«Non ci voleva proprio», sbotta un residente di via Borsa, guardando le pareti ormai segnate dall’umidità. A Codogno, il sottopasso pedonale del quartiere San Biagio è stato inaugurato da pochi giorni, ma la pioggia ha subito tradito le aspettative. Infiltrazioni d’acqua si sono fatte strada, lasciando dietro di sé macchie evidenti e un senso di preoccupazione che si diffonde tra chi vive lì vicino. La speranza di un’opera nuova e funzionale si scontra adesso con la realtà: i problemi emergono prima ancora che il sottopasso possa davvero essere apprezzato. Le autorità promettono interventi rapidi, ma la fiducia comincia a vacillare.
San Biagio sotto scacco: i disagi dopo la riapertura
Il sottopasso era rimasto chiuso per due mesi, costringendo gli abitanti di San Biagio a fare i conti con un isolamento forzato dal centro città. Il ritorno alla normalità, celebrato con foto e discorsi di soddisfazione da parte dell’amministrazione, sembrava imminente. Invece, il primo acquazzone di venerdì scorso ha subito fatto emergere le falle. Le infiltrazioni hanno scatenato le proteste di molti, tra cui Francesco Bergamaschi, che ha documentato con foto le condizioni preoccupanti del sottopasso. Le immagini mostrano chiaramente macchie umide e il rischio concreto di danni peggiori, se non si interviene in fretta. Tra i residenti serpeggia un sentimento di abbandono: le promesse fatte durante i lavori sembrano non essere state mantenute fino in fondo. E la paura è che con altre piogge la situazione peggiori, rendendo il passaggio poco sicuro e scomodo.
Le cause delle infiltrazioni e la risposta dell’amministrazione
L’assessore ai Lavori pubblici, Luigi Mori, non ha perso tempo: subito dopo le segnalazioni ha effettuato un sopralluogo per capire l’entità dei danni. Sono stati individuati due punti critici sotto la ferrovia, dove l’acqua filtra direttamente dalla volta del tunnel, creando disagi a chi lo attraversa. Questi problemi erano già noti durante i lavori, ma evidentemente le soluzioni adottate non hanno retto. Altri due punti delicati si trovano lungo la rampa che porta da via Carducci al centro: uno alla giunzione tra la nuova copertura e il muro, dove la sigillatura è rotta; l’altro in un sistema di grondaie e canalette che invece di allontanare l’acqua la fanno rientrare nel tunnel. Un problema simile interessa l’ingresso bici sul lato di San Biagio. Mori ha sottolineato che, pur essendo possibili interventi mirati, la responsabilità principale spetta a Rete Ferroviaria Italiana e alla ditta che ha eseguito i lavori. Per questo il Comune ha già chiesto un intervento urgente per mettere fine a queste infiltrazioni e prevenire ulteriori danni.
Il ruolo del sottopasso e il contesto della riqualificazione
Il sottopasso di via Borsa è una via fondamentale per Codogno: collega il centro con il quartiere Villaggio San Biagio, a ovest della ferrovia. La sua riqualificazione è costata circa 800mila euro e ha richiesto due anni di lavori. Nel 2025 Rete Ferroviaria Italiana ha effettuato i principali interventi strutturali, rafforzando il tunnel che mostrava segni di cedimento a causa del passaggio dei treni e della roggia sotterranea che aumentava l’umidità. Nonostante il restauro, sono spuntate macchie di umidità e distacchi di intonaco, che hanno reso necessario applicare una seconda mano di stucco impermeabile. Le pensiline agli ingressi sono state rinnovate con materiali più moderni. L’inaugurazione, mercoledì 19 agosto, ha visto la presenza del sindaco Francesco Passerini e dell’ingegnere Lino Girometta di Brainwave Consulting, che ha curato la riqualificazione delle rampe come opera compensativa legata a un edificio nell’ex caserma di via Belloni. Oltre a sostituire le coperture e restaurare le strutture metalliche, sono stati ridipinti i muri d’ingresso, sistemata la pavimentazione e installati nuovi percorsi tattili per i non vedenti. L’obiettivo era consegnare un passaggio moderno, sicuro e accessibile a tutti.
Ora le autorità sono vigili e vogliono evitare che le infiltrazioni tornino a isolare il quartiere in caso di pioggia. Il dialogo tra Comune, RFI e gli altri enti è aperto e punta a interventi rapidi e risolutivi. Nel frattempo, residenti e associazioni locali restano in allerta, chiedendo chiarezza e fatti concreti.