Marcell Jacobs si Costituisce Parte Civile nel Caso Equalize: Accuse di Spionaggio su Richiesta del Fratello di Tortu

Redazione

13 Ottobre 2026

«Mi hanno spiato, ma non mi arrendo». Parole di Marcell Jacobs, campione olimpico che ora si ritrova coinvolto in un’intricata rete di spionaggio e sospetti di doping. Accanto a lui, Alex Britti, cantautore e chitarrista, deciso a tutelare la propria reputazione in un maxi processo che scuote Milano. Oltre settanta imputati, accuse pesanti e intercettazioni al centro di un’inchiesta che promette di non risparmiarsi nulla. Il 3 dicembre, il tribunale ascolterà le richieste delle parti offese: un momento chiave, destinato a segnare una pagina importante nella giustizia sportiva e non solo.

Jacobs nel mirino degli hacker: lo spionaggio telefonico

Le indagini hanno svelato un sistema di intercettazioni illegali: telefonate, chat e messaggi sottratti senza autorizzazione per carpire informazioni riservate. Tra le vittime di questo blitz informatico ci sono Marcell Jacobs e il suo staff, un gruppo molto ristretto che lo accompagna dentro e fuori le piste. Secondo gli atti, Gabriele Pegoraro è il sospettato principale: avrebbe violato la privacy del campione e dei suoi collaboratori per intercettare conversazioni su temi delicati, in particolare riguardo a presunti casi di doping. Accuse pesanti che, se confermate, rischiano di mettere a repentaglio la carriera e la reputazione di Jacobs. L’azione sarebbe stata sistematica, con l’obiettivo di ottenere dettagli riservati senza alcun permesso.

Un dettaglio importante riguarda l’estate del 2021: Giacomo Tortu, fratello di Filippo Tortu , avrebbe chiesto a Carmine Gallo — ex numero due di Equalize scomparso nel 2023 — di ottenere quei dati in modo illecito. Gli investigatori sospettano che per questa operazione sia stato pagato un compenso in contanti di 10mila euro. I documenti del processo ricostruiscono con precisione questa rete di accordi e movimenti nascosti dietro la facciata ufficiale.

Patteggiamenti e nomi chiave del processo

Mentre il procedimento va avanti, alcuni imputati hanno scelto la strada del patteggiamento, per accorciare i tempi del processo. Diversi indagati hanno trovato un accordo con la Procura, anticipando la volontà di chiudere la vicenda con una pena concordata davanti al giudice per l’udienza preliminare. Tra questi ci sono Giulio Cornelli e Giuliano Schiano, che hanno accettato le condizioni proposte dai pm De Tommasi e Fusco.

Uno dei casi più rilevanti è quello di Nunzio Samuele Calamucci, esperto informatico difeso dall’avvocato Antonella Augimeri. Calamucci ha chiesto di patteggiare una condanna a 3 anni e 4 mesi, beneficiando di un’attenuante speciale per la collaborazione con le forze dell’ordine. Le sue dichiarazioni hanno aiutato a far luce su aspetti importanti dell’inchiesta, un elemento che potrebbe influenzare il giudizio finale del giudice Tiziana Landoni, chiamato a valutare l’intero quadro del processo.

L’imprenditore Claudio Del Vecchio tra le parti offese

Accanto a Jacobs e Britti, nel procedimento spicca anche la posizione di Claudio Del Vecchio, imprenditore di rilievo nel panorama nazionale. Assistito dai suoi legali, Del Vecchio si è presentato come parte offesa, pronto a entrare formalmente nel processo per tutelare la propria immagine e i suoi interessi economici, messi a rischio dall’inchiesta Equalize.

La sua presenza sottolinea la portata della vicenda, che non si limita al mondo dello sport ma coinvolge anche la sfera imprenditoriale, dove lo spionaggio digitale ha lasciato il segno. L’udienza del 3 dicembre sarà decisiva per stabilire chi potrà costituirsi parte civile, segnando una tappa importante nella battaglia per la difesa dei diritti e della giustizia.

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