Lecco si è svegliata con un sospiro di sollievo. Maina e Kaya, due husky fuggite nei boschi sopra la città, sono state ritrovate vive. La loro padrona, Sara, le cercava senza tregua, chiamandole nel buio e diffondendo appelli disperati sui social. La notte ha fatto calare la paura, e le ricerche si sono fatte più difficili di quanto si potesse immaginare. Poi sono arrivati i vigili del fuoco, con un elicottero che ha cambiato le sorti della vicenda. Così, tra sentieri nascosti e silenzi rotti solo dai richiami, la speranza si è trasformata in un salvataggio straordinario.
La fuga degli husky sui Piani d’Erna
Kaya e Maina, due husky noti per il loro spirito libero e l’energia inesauribile, sono scomparse nella tarda serata sui Piani d’Erna, sopra Lecco. Quella zona montuosa è molto frequentata da escursionisti e amanti della natura. Il territorio, che si estende tra il rifugio Antonio Stoppani e il rifugio Azzoni, si trova sulle pendici del Resegone, un massiccio imponente e complesso, ricco di vegetazione fitta, salti di roccia e passaggi difficili, dove distrazioni e errori si pagano caro.
Non è chiaro cosa abbia spinto i cani a scappare. Forse hanno inseguito qualche animale selvatico, oppure un rumore improvviso li ha spaventati, facendoli allontanare senza più trovare la strada di casa. Un episodio che racconta la natura imprevedibile della montagna, dove il richiamo dell’ignoto può trasformarsi in un’avventura pericolosa senza l’esperienza o l’aiuto giusto.
Trovare due husky in un ambiente così vasto è stata una vera sfida. Le pendenze ripide e le rocce irregolari sono ostacoli non da poco, soprattutto quando il tempo scorre e la notte rende tutto più complicato. Sara ha vissuto ore di angoscia, lanciando appelli accorati a chiunque potesse aiutarla, dai passanti agli escursionisti, fino ai messaggi sui social che hanno raggiunto molte persone.
L’intervento dei vigili del fuoco e le difficoltà del soccorso
Appena ricevuta la chiamata, i vigili del fuoco sono intervenuti subito. Il soccorso alpino fluviale ha messo in campo otto operatori esperti, abituati a muoversi in territori come i Piani d’Erna, dove i pericoli non mancano mai. Tra salti improvvisi, burroni e cespugli fitti, orientarsi è difficile e serve una conoscenza approfondita del territorio e grandi competenze tecniche.
Le prime ore sono state estenuanti. Anche se ogni tanto si sentivano i guaiti lontani dei cani, riuscire a localizzarli era complicato per la distanza e la vegetazione fitta. La montagna non lascia scampo: senza un punto preciso, anche i richiami più insistenti si perdono nel silenzio dei boschi.
La svolta è arrivata durante la mattinata. Grazie all’esperienza e a strumenti specializzati, i soccorritori sono riusciti a individuare Maina e Kaya. Da quel momento, tutte le energie si sono concentrate sul recupero, che ha richiesto il massimo rigore per non mettere in pericolo né i cani né chi li stava salvando.
Recupero con l’elicottero e ritorno a casa
Il luogo dove si trovavano i cani era particolarmente difficile: uno era nascosto nell’erba alta, l’altro era caduto giù per un ghiaione ripido e pericoloso. Per questo è intervenuto il reparto volo di Malpensa, con i “Draghi lombardi”, piloti esperti dei vigili del fuoco che operano con l’elicottero Drago.
L’uso del verricello ha permesso di calare i soccorritori fino ai due husky e di recuperarli senza rischi. È raro vedere animali così collaborativi in situazioni così delicate, ma Maina e Kaya si sono lasciate prendere senza opporre resistenza, come se avessero capito di essere in buone mani.
Il ritorno con Sara ha chiuso un capitolo intenso. La donna non ha nascosto la sua gratitudine verso chi ha reso possibile un finale che, solo il giorno prima, sembrava impossibile. Il rispetto e la professionalità dei vigili del fuoco, la rapidità del soccorso e la tenacia nei momenti più difficili hanno fatto la differenza, salvando due vite preziose affidate all’amore di una famiglia premurosa.
