Morta Emanuela Perinetti, esperta di digital sport e figlia dell’ex dirigente di Roma e Napoli Giorgio Perinetti

Redazione

25 Luglio 2026

Milano perde una giovane promessa del digitale applicato allo sport, un talento che prometteva di cambiare le regole del gioco. Era una ragazza con una laurea in Innovation Management e una passione per il calcio che andava ben oltre il semplice tifo. Negli ultimi anni, si era imposta come una voce autorevole, capace di unire tecnologia e sport in modo innovativo. Poi, un lungo ricovero ha interrotto bruscamente la sua ascesa, lasciando un dolore silenzioso e un vuoto difficile da colmare tra chi la conosceva e stimava.

Innovazione e sport: un binomio scelto con determinazione

Il suo percorso di studi si è concentrato sull’Innovation Management, una disciplina chiave per comprendere e guidare i processi tecnologici nelle imprese. Ha scelto questa strada con consapevolezza, sapendo quanto l’innovazione stia diventando centrale anche nel mondo dello sport. Grazie a un approccio che univa diverse competenze, ha saputo spaziare dalla gestione dei team alle strategie digitali, strumenti essenziali per il calcio moderno.

La laurea in un campo così specifico richiede impegno e curiosità. Lei ha dimostrato un interesse particolare per come la tecnologia possa cambiare il modo di vivere e organizzare gli eventi sportivi. Ha approfondito temi come l’analisi dei dati, la comunicazione digitale e le piattaforme online, strumenti ormai indispensabili per club e broadcaster. Il suo percorso non si è fermato alla teoria: ha sempre affiancato lo studio a esperienze pratiche nel settore.

Digital sport, un mondo in fermento

Dopo la laurea si è dedicata al digital legato allo sport, con un focus sul calcio. In un momento in cui la tecnologia sta rivoluzionando il modo di seguire le partite e gestire le squadre, la sua esperienza è diventata preziosa. Ha collaborato con società sportive e aziende digitali, aiutandole a sfruttare al meglio le nuove piattaforme.

Il lavoro nel digital sport significa confrontarsi con sfide legate all’interazione con i tifosi, alla gestione dei contenuti multimediali e all’uso dei dati raccolti durante eventi e allenamenti. Lei ha saputo muoversi con curiosità e competenza in questi ambiti, contribuendo a creare strategie per aumentare la visibilità dei club e coinvolgere un pubblico sempre più digitale. Realtà aumentata, analisi video e app mobile sono stati alcuni dei suoi campi d’azione.

Il ricovero a Milano e la battaglia personale

Negli ultimi mesi era ricoverata a Milano, seguita da un’équipe medica specializzata. Nonostante la lunga degenza, non ha mai perso la voglia di reagire né la passione per il suo lavoro. Milano, città simbolo del calcio e dell’innovazione digitale, le ha offerto un contesto stimolante anche nei momenti più difficili.

Questo periodo ha inevitabilmente rallentato la sua attività, ma non ha scalfito il rispetto e la stima conquistati nel settore. Anzi, molti colleghi hanno sottolineato come la sua forza e preparazione restassero un esempio per i giovani professionisti impegnati nella gestione dello sport e delle nuove tecnologie. La notizia della sua scomparsa ha fatto rapidamente il giro, suscitando profondo dolore.

Un’eredità nel mondo dello sport digitale

Ha lasciato un’impronta nel settore dello sport digitale, un mondo in costante cambiamento dove si intrecciano competenze tecniche, mercato e dinamiche sociali. Oggi gli eventi sportivi non possono prescindere da una gestione accurata delle piattaforme digitali e dei dati in tempo reale, e figure come la sua sono state fondamentali per tradurre in pratica queste innovazioni.

Il calcio, in particolare, ha beneficiato della sua capacità di rinnovare la comunicazione e l’esperienza dei tifosi, proponendo nuovi modi di seguire e vivere le partite. Il suo lavoro ha aperto strade nuove per club e associazioni, accompagnandoli nel cammino delle trasformazioni digitali con competenza e visione. La sua perdita lascia un’eco forte tra gli addetti ai lavori, che ne riconoscono il valore e la professionalità di un talento spento troppo presto.

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