Stefano De Martino svela Sanremo 2027: focus sulle canzoni e intelligenza artigianale protagonista

Redazione

21 Settembre 2026

Sanremo 2027 cambia registro. Il numero delle canzoni cresce, arriva una nuova serata dedicata alle performance e, per la prima volta, si mettono paletti chiari sull’uso dell’intelligenza artificiale. Il direttore artistico ha spiegato tutto durante la presentazione del regolamento: “meno clamore per i nomi famosi, più spazio a chi porta musica autentica.” “Intelligenza artigianale” è la parola d’ordine, un richiamo a un lavoro creativo fatto a mano, con l’intelligenza artificiale che entra in scena—ma senza prendere il sopravvento.

La musica al centro: meno star, più canzoni

Il cambiamento più evidente riguarda il ruolo delle canzoni in gara. Sanremo sposta il fuoco dai nomi famosi alla qualità dei brani. I partecipanti non saranno più scelti solo per la loro popolarità o il loro appeal, ma soprattutto per la forza e l’originalità delle loro proposte musicali. L’obiettivo è dare spazio a chi ha qualcosa di nuovo da dire, valorizzando la creatività e la scena emergente, con artisti meno noti ma con idee fresche e interessanti.

Il direttore artistico ha sottolineato che questa scelta nasce dalla necessità di rinnovare il Festival. Negli ultimi anni, infatti, Sanremo è stato spesso criticato per aver dato troppo peso al carisma e alla fama degli artisti, a scapito della varietà musicale. Ora la strada è tracciata: la musica deve tornare a essere protagonista.

A sostegno di questa svolta ci sarà anche una nuova organizzazione della gara, più attenta a premiare la qualità artistica. Il sistema di votazione sarà aggiornato per valorizzare le performance musicali più meritevoli, non solo i volti più conosciuti.

La serata “performance”: un palco tutto da scoprire

Un’altra novità importante è la nuova serata chiamata “performance”. Non sarà una gara come le altre, ma un appuntamento pensato per mettere in luce l’abilità interpretativa e la capacità espressiva dei cantanti.

In questa serata speciale, gli artisti potranno stravolgere o reinventare il proprio brano con arrangiamenti diversi o con suggestioni visive originali. L’idea è far emergere quella parte artistica che va oltre la semplice prova vocale o l’appeal del pezzo.

Il format coinvolgerà anche musicisti, danzatori e altre forme di espressione, creando spettacoli multisensoriali che arricchiranno l’esperienza del pubblico. Sarà un primo passo concreto per dare al Festival un respiro più creativo, meno incentrato solo sulla competizione.

Intelligenza artificiale, sì ma con regole chiare

Per la prima volta Sanremo accoglie l’intelligenza artificiale, ma lo fa con prudenza. Il nuovo regolamento definisce in modo preciso dove e come gli artisti potranno usare questa tecnologia.

L’intelligenza artificiale sarà ammessa solo come supporto nella produzione musicale e nella grafica, sempre sotto stretto controllo. Non si potrà affidare completamente a algoritmi la scrittura dei testi o la creazione di contenuti senza un contributo umano significativo.

Il concetto chiave è proprio quello di “intelligenza artigianale”: un’intelligenza che affianca il talento e la creatività, senza sostituirli. Il Festival punta così a un equilibrio fra innovazione tecnologica e lavoro manuale, mantenendo intatta l’esperienza e l’espressione personale dell’artista.

Questa regolamentazione anticipa questioni importanti sull’uso delle nuove tecnologie in campo artistico. Sanremo si pone così come un punto di equilibrio tra tradizione e futuro, evitando derive completamente automatizzate ma valorizzando le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale.

L’idea che guida il Festival: l’intelligenza artigianale

“Intelligenza artigianale” non è solo uno slogan, ma il filo conduttore di tutta l’edizione 2027. Ogni scelta, sia organizzativa che artistica, sarà guidata dal desiderio di mantenere un tocco umano e personale, pur utilizzando strumenti nuovi.

Questo principio mette al centro le capacità individuali degli artisti e l’autenticità delle loro creazioni, riconoscendo però anche la necessità di rinnovarsi e di accogliere le innovazioni senza tradire lo spirito del Festival.

Secondo il direttore artistico, questo equilibrio darà vita a un Sanremo più moderno, rispettoso delle sue radici ma proiettato verso il futuro. Le regole per il 2027 disegnano così un percorso dove tradizione, creatività e tecnologia si intrecciano con rigore e consapevolezza.

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