Berat Djimsiti sta per voltare pagina, dopo nove stagioni e 334 partite con l’Atalanta. A 33 anni, il difensore albanese nato a Zurigo ha attirato l’interesse dell’Al-Diriyah, squadra saudita pronta a offrire 3 milioni per il suo cartellino. Non solo: il club arabo ha messo sul tavolo un contratto da 6 milioni in due anni, una proposta difficile da rifiutare. Due anni fa un tentativo in Qatar non andò in porto, ma stavolta Djimsiti sembra deciso a lasciare l’Europa. L’Atalanta ha dato il suo ok, e le trattative sono ormai in fase avanzata. La separazione è dietro l’angolo.
Djimsiti, un addio che cambia la difesa atalantina
Djimsiti è stato un punto fermo per l’Atalanta. Arrivato nove anni fa, ha contribuito a trasformare la squadra in una realtà solida a livello europeo, diventando anche terzo capitano dietro De Roon e Pasalic. Nato a Zurigo ma con radici albanesi, ha sempre garantito affidabilità e costanza, qualità ormai rare nel calcio di oggi. Nel 2021 aveva rifiutato un’offerta importante dall’Al-Rayyan in Qatar, dove gli avevano proposto un triennale da oltre 10 milioni totali, preferendo restare a Bergamo. Da allora ha continuato a difendere i colori nerazzurri in Serie A e in Champions League.
Oggi, a 33 anni, la proposta dell’Al-Diriyah ha cambiato le carte in tavola. Il contratto biennale da 6 milioni è un’occasione che Djimsiti sembra pronto a cogliere, segnando così la fine di un’era per l’Atalanta. Non si tratta solo di soldi, ma anche di una scelta di vita e carriera, che apre nuovi scenari sia per lui che per il club bergamasco.
Atalanta senza Djimsiti: caccia al sostituto tra esperienza e gioventù
Con l’addio di Djimsiti, l’Atalanta si ritrova a dover rinforzare la difesa in fretta. Sarri, infatti, deve fare i conti anche con l’infortunio di Hien, out per almeno due mesi. In rosa restano Scalvini, Kolasinac, Kossounou e il giovane Obric per coprire la linea difensiva. Serve un centrale esperto, capace di inserirsi subito nel sistema di gioco.
Il ds Giuntoli sta sondando il mercato da settimane. In cima alla lista c’è Alessio Romagnoli, 31 anni, ora alla Lazio, ma finito anche nel mirino dell’Al-Sadd in Qatar. Romagnoli porterebbe esperienza e leadership, ma la concorrenza è forte. Un’alternativa più giovane è Thomas Kristensen, 24 anni, danese dell’Udinese, con 78 presenze in Serie A e 4 gol. Il prezzo richiesto è alto, circa 20 milioni, ma il suo rendimento è in crescita costante.
Sullo sfondo resta anche Jean Clair Todibo, 24enne francese in uscita dal West Ham. Il giocatore, valutato 25 milioni, ha qualità ma avrebbe bisogno di tempo per abituarsi al calcio italiano. Inoltre, il suo ingaggio elevato complica la trattativa. La scelta del nuovo difensore dovrà bilanciare esperienza, costi e potenziale, per tenere solido il reparto.
Attacco, l’Atalanta cerca rinforzi giovani e dinamici
Mentre si lavora sulla difesa, l’Atalanta muove passi anche in attacco, con l’obiettivo di trovare un esterno offensivo che possa affiancare Raspadori. L’ex Sassuolo ha talento, ma nelle prime uscite estive non ha ancora convinto del tutto. La società punta a un giocatore giovane e di prospettiva; è sfumata la pista Alajbegovic, ora l’attenzione è su Sebastiano Esposito del Cagliari e Fofana del Lione.
Nel frattempo, si sta definendo il prestito oneroso di Daniel Maldini al Cagliari, operazione che dovrebbe liberare spazio nel reparto offensivo e permettere una migliore gestione delle risorse. Nei giorni scorsi è stato ceduto in prestito anche El Bilal Touré al Parma, confermando la volontà di rinnovare l’attacco con elementi pronti e con margini di crescita.
L’idea è chiara: offrire a Sarri una rosa più varia e dinamica, capace di alternare esperienza e giovani promesse, per restare competitivi sia in campionato che in Europa. La dirigenza resta vigile sul mercato, alla ricerca di esterni offensivi che rispondano alle esigenze tecniche e tattiche dell’Atalanta.