Daniel Maldini negativo al test tossicologico: esclusa alterazione psicofisica nell’incidente di via Caracciolo a Milano

Redazione

21 Settembre 2026

Era poco dopo l’alba del 13 settembre quando Daniel Maldini, in via Caracciolo a Milano, si è trovato al centro di un incidente stradale. Una Volkswagen Golf coinvolta, uno scontro che avrebbe potuto passare inosservato se non fosse stato per i controlli successivi. I test hanno scagionato il giovane calciatore dall’accusa di droga, ma non hanno risparmiato una brutta notizia: guida in stato di ebbrezza. Così, mentre si chiude un capitolo, se ne apre un altro, con la patente ritirata e nuove conseguenze da affrontare.

Test tossicologici: nessuna traccia di droga nel sangue di Maldini

Dopo l’incidente, Daniel Maldini è stato sottoposto a test tossicologici all’ospedale Niguarda di Milano, fondamentali per capire le sue condizioni al momento dello scontro. L’attesa è stata lunga, ma alla fine è arrivata la conferma: nessuna sostanza stupefacente nel suo organismo. I livelli rilevati erano sotto la soglia prevista dalla legge per considerare un test positivo.

Questo significa che, contrariamente alle prime ipotesi, non c’erano prove di marijuana, cocaina, anfetamine o ecstasy nel sangue del calciatore. A 24 anni, Maldini è risultato “pulito” agli esami, chiarendo ogni dubbio su un possibile uso di droghe. Di conseguenza, la sua posizione legale rispetto a questo aspetto è stata archiviata.

Pretest e controanalisi: come sono andate le prime verifiche

Subito dopo l’incidente, la Polizia Locale di Milano ha effettuato i cosiddetti pretest, controlli rapidi ma con un valore legale limitato. In quei primi esami, era emersa una possibile positività, che ha spinto a richiedere analisi più accurate al Niguarda, con strumenti più precisi e riconosciuti in sede giudiziaria.

L’incidente, dovuto a una mancata precedenza all’incrocio con via Tolentino, ha acceso i riflettori sulla guida di Maldini. I pretest avevano segnalato tracce sospette, ma quei risultati non sono definitivi. La controanalisi ha ribaltato la situazione, escludendo il consumo di droghe da parte del calciatore. Questo passaggio è stato decisivo per chiarire la sua reale posizione.

I controlli in Sardegna e la difesa del Cagliari

Il giorno dopo l’incidente, Maldini ha sostenuto nuovi test in Sardegna, sua terra d’adozione e sede della squadra per cui gioca, il Cagliari. Questi esami, effettuati poco prima della ripresa degli allenamenti, hanno confermato l’assenza di otto sostanze stupefacenti e dopanti, tra cui marijuana, cocaina, anfetamine ed ecstasy. Anche qui, nessuna traccia di droga.

Il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, è intervenuto pubblicamente per difendere il giocatore. Dal verbale della Polizia Locale erano emerse “tracce di THC”, ma mai sufficienti a superare la soglia di legge. Giulini ha sottolineato la differenza tra una semplice presenza di residui e una reale positività, ribadendo la correttezza di Maldini. Questo chiarimento ha evitato fraintendimenti nel mondo dello sport e nella cronaca.

Alcol e patente sospesa: la guida in stato di ebbrezza è il vero nodo

Nonostante il verdetto negativo per le droghe, Maldini è finito nei guai per l’alcol. Al momento del controllo, è risultato positivo all’etilometro, con valori di 0,91 e 0,89 grammi per litro di sangue, quasi il doppio del limite consentito dalla legge italiana, fissato a 0,5. Di conseguenza, gli è stata ritirata la patente e si è aperto un procedimento penale per guida in stato di ebbrezza.

La denuncia è scattata sulla base dei dati rilevati sul posto. La legge è chiara: guidare con un tasso alcolemico superiore al consentito è un reato grave, soprattutto nelle prime ore del giorno, quando il traffico è più intenso e i rischi maggiori. Le forze dell’ordine hanno ricordato che alla guida serve sempre attenzione e prudenza, indipendentemente dalla fama o dal ruolo sociale.

Questo episodio mette in evidenza come droghe e alcol possano avere conseguenze diverse. Nel caso di Maldini, è l’alcol a rappresentare la violazione, mentre l’accusa di droga è stata completamente esclusa.

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