L’Atalanta ha bisogno di tempo. Lo ha detto chiaro Cristiano Giuntoli, senza mezzi termini, dal palco del Festival dello Sport a Trento. Non è un invito a mollare, ma un avvertimento: la crescita sarà lenta, fatta di passi piccoli ma decisivi. Con Maurizio Sarri al timone, il club di Bergamo sta imboccando una strada nuova, un modo diverso di giocare e pensare il calcio. I numeri in classifica sono solo una parte del quadro, frammenti di un cambiamento più profondo. La vera sfida è radicare solide fondamenta prima di aspettarsi fioriture. E Giuntoli, con convinzione, crede nel progetto.
Giuntoli chiarisce: la strada è segnata, ma senza fretta
Il direttore sportivo ha ribadito con fermezza che si sta attraversando una fase di costruzione: “Il nostro è un percorso e ci vuole tempo”, ha spiegato, sottolineando che anche una sconfitta non deve far cambiare direzione. Guardando le ultime tre partite, Giuntoli ha notato che, nonostante i risultati non siano arrivati, la squadra ha offerto un calcio più convincente rispetto alle prime due gare, nelle quali invece era riuscita a portare a casa punti. Un paradosso che però dimostra un passo avanti nel modo di stare in campo: la squadra ha alzato il baricentro, ha tirato di più in porta e si è mostrata più compatta, lasciandosi alle spalle quella fase iniziale in cui soffriva troppo la profondità degli avversari restando troppo bassa.
Si intravede dunque una crescita tecnica che però fatica ancora a tradursi in punti. La direzione è chiara, anche se i giocatori devono ancora assimilare un nuovo modo di giocare. Il cambio di modulo, la filosofia tattica di Sarri, che punta su pressing e un gioco diverso rispetto al passato della Dea, chiedono pazienza soprattutto in questa fase.
Sarri e il lavoro di insegnamento: un gioco da metabolizzare
Maurizio Sarri è noto per il suo approccio preciso e per la dedizione nel far capire ai giocatori cosa vuole. Come ricordato da Giuntoli, all’inizio “Sarri fa molta didattica”: investe tempo ed energie per far entrare in testa ai calciatori movimenti, gesti tecnici e posizionamenti che vuole vedere in campo. Non è una novità che nei primi mesi di ogni sua esperienza serva un periodo di adattamento, come già successo a Napoli, dove ha lavorato con lo stesso ds dal 2015 al 2018.
A Bergamo, Sarri ha a disposizione una rosa di qualità, ma che sta imparando a giocare un calcio più verticale, con un possesso palla alto e una pressione forte sugli avversari. La conoscenza della squadra, l’affiatamento, la comunicazione con i singoli si costruiscono giorno dopo giorno, trasformando un gruppo di professionisti in una macchina che gira a dovere. Il tecnico si prende tutte le responsabilità sulle scelte, ma è chiaro che ci vuole tempo per cucire un vestito tattico su misura, capace di esaltare talento e caratteristiche dei giocatori di Zingonia.
Un ambiente solido e attento, radicato nella cultura atalantina
Il bilancio dopo tre mesi è fatto di fiducia e consapevolezza di avere basi solide. Giuntoli definisce lo spirito dell’Atalanta con una frase che dice tutto: “C’è una mentalità inglese”, fatta di professionalità, impegno e senso di squadra. A Zingonia la qualità umana è molto alta, con un forte legame tra staff, giocatori e soprattutto un settore giovanile che rappresenta una vera riserva di talenti e investimenti.
L’attenzione ai dettagli, dalla crescita del singolo ai rapporti interpersonali, è un punto di forza che dà alla società un vantaggio. Anche il sostegno dei tifosi è sentito come qualcosa di familiare. Non a caso, l’apertura degli allenamenti al pubblico nasce proprio per rafforzare questo legame, fondamentale per far sentire la squadra a casa anche nei momenti più difficili.
Giuntoli scherza ma non troppo quando dice che “venire a Bergamo a giocare è sempre stato come andare dal dentista”, un modo per raccontare un ambiente esigente ma che in cambio offre passione e calore.
Infortuni e prospettive: cosa aspettarsi nel breve periodo
Un tema caldo negli ultimi tempi sono gli infortuni che hanno condizionato la rosa. Il direttore sportivo aggiorna con chiarezza: Sulemana è vicino al rientro definitivo, una buona notizia per l’attacco. Raspadori ha un problema lieve, tenuto sotto controllo e senza allarmismi, mentre Hien e Kossounou dovranno probabilmente aspettare la seconda sosta del campionato per tornare.
Questi dati disegnano un quadro su cui la squadra potrà contare nei prossimi mesi, una volta superata la fase più critica. Il recupero graduale di giocatori importanti aiuterà Sarri a mettere in campo un undici che rispecchi davvero le sue idee e le aspettative di rendimento. Il lavoro continua, senza fretta, ma con la determinazione di chi sa che il tempo è l’alleato migliore per far combaciare ogni pezzo nel modo giusto.
L’Atalanta di oggi è un cantiere aperto, ma con basi solide e la voglia di chi sta costruendo qualcosa di duraturo e ambizioso.