Milano, quartiere Corvetto: tre giorni densi di parole, musica e riflessioni. Dal 18 al 20 settembre, il C.I.Q. di via Fabio Massimo si trasforma in un crocevia di dibattiti sul valore della pace, in un momento in cui i conflitti sembrano non volerci lasciare tregua. Non si tratta solo di incontri o spettacoli. Qui si scuote l’abitudine, si mette in discussione il ruolo dell’Italia nel mondo, si chiama in causa la politica estera con forza e passione. Un’iniziativa che rompe il silenzio, sfida l’indifferenza e mette sul tavolo questioni urgenti, difficili, che non si possono più ignorare.
“Tre giorni per la pace”: tra politica e cultura nel cuore del Corvetto
La manifestazione, organizzata dal Coordinamento per la Pace di Milano, fa parte del più ampio calendario di “Estate in Corvetto!”, la rassegna culturale che anima il quartiere in estate. Giunta alla sua quarta edizione, questa volta porta un titolo chiaro e provocatorio: “Fuori l’Italia dalla guerra”. L’obiettivo è mettere sotto la lente il coinvolgimento italiano nei conflitti attuali, dalla guerra in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente, passando per la questione palestinese.
Il Coordinamento invita a discutere con rigore il ruolo del nostro paese, criticando il riarmo europeo crescente, l’azione della Nato e dell’Unione Europea, e l’appoggio definito “cobelligerante” del governo italiano. Non si tratta di una semplice celebrazione della pace, ma di un luogo di confronto serrato sulle scelte di politica estera e difesa. La domenica è riservata ai momenti più attesi: dibattiti aperti dove esperti e cittadini potranno proporre idee concrete.
Venerdì si parte con Moni Ovadia: arte e resistenza al centro del dibattito
L’apertura è fissata per venerdì 18 settembre nel tardo pomeriggio. Fabrizio Cassinelli dà il via agli eventi con Nadia Schavecher e Pietro Morace, che presentano un programma ricco e articolato. Alle 21, il primo confronto importante: “Resistenze e reazioni nel mondo in cambiamento” con Moni Ovadia e Laila Awad. Due voci di spicco della cultura italiana che portano il dibattito ben oltre la politica, intrecciando conflitti, arte e dimensione umana.
La presenza di Ovadia dà un tono speciale alla manifestazione, sottolineando come l’arte possa diventare uno strumento potente di consapevolezza e resistenza. Un avvio energico che rispecchia lo spirito del Corvetto: un luogo dove si discute con passione, ascoltando punti di vista diversi.
Sabato: tra disinformazione, crisi globale e nuovi scenari
La seconda giornata inizia alle 11:30 con “La comunicazione tra confusione e sicurezza”, un incontro con Fabio D’Ambrosio, Alice Pareyson e Sara Chessa. Simone Sollazzo introduce il tema, evidenziando come spesso le notizie vengano distorte, alimentando paure e incertezze riguardo alle guerre e ai loro protagonisti.
Nel pomeriggio, alle 15, si torna a parlare di geopolitica con “La crisi dell’impero”, un dibattito con Vadim Bottoni, Stefano Orsi e il collettivo Dazibao. Leonardo Cribio conduce la discussione, analizzando i cambiamenti negli equilibri mondiali, con un centro di potere tradizionale in declino e nuove forze in ascesa.
Alle 17:30 il focus si allarga con “La maggioranza globale: il mondo oltre l’Occidente”, un panel con Enrico Vigna, Shokri Hroub, José Luis Darias Suárez, Tim Anderson e Kina, moderati da Marcello Gentile. Un confronto che apre a prospettive spesso ignorate, mettendo sotto la lente realtà fuori dal consueto racconto occidentale.
La giornata si chiude alle 21 con uno spettacolo teatrale-musicale di Silvano Piccardi, che unisce arte e messaggi di pace.
Domenica: pace, politica europea e rapporti internazionali sotto la lente
La mattina di domenica 20 settembre si apre alle 11:30 con la presentazione di “Narrazioni di Pace. Voci e pratiche per un mondo senza guerra”. Laura Tussi e Fabrizio Cracolici guidano una riflessione sulle parole e le azioni che possono costruire una cultura della pace, intrecciando esperienze personali e scenari globali.
Nel pomeriggio, alle 15, il dibattito si concentra sulle dinamiche europee e transatlantiche con “Unione Europea servo sciocco e Italia colonia degli USA”. Fulvio Scaglione, Francesco Dall’Aglio e Antonio Mazzeo analizzano la posizione politica ed economica dell’Italia nel contesto europeo e il rapporto spesso controverso con gli Stati Uniti. Pierpaolo Pecchiari presenta l’incontro, puntando a smontare narrazioni consolidate e mettere a fuoco il reale margine di autonomia italiana.
La tavola rotonda finale: un faccia a faccia sul futuro dell’Italia
La chiusura è affidata alla tavola rotonda delle 17:30, intitolata “Fuori l’Italia dalla guerra”. Giuliano Marrucci, Francesco Maringiò, Paolo Ferrero e Giuseppe Salamone si confrontano sul ruolo dell’Italia nei conflitti globali. Marcello Gentile coordina il dibattito, assicurando un confronto vivace e ricco di spunti concreti.
Questo momento rappresenta il cuore politico della manifestazione, mettendo a nudo responsabilità, errori e possibilità di un’Italia che vuole farsi sentire nel mondo, ma che si scontra con pressioni e condizionamenti esterni.
Musica, cultura e convivialità: il Corvetto si fa casa della partecipazione
La Tre Giorni per la Pace si svolge nel quadro di un progetto culturale più ampio del C.I.Q. Durante il weekend, oltre a incontri e dibattiti, non mancano momenti di socialità e relax. Aperitivi serali dalle 18 e cene dalle 20 offrono la possibilità di scambiare idee in un clima di apertura e accoglienza. L’ingresso è libero, senza tessera, con prenotazione semplice via mail o WhatsApp.
Un mix di cultura, musica e confronto che trasforma la manifestazione in una festa di partecipazione civica e riflessione, proprio nel cuore pulsante di uno dei quartieri più vivi di Milano nel 2026.