Sei partite di campionato, zero vittorie. Due turni di Coppa Italia, un solo successo ottenuto ai rigori. Il Renate ha iniziato la stagione come in un incubo dal quale sembra impossibile svegliarsi. La sconfitta netta dell’ultimo turno ha fatto da goccia che ha fatto traboccare il vaso: Giacomo Gattuso, arrivato con grandi aspettative e un contratto biennale, è stato esonerato dopo meno di quattro mesi. Una decisione che nessuno si aspettava così in fretta, ma che riflette la dura realtà di un avvio di stagione da dimenticare.
Un progetto partito con buone intenzioni ma subito in crisi
Quando il Renate ha ufficializzato Gattuso il 5 giugno, l’idea era quella di dare continuità al lavoro di Luciano Foschi, portando avanti un progetto tecnico solido. La squadra avrebbe mantenuto la base dello scorso anno, con pochi innesti mirati, per non stravolgere equilibri e carattere. Ma i fatti hanno raccontato un’altra storia. Quella compattezza costruita con fatica da Foschi è subito venuta meno, con il Renate che ha raccolto appena due pareggi e quattro sconfitte in campionato.
La situazione è peggiorata anche in Coppa Italia, dove dopo aver passato il turno solo ai rigori contro il Lumezzane, la squadra ha subito una battuta d’arresto netta contro il Cittadella, uscendo dalla competizione. Tutto questo ha creato un clima pesante dentro e fuori dal campo. Il progetto tecnico, pensato per portare stabilità , ha mostrato crepe fin dall’inizio, costringendo la società a mettere fine all’esperimento con Gattuso prima del previsto.
Tattica in crisi e risultati che non arrivano
Il Renate ha mostrato una fragilità evidente, con prestazioni altalenanti e risultati che hanno complicato la classifica. La squadra non è riuscita a trovare quella continuità di gioco richiesta, mancando l’equilibrio tra difesa solida e attacco incisivo che il tecnico aveva chiesto. Il percorso di Gattuso si è rivelato troppo breve per invertire la rotta, in un momento in cui la squadra sembrava in piena difficoltà tecnica, aggravata anche da un pizzico di sfortuna e da episodi controversi.
Basta guardare la partita di domenica scorsa ad Arzignano: il Renate era passato in vantaggio con il gol di Italeng nella ripresa, ma poi ha subito la rimonta degli avversari, favorita anche da un rimpallo sfortunato su Delcarro che ha portato al 2-1. A complicare le cose, decisioni arbitrali discutibili legate all’uso del Var. In particolare, un rigore assegnato e poi revocato ha scatenato discussioni e ha tolto ulteriori certezze a una squadra già in difficoltà .
Chi sarà il nuovo allenatore?
Adesso la società è al lavoro per trovare il nuovo tecnico che guiderà il Renate nella seconda parte di stagione. La scelta non sarà semplice, perché il prossimo allenatore dovrà lavorare con uno staff già definito: il vice Adamo e il preparatore dei portieri Monguzzi, figure interne e molto radicate nel club. Questo vincolo restringe le opzioni a disposizione, confermando la linea rigida del club nel gestire questo cambio.
Tra i nomi in corsa, spicca Simone Banchieri, ex allenatore della Folgore, considerato il candidato più concreto. Banchieri sembra pronto ad accettare la sfida, consapevole delle condizioni imposte e della necessità di integrarsi rapidamente con lo staff esistente. La società ha escluso un ritorno di Luciano Foschi, per evitare ambiguità e puntare su una figura nuova in grado di rilanciare il progetto sportivo.
Le prossime ore saranno decisive per definire la nuova guida tecnica. Nel frattempo, la classifica resta preoccupante: il Renate è ultimo insieme alla Giana. La società vuole voltare pagina in fretta, sapendo bene che serve una svolta immediata per salvare la stagione.