazione di Porro”, fu uno dei primi esempi di un approccio scientifico e multidisciplinare alla chirurgia ostetrica. Era l’inizio della moderna chirurgia ginecologica, con al centro il controllo delle emorragie, la prevenzione delle infezioni e la tutela della donna. Concetti che ancora oggi sono fondamentali nella gestione dei parti cesarei e delle loro complicazioni più gravi.
Arsenio Spinillo, direttore della Sc Ostetricia e Ginecologia 1 del Policlinico San Matteo e docente universitario, mette in luce come il coraggio e la lungimiranza di Porro abbiano fondato la medicina materno-fetale moderna. Le tecniche e i protocolli che oggi garantiscono la sicurezza delle madri e la gestione delle emorragie postpartum partono proprio da quel gesto pionieristico compiuto a Pavia. Ciò che nel 1876 sembrava un rischio estremo è oggi una procedura sicura e diffusa, grazie all’eredità scientifica di Porro.
Pavia rende omaggio al medico che ha cambiato la storia del parto
A 150 anni di distanza, l’Università di Pavia celebra questa scoperta che ha rivoluzionato la chirurgia ostetrica. Più che un anniversario, è un riconoscimento al lascito di Edoardo Porro, un maestro le cui intuizioni hanno salvato milioni di vite nel mondo. Anche il Policlinico San Matteo si impegna, introducendo importanti novità nel percorso nascita.
Il progetto punta a un’assistenza più vicina alle donne. L’obiettivo è trasformare la gravidanza, il parto e il post parto in un’esperienza più umana e accogliente, non solo un evento medico. Si cerca di rispondere anche ai bisogni emotivi e di ascolto delle pazienti. Al centro di questo cambiamento ci sono la cura della persona, il rispetto e l’accompagnamento costante.
Spinillo sottolinea come prendersi cura di ogni momento della nascita significhi offrire un sistema che valorizzi tutte le fasi, riduca le difficoltà di accesso e migliori la qualità complessiva dell’esperienza. Questo approccio rafforza la fiducia e il benessere delle donne che scelgono il San Matteo per la maternità.
Novità concrete per rendere più accessibili le cure ostetriche a Pavia
Le modifiche riguardano soprattutto la semplificazione e il potenziamento dell’assistenza alle gestanti a basso rischio. Si punta a un accompagnamento più dedicato e continuo, affidato a ostetriche specializzate che seguano la gravidanza in ambulatorio.
Sarà attivato anche un servizio di segreteria dedicato, per migliorare la comunicazione tra pazienti e operatori. Una casella mail specifica permetterà alle donne di chiedere informazioni e prenotare visite in modo più semplice, superando gli ostacoli burocratici e rendendo più efficiente il sistema. L’idea è eliminare le difficoltà di accesso ai servizi perinatali e valorizzare un’assistenza tempestiva e su misura.
In un momento in cui il calo delle nascite è una sfida per tutto il Paese, rendere più facile e veloce il percorso verso cure di qualità è urgente. Offrire un’assistenza puntuale e rispettosa non solo tutela la salute delle madri, ma rafforza la fiducia nel sistema sanitario pubblico e la consapevolezza che ogni gravidanza merita attenzione e rispetto.
Così, il Policlinico San Matteo guida un percorso di innovazione che, partendo da quel gesto coraggioso di Pavia nel 1876, guarda a un futuro che migliora davvero le condizioni di tutte le donne in attesa, accompagnandole passo dopo passo nel loro viaggio verso la nascita.
