«Non ho fatto nulla di male». Queste le parole di Matteo S., lo psicoterapeuta 36enne di Seregno arrestato lo scorso gennaio con l’accusa di abusi su due pazienti minorenni, uno dei quali con disabilità cognitiva. La notizia ha lasciato senza fiato la comunità di Monza Brianza, ancora incredula di fronte a un caso tanto grave quanto delicato. Oggi, durante l’udienza preliminare a Monza, Matteo S. non si è presentato in aula: ha scelto il rito abbreviato. Nel frattempo, la sua difesa ha chiesto una consulenza psicologica, un passo che potrebbe influenzare in modo significativo l’andamento del processo.
Arrestato sul fatto grazie alla denuncia dei genitori
La vicenda è venuta alla luce grazie alla denuncia dei genitori di uno dei bambini coinvolti, un alunno delle elementari. Preoccupati da atteggiamenti sospetti dello psicoterapeuta cui si erano affidati, hanno deciso di rivolgersi ai carabinieri. In pochi mesi gli investigatori hanno piazzato delle microcamere nello studio di Matteo S. a Seregno, che hanno ripreso senza ombra di dubbio gli abusi su un ragazzo adolescente con disabilità cognitiva. L’uomo è stato colto in flagrante e fermato immediatamente.
Le prove sono state raccolte con precisione, permettendo un arresto rapido e impedendo che altri pazienti potessero essere vittime. Durante una perquisizione sono stati sequestrati tutti i dispositivi elettronici dell’indagato: computer, smartphone e altri strumenti. Questi sono ora al vaglio degli esperti per cercare materiale illegale che possa allargare il quadro delle accuse.
Nuove accuse e indagini in corso sul materiale sequestrato
Le indagini vanno avanti sotto la guida della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, chiamata a indagare anche sulla possibile detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. Dai dispositivi sequestrati sono emersi numerosi file: foto, video e messaggi che dovranno essere analizzati con attenzione. Bisognerà capire se riguardano i pazienti dello psicoterapeuta o altre persone.
Se le accuse venissero confermate, per Matteo S. si profilerebbero reati ancora più gravi legati alla pornografia minorile. Gli inquirenti non escludono nemmeno che altre famiglie possano farsi avanti con nuove denunce. Il numero delle vittime potrebbe quindi aumentare, complicando ulteriormente la situazione giudiziaria.
Il processo va avanti, la difesa punta sulla consulenza psicologica
L’assenza di Matteo S. all’udienza preliminare non ferma il procedimento. L’imputato ha scelto il rito abbreviato, che prevede una decisione più rapida da parte del tribunale e la possibilità di uno sconto di pena in caso di condanna. Nel frattempo, la difesa ha chiesto una consulenza psicologica, probabilmente per valutare le condizioni mentali dell’imputato o per sostenere una strategia difensiva più articolata.
Le prossime udienze sono fissate per gennaio. Sarà allora che i giudici valuteranno le prove raccolte e decideranno quali strumenti processuali adottare. La procura continua a rafforzare gli accertamenti, alla ricerca di nuovi elementi per chiudere il quadro investigativo. Un caso che ha suscitato grande attenzione non solo a Seregno ma in tutta Italia, per la delicatezza delle vittime e il ruolo professionale dell’accusato.
La vicenda resta di grande gravità e complessità. Serve un lavoro attento da parte delle autorità, con la tutela dei minori al centro delle indagini e delle scelte giudiziarie che verranno adottate a Seregno e in tutta la provincia di Monza Brianza.