“Non tagliate quegli alberi!” urlavano in tanti ieri mattina davanti al municipio di Erba. Venti tigli, maestosi e vecchi, rischiano di essere abbattuti tra via Turati e via San Rocco. La protesta è esplosa in fretta, con cartelli, striscioni e una partecipazione che ha sorpreso anche gli organizzatori. L’ex sindaco Filippo Pozzoli ha alzato la posta: “Se cominciano a tagliare, ci incateniamo agli alberi”. Un gesto estremo che racconta bene la tensione in città. La Soprintendenza aveva bloccato temporaneamente l’intervento, ma il confronto tra amministrazione e cittadini resta acceso, mentre si tenta di trovare un compromesso tra sicurezza e tutela ambientale. Quella che sembra una battaglia locale, in realtà, si inserisce nel più ampio dibattito sulle politiche verdi che scuotono l’Italia e l’Europa.
Protesta in strada: perché si dice no all’abbattimento dei tigli
Il pomeriggio del 25 luglio 2026 i residenti del quartiere si sono fatti sentire con cartelli, striscioni e interventi pubblici per dire no alla rimozione degli alberi. Il Comune punta a risolvere i dislivelli sui marciapiedi causati dalle radici, per garantire maggiore sicurezza ai pedoni, ma il prezzo sarebbe l’abbattimento di 21 tigli adulti. Le associazioni ambientaliste, in particolare il Circolo Ambiente Ilaria Alpi, si sono subito schierate contro il progetto. Secondo loro, sicurezza e tutela del verde possono coesistere. Quegli alberi, cresciuti nel corso di decenni, aiutano a combattere il caldo estivo, migliorano la qualità dell’aria assorbendo anidride carbonica e sostengono la biodiversità locale. Un giovane tiglio, dicono, non può offrire gli stessi benefici né garantire ombra e comfort nel breve termine. Inoltre, il circolo contesta la scarsa profondità dell’analisi tecnica allegata al progetto: manca uno studio serio sulle alternative possibili, che eviterebbero un taglio così drastico.
Pressione sul Comune per un’alternativa che salvi gli alberi
Il Circolo Ambiente Ilaria Alpi ricorda che le politiche europee e nazionali puntano proprio a proteggere gli alberi urbani come mezzo per contrastare il cambiamento climatico. Questi interventi aiutano a ridurre le isole di calore, migliorano la qualità dell’aria e rendono più vivibili le città. Tagliare alberi adulti per sostituirli con giovani esemplari va quindi contro queste linee guida. Il circolo ha chiesto ufficialmente un progetto alternativo che metta in sicurezza i marciapiedi senza sacrificare i tigli esistenti. Serve un piano che tenga insieme la tutela delle persone e quella del verde cittadino, senza compromettere la funzione ecologica e sociale degli alberi. Dietro la protesta c’è la convinzione che il verde pubblico sia un patrimonio da difendere, la cui perdita avrebbe effetti negativi sul clima locale e sulla qualità della vita.
La Soprintendenza frena il Comune: richieste di modifiche al progetto
Il Ministero della Cultura, attraverso la Soprintendenza, ha avanzato osservazioni ufficiali al Comune di Erba. Ha chiesto che il progetto venga trasmesso in anticipo per l’autorizzazione, con particolare attenzione all’area monumentale davanti alla chiesa di Sant’Eufemia. Qui gli alberi non sono solo decorativi, ma fanno parte integrante del contesto storico e culturale. La Soprintendenza ha suggerito di salvare almeno 15 tigli su via San Rocco, invece di abbatterli tutti come previsto dalla giunta comunale. Un invito a rivedere il piano, ricordando che ogni intervento deve rispettare le norme di tutela ambientale e culturale, bilanciando sicurezza e conservazione del patrimonio. Questa presa di posizione ha riacceso la mobilitazione civile, che vuole valorizzare la città sia dal punto di vista paesaggistico che culturale.
La mobilitazione del Circolo Ambiente: diffide, petizioni e pressione sul Comune
Il Circolo Ambiente Ilaria Alpi non si è fermato alle manifestazioni pubbliche. Ha inviato una diffida formale al sindaco e all’amministrazione, chiedendo di sospendere subito ogni intervento fino a quando non sarà completata una perizia agronomica approfondita. Questa dovrà chiarire lo stato di salute degli alberi e verificare se ci sono soluzioni alternative per sistemare i marciapiedi senza abbattere i tigli. Nel frattempo, l’associazione ha invitato i cittadini a inviare email di protesta al Comune, aumentando la pressione politica. Sulla piattaforma Change.org è stata lanciata una petizione che in pochi giorni ha raccolto oltre 1.200 firme. L’obiettivo è coinvolgere quante più persone possibili e mandare un segnale chiaro all’amministrazione. La mobilitazione dimostra quanto il tema degli alberi urbani sia sentito nella comunità di Erba, con un impegno civico deciso a influenzare le scelte pubbliche in modo partecipato e consapevole.