Morta Emanuela Perinetti, esperta di digital nel calcio e figlia dell’ex dirigente di Roma e Napoli Giorgio Perinetti

Redazione

21 Giugno 2026

Milano, corsia di ospedale. Una giovane donna lotta contro una malattia che non lascia scampo. Laureata in Innovation Management, il suo nome era già noto nel mondo dello sport, soprattutto per il suo lavoro sulle tecnologie applicate al calcio. Aveva conquistato un ruolo di rilievo in tempi rapidi, in un settore in piena trasformazione, dove digitale e strategie innovative cambiano ogni giorno le regole del gioco. Un talento che molte realtà avevano già scelto per guidare il cambiamento. Ma proprio quando sembrava aver raggiunto il suo momento più alto, tutto si è fermato.

Da dove ĆØ partita: formazione e specializzazione nel digitale sportivo

Originaria di una cittĆ  italiana, la sua vita professionale si era concentrata quasi tutta a Milano, soprattutto dopo la laurea in Innovation Management. Un percorso che l’aveva preparata a muoversi con disinvoltura nel mondo dello sport moderno, tra modelli di business innovativi e tecnologie emergenti.
Fin da subito, aveva puntato sul settore sportivo, perfezionando la sua esperienza con corsi e stage dedicati al digitale applicato al calcio. Aveva approfondito strumenti e dinamiche che vanno dalle piattaforme per coinvolgere i tifosi fino alla gestione dei dati sulle prestazioni delle squadre. Questo interesse l’aveva portata a collaborare con aziende di innovazione e club sportivi decisi a rivoluzionare il rapporto tra societĆ , atleti e appassionati grazie alla tecnologia.

Come ha lasciato il segno nel calcio digitale

Nel calcio, simbolo per eccellenza dello sport italiano, la giovane si era fatta notare per la sua capacitĆ  di unire innovazione e comunicazione digitale. Seguiva progetti di trasformazione digitale pensati per migliorare l’esperienza dei tifosi, coinvolgendoli attraverso social network, app e realtĆ  aumentata.
Grazie all’analisi dei dati e alle nuove tecniche digitali, aveva messo a punto strategie per aumentare la visibilitĆ  delle squadre, gestire campagne di marketing sportive e monetizzare le attivitĆ  online. Il suo contributo era apprezzato da molti nel settore, che riconoscevano il valore del suo punto di vista nel connubio tra tecnologia e comunicazione sportiva.
Così, aveva conquistato la fiducia di club e imprese impegnate nella digitalizzazione dello sport, affermandosi come una specialista in un mercato sempre più competitivo e internazionale.

Il vuoto lasciato e il ricordo a Milano

La notizia del suo ricovero ha scosso profondamente il mondo sportivo e quello della digital innovation milanese. Nonostante la giovane etĆ , aveva giĆ  lasciato un segno tangibile nelle realtĆ  locali, soprattutto tra chi lavora alla trasformazione digitale dello sport.
La sua vicenda ha acceso i riflettori sulle nuove figure professionali nel calcio e nello sport in generale, spingendo a riflettere sul futuro del settore e sull’importanza dell’innovazione tecnologica. I tanti messaggi di vicinanza da colleghi e realtĆ  sportive testimoniano il riconoscimento per il suo contributo concreto in pochi anni di attivitĆ .
Milano, cittĆ  dove sport e innovazione si intrecciano, ha visto spegnersi una carriera piena di promesse. Ma quel percorso, seppur breve, ha lasciato una traccia destinata a influenzare ancora a lungo il mondo sportivo digitale e la trasformazione tecnologica che lo accompagna.

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