A Cesano Maderno, a 79 anni, se n’è andato Luigi Colombo, una voce che ha cambiato per sempre la telecronaca sportiva in Italia. Non era solo un giornalista, ma un innovatore che ha saputo dare ritmo e colore al racconto del calcio, affiancando campioni come Josè Altafini. Dal debutto nelle prime televisioni private, Colombo ha seguito più di 550 partite internazionali e tre Olimpiadi memorabili. Il suo stile, unico e riconoscibile, ha lasciato un segno profondo, diventando un punto di riferimento imprescindibile per chiunque viva di sport, dentro e fuori dal microfono.
La carriera di Luigi Colombo nasce con la tv privata
Luigi Colombo ha mosso i primi passi nel mondo della tv con Telemilano 58, un’emittente che poi sarebbe diventata Canale 5. Era un’epoca in cui la televisione privata era appena agli inizi e Colombo si è fatto subito notare. Nel 1981 è passato a Telemontecarlo, dove la sua voce è diventata un must per gli appassionati di calcio. Qui, insieme a Josè Altafini, ha dato vita a una novità assoluta: la telecronaca a due voci. Un format che ha conquistato subito il pubblico. Colombo non si è limitato al campionato di calcio: ha raccontato tre Olimpiadi e diverse fasi degli Europei, sempre con la precisione del cronista e la passione di un tifoso.
Ma Colombo non si è mai fermato. Ha saputo rinnovare il modo di raccontare lo sport, restando spesso un passo avanti. La sua esperienza ha aiutato a valorizzare eventi internazionali, mantenendo un linguaggio chiaro e coinvolgente. Per chi vuole capire come è cambiata la tv sportiva dagli anni Ottanta in poi, Luigi Colombo resta un punto di riferimento fondamentale.
Dietro le quinte: programmi, ruoli dirigenziali e l’autobiografia
La carriera di Colombo non si è fermata alle telecronache. Ha ideato e curato programmi come “Galagoal”, diventato un appuntamento fisso per gli appassionati con contenuti originali e analisi approfondite. Ha ricoperto ruoli di direzione, tra cui quello a Sisal Tv, e si è dedicato anche all’editoria sportiva come direttore del quotidiano Lo Sportsman, allargando così il suo campo d’azione oltre la televisione.
La sua storia l’ha raccontata lui stesso nel libro “Passo doppio. Ricordi di vita, di calcio e di tivù”, un’autobiografia intensa in cui ripercorre i momenti chiave della sua vita professionale e personale. Il titolo riflette il suo modo di lavorare: veloce e sicuro, un tratto che ha segnato il suo stile sia nel commento che nella carriera. Il libro ha attratto l’attenzione di studiosi e appassionati, offrendo uno sguardo autentico sull’evoluzione delle radiocronache sportive in Italia.
L’omaggio della Lombardia: un innovatore e un uomo di grande umanità
La notizia della morte di Colombo ha colpito profondamente la Lombardia, terra a cui era molto legato. Federico Romani, presidente del Consiglio regionale, lo ha ricordato come un innovatore del racconto televisivo sportivo. Per Romani, Colombo è stato un maestro nel mostrare le potenzialità della tv nel raccontare il calcio estero e altri sport, rivoluzionando la telecronaca con la formula a due voci, al fianco di grandi come Josè Altafini, Fabio Capello e Giacomo Bulgarelli.
Romani ha sottolineato anche il carattere di Colombo: un uomo ironico, curioso e con valori solidi, capace di trasformare ogni partita della domenica in un racconto elegante e coinvolgente. Il suo modo di rapportarsi con colleghi e pubblico ha lasciato un segno indelebile. Con la sua scomparsa, la Brianza e il giornalismo sportivo italiano perdono una voce autorevole e molto amata.