Milano, accoltellato al bar: 55enne aggredito all’improvviso, il padre primo a soccorrerlo

Redazione

4 Luglio 2026

Erano le 7.30 del mattino del 4 luglio 2024, a Milano, quando Gerardo P., 55 anni, si è trovato improvvisamente vittima di un’aggressione. Seduto al tavolino di un bar in via Capecelatro, stava facendo colazione, ignaro di ciò che stava per accadere. Un colpo di coltello alle spalle lo ha colpito di sorpresa. A fermare l’assalitore, un giovane di 22 anni, sono stati il padre di Gerardo e tre ragazzi egiziani presenti sul posto, prima che la polizia arrivasse. Lamine Saidilly, questo il nome del sospettato, è stato subito arrestato con l’accusa di tentato omicidio.

Colpito alle spalle, poi all’addome: l’aggressione improvvisa in via Capecelatro

Gerardo e suo padre erano seduti davanti al bar La Giada, un locale che frequentano spesso. Secondo i testimoni, tutto sembrava normale finché Saidilly, nato in Italia da famiglia gambiana, è sbucato dal fondo di via Paravia. All’inizio sembrava solo un passante, poi in un attimo ha tirato fuori un coltello e ha colpito Gerardo prima alla schiena, poi all’addome, mentre la vittima cercava di difendersi.

La scena è stata così rapida e violenta che ha lasciato di stucco chi era lì vicino. Nessuno, al momento, riesce a spiegarsi il motivo dell’attacco. La polizia ha aperto un’indagine per fare chiarezza.

Padre e passanti fermano l’aggressore: la reazione pronta che ha evitato il peggio

Il padre di Gerardo, un uomo anziano che abita poco lontano, ha avuto il coraggio di intervenire subito. Non è stato solo: tre ragazzi egiziani che passavano di lì hanno aiutato a bloccare Saidilly. Insieme sono riusciti a immobilizzarlo, impedendo che la situazione degenerasse ulteriormente.

Quando la polizia è arrivata, ha arrestato il giovane senza difficoltà. Saidilly è rimasto in silenzio, né durante l’aggressione né dopo l’arresto ha detto una parola.

Chi è l’aggressore: nessuna cura psichiatrica, motivi ancora sconosciuti

Saidilly vive a Conegliano Veneto con il padre e risulta scomparso da casa da circa una settimana prima dell’aggressione. Gli inquirenti hanno escluso disturbi psichiatrici: il genitore ha confermato che il figlio non segue terapie o cure particolari.

Questo rende ancora più difficile capire cosa abbia spinto il ragazzo a un gesto così violento e improvviso. Gli investigatori stanno scavando nella sua vita e nelle sue relazioni, cercando un movente. Intanto, la comunità locale è sconvolta e chiede risposte e più sicurezza nelle strade.

Un luogo familiare trasformato in scena del crimine

Gerardo e suo padre sono clienti abituali del bar La Giada, dove si fermano due o tre volte al mese per la colazione. Quel giorno erano seduti fuori, tranquilli e impegnati in una conversazione come tante altre.

La violenza dell’attacco ha colpito soprattutto per la sua imprevedibilità. Chi era presente ha raccontato che Saidilly si è avvicinato con calma prima di scatenare la furia, senza alcun segnale o provocazione.

L’episodio lascia la città con un senso di insicurezza e invita a riflettere su come anche i luoghi più familiari possano improvvisamente diventare teatro di violenza. Le forze dell’ordine hanno già intensificato i controlli in zona per evitare che simili episodi tornino a verificarsi.

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