Addio a Vittorio Minelli, ex sindaco di Luino e presidente della Provincia: un decennio di sviluppo sul Lago Maggiore

Redazione

12 Luglio 2026

Luino si è stretta nel silenzio, ieri, davanti alla notizia della morte di Vittorio Minelli. Nato nel 1940, Minelli non è stato solo un sindaco: è stato un pilastro per la città e per tutta la provincia di Varese. Insegnante di mestiere, ha saputo trasformare la politica locale in una missione personale, guidando con fermezza ma anche con una cultura radicata nel territorio. Il suo nome è inciso in un periodo di grandi cambiamenti, ma anche in una vicenda giudiziaria che lo ha segnato profondamente, lasciando un’eredità complessa e ancora viva nella memoria di molti.

Da consigliere a sindaco: gli anni di Minelli a Luino

La carriera politica di Minelli prende il via nel 1976, quando entra in consiglio comunale a Luino. Subito ricopre il ruolo di assessore alla Pubblica istruzione e vicesindaco, costruendo un legame solido con la cittadinanza e orientando la città verso una gestione attenta alla cultura. Nel 1980 diventa sindaco, in un periodo in cui il primo cittadino veniva scelto dai consiglieri e non direttamente dai cittadini. Resta in carica per più di dieci anni, confermato nelle elezioni del 1982 e del 1988.

Quegli anni sono segnati da un’amministrazione decisa e con una visione chiara: lo sviluppo locale e il miglioramento dei servizi pubblici sono al centro dell’azione di governo. Sotto la guida della Democrazia Cristiana, cultura ed educazione diventano priorità. Nel 1992 Minelli lascia il Comune per assumere la presidenza della Provincia di Varese, un riconoscimento che conferma la sua reputazione e il rispetto conquistato sul territorio.

Tangentopoli e il calvario giudiziario

La carriera politica di Minelli subisce un duro colpo nel 1993, quando viene arrestato durante l’inchiesta di Tangentopoli a Varese. In quegli anni, molti politici finiscono sotto accusa per corruzione, e Minelli, esponente della Democrazia Cristiana, si trova coinvolto. L’arresto interrompe bruscamente la sua attività pubblica.

Il processo dura undici anni, fino all’assoluzione completa nel 2004. Un periodo difficile non solo per la durata, ma anche per come Minelli è stato trattato: fu ammanettato e lasciato per più di un’ora negli uffici della Provincia in attesa dei giornalisti, una scelta che all’epoca fu vista come un modo per mettere i politici alla gogna mediatica.

Ricordi e testimonianze: il lascito di un uomo di cultura

L’attuale sindaco di Luino, Andrea Pellicini, esprime così il valore di Minelli: «È stato un maestro e un uomo di cultura, un docente preparato e rispettato. Ha guidato Luino per un decennio con fermezza e carisma». Pellicini ricorda anche il calvario giudiziario che lo costrinse a lasciare la presidenza della Provincia a causa di un arresto che definisce ingiusto.

Pellicini parla degli incontri casuali con Minelli: passeggiate sul lungolago, saluti discreti e sorrisi gentili. Segni di un uomo che ha mantenuto la propria dignità nonostante tutto. Anche Vincenzo Liardo, assessore al Bilancio e volto noto della politica luinese, ha voluto rendere omaggio all’ex sindaco: «Ho imparato tanto da lui in Democrazia Cristiana, perdo un maestro e un amico».

Il dolore per la sua scomparsa si fa sentire in tutta Luino. La famiglia – la moglie Raffaella e i figli Luca e Matteo – riceve in queste ore l’affetto e le condoglianze di quanti hanno conosciuto e stimato un uomo che ha lasciato un segno profondo nel cuore della comunità.

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