“Non ho mai smesso di sentire il richiamo del ring”. Parole di Clemente Russo, campione azzurro e volto noto della boxe italiana, che a 44 anni ha scelto di tornare a combattere. Dopo anni lontano dai guantoni, spesi tra la tv e l’attività di allenatore, il pugile campano si prepara al debutto da professionista. Il 21 novembre, sul ring di Milano, affronterà Mohamed Elmaghraby, imbattuto e con un bagaglio di esperienza non da poco. Un match che chiuderà la serata del circuito The Art of Fighting , nato quasi per gioco ma preso con estrema serietà. Allenamenti durissimi, la voglia di mettersi alla prova e capire se, davvero, quel fuoco dentro è ancora vivo.
Un ritorno deciso: la voglia di combattere dopo anni lontano dal ring
Russo non parla di semplice nostalgia o voglia di rivalsa. La sua passione per il pugilato non è mai scemata, anche se qualche anno fa aveva detto addio ai ring. In una recente intervista, con semplicità e senza fronzoli, ha raccontato come è nata l’idea di tornare da professionista. Tutto è partito da una proposta di Edoardo Germani, fondatore di The Art of Fighting. Una sfida lanciata quasi per scherzo, che però ha preso forma. Russo ha voluto testarsi, senza pensare a soldi o gloria: voleva solo capire se corpo e mente reggessero ancora la fatica di un match.
Dall’inizio della preparazione, a luglio, il pugile si sente in forma come non mai. Colpo d’occhio e resistenza lo soddisfano. Deve ancora perdere sei chili per rientrare nel peso, ma resta positivo e determinato. Tornare a combattere ad alti livelli dopo tanto tempo è una sfida, ma per lui conta soprattutto divertirsi e ritrovare il suo spirito da pugile. Debuttare a quasi 45 anni da professionista è un segnale chiaro: nessuna fretta, nessuna chiusura anticipata sul futuro.
Una carriera da leggenda e un volto noto anche fuori dal ring
Nato nel 1982, Clemente Russo ha costruito una carriera di alto profilo fin da dilettante, con due argenti olimpici a Pechino 2008 e Londra 2012 e due titoli mondiali. Ha affrontato avversari che poi sono diventati campioni professionisti, come Oleksandr Usyk e Deontay Wilder. Fuori dal ring, il suo carisma lo ha portato a essere un volto noto della tv italiana. Ha partecipato a programmi come L’Isola dei Famosi, Grande Fratello VIP e Le Iene, oltre a lavorare come commentatore e opinionista a Pressing su Canale 5, ampliando così la sua popolarità oltre lo sport.
Oggi Russo è anche direttore tecnico delle Fiamme Azzurre, il corpo sportivo della Polizia Penitenziaria. Questo ruolo gli ha dato una nuova prospettiva, arricchendo la sua capacità di leggere i match e di approcciarsi all’allenamento. Spesso lo vediamo commentare gli eventi di TAF, e proprio da questi stimoli è nato il desiderio di tornare a combattere. La sua versatilità emerge ora più che mai, mentre riesce a bilanciare l’impegno sportivo con la vita pubblica.
Milano e la sfida con Elmaghraby: un debutto che promette spettacolo
Il debutto di Russo da professionista sarà una prova dura. Di fronte avrà Mohamed Elmaghraby, imbattuto con 15 vittorie. Russo ammette di non essere uno che studia troppo gli avversari, preferisce seguire l’istinto e le sensazioni durante il match. A differenza del passato, quando combatteva da dilettante, questa volta affronterà 8 round con un peso massimo di 93 chili. Elmaghraby vanta esperienza su questa distanza grazie alle World Series of Boxing, un campionato che mescola elementi dilettantistici e professionistici.
L’incontro si terrà all’Allianz Cloud di Milano, soprannominata la “Scala del Pugilato”. Russo ricorda con affetto il vecchio PalaLido, dove combatteva negli anni delle World Series con la squadra Dolce & Gabbana Milano Thunder. Tornare in una location così prestigiosa è per lui motivo di orgoglio. La forma fisica e la preparazione lasciano sperare in un match combattuto, con entrambi i pugili decisi a dimostrare il loro valore. Tecnica, esperienza e giovinezza si sfideranno in uno spettacolo che Milano aspetta con interesse.
Russo tecnico della Nazionale e il futuro: tra ring e panchina
Dal 2025, Russo è il tecnico responsabile della Nazionale italiana di pugilato. Questo ruolo gli ha aperto gli occhi su aspetti nuovi dello sport, offrendo una visione più strategica rispetto agli anni in cui era solo atleta. L’esperienza da allenatore rende il suo ritorno sul ring ancora più particolare: unisce la saggezza del tecnico alla passione di chi vuole ancora combattere.
Russo è chiaro: il match di Milano non è un punto d’arrivo, ma un possibile inizio. In Italia si può combattere fino a 45 anni, e lui, nato nel 1982, ha tempo fino al 27 luglio 2027 per proseguire questa nuova avventura. Il futuro è tutto da scrivere, dipenderà da come si sentirà e dal piacere che trarrà dal ring. La sua intenzione è continuare a mettersi alla prova senza fretta, con la stessa grinta che lo ha accompagnato fin dal primo giorno sul quadrato.