Tifoso juventino ferito da lacrimogeno al derby Torino-Juventus: chiesto l’arresto per un poliziotto

Redazione

4 Luglio 2026

Marco Leonardo Basoccu, 36 anni, non è stato colpito da una bottiglia o da un sasso durante gli scontri pre-derby Torino-Juventus. Quel colpo, che gli ha provocato un grave trauma cranico e giorni di coma indotto, è arrivato da un lacrimogeno sparato dalla polizia di Stato. Un gesto che ora finisce sotto la lente di un’inchiesta, mentre si tenta di capire se l’agente del reparto mobile abbia seguito le procedure corrette in quel momento di alta tensione. Le conseguenze per Basoccu sono pesantissime, e la domanda rimane: cosa è davvero successo in quegli attimi?

Lacrimogeno sparato ad altezza uomo: la procura accusa un uso sbagliato

La ferita di Basoccu non è frutto di un normale scontro tra tifosi o di oggetti tradizionali lanciati durante i disordini. È il risultato di un lacrimogeno sparato ad altezza uomo, una pratica vietata dalle regole interne della polizia. Secondo la procura di Torino, il modo in cui è stato usato ha trasformato uno strumento di controllo della folla in un’arma capace di provocare danni seri. L’agente avrebbe sparato da troppo vicino e con una traiettoria orizzontale, impedendo al lacrimogeno di aprirsi come previsto e aumentando così la pericolosità del colpo.

Quando un lacrimogeno viene usato correttamente, si apre liberando quattro aperture di plastica che diffondono il gas irritante, riducendo il rischio di ferite dirette. Nel caso di Basoccu, invece, è stato colpito da un involucro in acciaio che non si è aperto, simile a un proiettile solido. Questo dettaglio ha fatto scattare le indagini e la richiesta di arresti domiciliari per l’agente, accusato di lesioni aggravate in un contesto delicato come quello dell’ordine pubblico.

L’errore poteva costare molto caro: il colpo ha colpito Basoccu con forza, provocando un trauma cranico gravissimo. Le fonti giudiziarie e le ricostruzioni del quotidiano La Stampa confermano la gravità della situazione. L’inchiesta è in corso e non riguarda solo il comportamento dell’agente ma anche le misure di sicurezza adottate in situazioni di rischio come quella del derby.

Interrogatorio e responsabilità: la giustizia stringe sui comportamenti degli agenti

Ieri mattina l’agente è stato interrogato davanti al giudice per l’interrogatorio preventivo, una procedura prevista dalla riforma Nordio per controllare attentamente prima di prendere misure restrittive. Il pubblico ministero ha formalizzato l’accusa di lesioni aggravate, puntando il dito sull’uso improprio del lacrimogeno senza giustificazioni legali a tutela della salute pubblica e personale.

Questa fase del procedimento dimostra la volontà della giustizia di valutare ogni aspetto prima di decidere sul futuro dell’agente. La decisione del giudice per le indagini preliminari è attesa nei prossimi giorni e potrebbe cambiare le carte in tavola. Nel frattempo si rivedono le procedure per l’uso di questi dispositivi, con particolare attenzione alle distanze e alle condizioni per il loro impiego.

L’episodio ha riaperto un dibattito più ampio tra esperti e operatori sulle regole attuali, chiedendo una revisione per evitare che situazioni simili tornino a verificarsi. A Torino, città con una tifoseria molto appassionata, la sicurezza durante eventi sportivi è diventata un tema cruciale. Il caso di Basoccu è un campanello d’allarme sulla complessità e la delicatezza della gestione dell’ordine pubblico.

Le condizioni di Marco Basoccu: un trauma che ha cambiato la vita

Marco Leonardo Basoccu, commercialista di Milano, era a Torino con un gruppo organizzato di tifosi juventini, i Viking. Quel lacrimogeno sparato con modalità sbagliate lo ha colpito alla testa, costringendolo a un intervento chirurgico urgente alle Molinette per rimuovere il frammento metallico e limitare i danni cerebrali.

È rimasto in coma indotto per giorni, una fase che ha tenuto in apprensione familiari e amici. È stato dimesso il 9 giugno, ma le sue condizioni restano sotto stretto controllo per valutare eventuali conseguenze a lungo termine.

Gli inquirenti hanno ricostruito che il lacrimogeno non si è attivato perché sparato da troppo vicino, a poche decine di metri, con una traiettoria orizzontale che ne ha impedito il corretto funzionamento. Questo errore tecnico ha trasformato un dispositivo pensato per disperdere la folla in un pericolo reale.

Il caso Basoccu ha acceso un dibattito acceso sulla sicurezza negli scontri prima delle partite di grande richiamo. Il trauma subito ha conseguenze che vanno ben oltre la sfera personale, toccando anche aspetti legali e operativi fondamentali per un uso più attento e responsabile dei dispositivi di sicurezza nelle piazze italiane.

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