Lorenzo Gritti ha sfiorato il podio a Rettenbach, chiudendo terzo nel supergigante di Coppa del mondo di sci d’erba. A 40 anni, il bergamasco di Gandino ha messo in mostra una forma sorprendente, staccato di pochi centesimi dai primi due. La pista austriaca non ha risparmiato fatica e tensione, ma per lui è stata l’ennesima dimostrazione di tenacia e talento, in uno sport che non concede sconti e dove l’esperienza conta più di tutto. Adesso, lo sguardo è già puntato sulla prossima sfida a Predaia, dove la Coppa di slalom attende il suo assalto.
Gritti incanta nel supergigante: esperienza e precisione pagano
Nel supergigante di Rettenbach, Gritti ha dimostrato tutto il suo valore e la sua capacità di gestire la pressione. Ha chiuso terzo, staccato di 44 centesimi dal vincitore di casa Leopold Shoen, e a soli 5 centesimi dal tedesco Marcel Knapp, leader della classifica generale. Un risultato che si aggiunge ai tanti successi della sua carriera ventennale: 34 podi in totale, con 18 vittorie, 8 secondi e 8 terzi posti. Il primo trionfo risale al 2011, nello slalom di Ravascletto, segno di una tenacia e costanza fuori dall’ordinario.
A 41 anni, Gritti conferma di avere ancora gambe e testa per stare al passo coi migliori. La sua precisione nelle curve, il controllo della velocitĂ e la conoscenza del tracciato austriaco gli hanno permesso di restare tra i protagonisti di una disciplina che richiede un equilibrio sottile tra tecnica e coraggio.
Il gigante tradisce Gritti, ma l’Italia sorride con Bertagno e Zamboni
Dopo il podio nel supergigante, Gritti non è riuscito a completare la prova del gigante, uscendo già nella prima manche. Nonostante questo stop, la gara ha regalato buone notizie per lo sci d’erba italiano. Michael Bertagno, veneto, si è piazzato secondo, mentre il trentino Filippo Zamboni ha chiuso terzo, entrambi subito dietro al leader Marcel Knapp, vero mattatore stagionale.
Questi risultati confermano che l’Italia è in un buon momento e può contare su atleti pronti a salire sul podio in ogni gara. Resta però chiaro che mantenere la continuità su entrambe le prove è una sfida anche per i migliori. L’uscita di scena di Gritti nel gigante resta un incidente di percorso, che non compromette la sua posizione in classifica, soprattutto con la parte finale della stagione ancora da giocare.
I Mastalli faticano a Rettenbach: serve una scossa
Non è stata fortunata la trasferta di Rettenbach per i fratelli lecchesi Mark e Nicole Mastalli, che hanno deluso le aspettative. Mark ha chiuso 23° nel supergigante e ha dovuto ritirarsi nel gigante. Nicole, invece, è uscita di scena in entrambe le prove. Un risultato che pesa sul morale e sulle prospettive della coppia, chiamata a ritrovare fiducia e forma nei prossimi appuntamenti.
Le difficoltà incontrate confermano quanto la Coppa del mondo sia spietata: basta un piccolo errore o un dettaglio fuori posto per compromettere tutto. Per i Mastalli sarà fondamentale lavorare su tecnica e testa in vista delle finali, perché la stagione è tutt’altro che chiusa e può ancora riservare sorprese.
Predaia, la sfida decisiva: Gritti cerca il colpo grosso nello slalom
Ora tutte le attenzioni sono puntate sulle finali di Coppa del mondo, in programma a Predaia, in Trentino, il 19 e 20 settembre. Qui Gritti proverà a sfruttare la sua esperienza per migliorare la classifica nello slalom, dove al momento è quarto con 100 punti. Davanti a lui c’è Mirko Hueppi, saldamente in testa con 180 punti, un vantaggio importante ma non impossibile da colmare. Dietro a Hueppi, troviamo Filippo Zamboni con 140 e Marcel Knapp con 110 punti: la lotta per il podio è apertissima.
Predaia sarà teatro di due gare decisive, dove ogni curva e ogni metro conteranno per assegnare la Coppa di specialità in slalom. L’esperienza di Gritti si mescolerà con la voglia di emergere dei giovani azzurri, promettendo uno spettacolo avvincente fino all’ultima manche.
La stagione 2024 dello sci d’erba entra nel vivo, con gare di alto livello e un’attesa crescente per le ultime sfide. La presenza costante di campioni come Gritti dimostra la qualità e l’importanza di questo sport, sia in Italia che nel panorama internazionale.