Quattro partite, sei punti, e un’Atalanta che ancora fatica a ingranare. Maurizio Sarri, tornato sulla panchina nerazzurra, non nasconde la complessità del momento. “Serve tempo”, ammette senza giri di parole, spiegando che il cammino fin qui altalenante era prevedibile. La squadra sta cambiando pelle, dentro e fuori dal campo, e questo richiede lavoro e pazienza.
Il tecnico toscano ricorre a un confronto con il passato, a storie già vissute: “Ad Empoli, dopo nove giornate, eravamo ultimi, ma poi siamo arrivati in finale playoff. A Napoli, dopo quattro partite, avevamo due o tre punti. Le difficoltà all’inizio non mi sono mai mancate. Solo al Chelsea è andata diversamente, ma lì c’erano condizioni particolari. Più la squadra arriva da un sistema diverso dal mio, più tempo serve per adattarsi”. Un ritratto sincero di un progetto in costruzione, con la consapevolezza che la strada è ancora lunga.
Sarri: “Non è il modulo a fare la differenza, ma il modo di giocare”
Il tecnico insiste molto sulla sua visione del calcio e mette in chiaro una cosa: non è il modulo a decidere tutto. “Non è questione di numeri o schemi, ma di come la squadra si muove in campo, di come difende e attacca. Il modulo è importante, certo, ma da solo non basta a garantire qualità e risultati”.
Per l’Atalanta 2026, Sarri mostra fiducia e definisce questa stagione come un “anno di costruzione”. La società e lo staff tecnico hanno deciso di non puntare a obiettivi immediati in termini di risultati o posizioni in classifica. L’obiettivo è portare avanti un percorso graduale, costruendo una squadra solida e inserendo i nuovi concetti tattici, per arrivare preparati alle sfide delle prossime stagioni.
Dopo la sconfitta col Cagliari: Sarri tra correzioni e ottimismo
Sabato scorso, al Gewiss Stadium, l’Atalanta ha perso 1-2 contro il Cagliari. Nel post partita, Sarri non ha nascosto le difficoltà attuali della squadra. “Non so ancora quando vedremo la squadra che ho in mente. Oggi ho capito che dobbiamo sistemare parecchie cose. Prima sentivo che dovevo iniziare un lavoro che mancava, ora vedo progressi e sono meno preoccupato, anche se la strada è ancora lunga”.
Le sue parole raccontano di un gruppo in costruzione, dove le nuove idee devono ancora diventare abitudini consolidate. Sarri e il suo staff stanno lavorando per sistemare i dettagli e creare nuove dinamiche, mentre i giocatori si confrontano con richieste tecniche diverse rispetto al passato.
L’Atalanta sta vivendo una fase delicata, frutto di una vera rivoluzione estiva e di un cambio di passo tattico importante. Il tecnico continua a lavorare con fiducia, consapevole che serve pazienza e tempo per far nascere quella identità di gioco che tutti si aspettano.