Fanfulla: arriva l’allenatore Cuomo ma il futuro del club resta incerto e in bilico

Redazione

15 Giugno 2026

Il Fanfulla naviga in acque tempestose

Il Fanfulla naviga in acque tempestose, stretto in una morsa di battaglie legali e gestione incerta. Non manca la voglia di lottare sul campo, ma fuori dal rettangolo verde si accumulano problemi che sembrano senza soluzione. Il nome di Pietro Budroni spunta come nuovo coordinatore tecnico, mentre Alberto Cuomo prende le redini della squadra in panchina. Scelte che, sulla carta, appaiono normali. E invece, dietro le quinte, la Corte d’Appello di Milano ha capovolto tutto, restituendo le cariche al presidente Luigi Barbati e ai soci rimossi. Strano, però: chi ora guida il club continua come se nulla fosse. Nel frattempo, il Fanfulla deve fare i conti con una doppia retrocessione, debiti non ancora chiari e scadenze che si avvicinano senza risposte. Il futuro? Un’incognita più fitta che mai.

Vertenze legali senza fine: la sentenza che non cambia la musica

Al centro della crisi ci sono le battaglie legali che da mesi agitano il Fanfulla. A maggio 2024, la Corte d’Appello di Milano ha annullato la sentenza del Tribunale di Lodi, riportando la presidenza nelle mani di Luigi Barbati e reintegrando i soci che erano stati estromessi. Una decisione temporanea, ma che ha effetto immediato: sulla carta, la vecchia dirigenza ha di nuovo il controllo del club. Ma nella realtà, le cose non si muovono. La famiglia Tufo, che ha guidato la società fino a ora, continua a gestire tutto come se niente fosse. Così si crea un’impasse, con la formalità della legge da una parte e la gestione pratica dall’altra, che vanno avanti in parallelo senza un vero coordinamento. Questo tira e molla alimenta solo confusione e incertezza, condizionando ogni scelta, dal mercato alla guida tecnica, fino al rapporto con i tifosi.

Il bando per gli impianti: il tempo stringe, ma manca un piano

Un altro nodo da sciogliere riguarda gli impianti sportivi. Il Comune ha messo in campo un bando per affidare la gestione dello stadio “La Dossenina” e del campo Sala, con scadenza al 30 giugno 2024. Mancano pochi giorni al termine, ma non si vedono né progetti concreti né candidati chiari. L’assessore allo Sport, Francesco Milanesi, ha più volte espresso la sua preoccupazione, sollecitando pubblicamente tutti i soggetti coinvolti. Il suo richiamo suona come un campanello d’allarme: senza una gestione definita, la macchina degli impianti rischia di bloccarsi del tutto. Questo potrebbe compromettere l’organizzazione del prossimo campionato, l’iscrizione ai tornei e il futuro del settore giovanile. L’assenza di un progetto concreto lascia il club in una situazione di stallo che mette a rischio tutta la struttura.

Dirigenza divisa, tifosi in attesa: il club in bilico

Il Fanfulla sta attraversando una fase delicata, con due gruppi alla guida che rallentano ogni decisione. Da una parte la vecchia dirigenza tornata ufficialmente con la sentenza, dall’altra la famiglia Tufo che continua a gestire senza farsi condizionare dai contenziosi giudiziari. Nel mezzo, la comunità sportiva e i tifosi che guardano, in attesa, senza sapere quale strada prenderà il club. La squadra deve affrontare sfide difficili dopo due retrocessioni consecutive, ma deve anche districarsi tra problemi economici e burocratici che pesano sul suo futuro. Intanto, spuntano candidati pronti a rilevare o salvare la società, ma nessuno ha ancora messo sul tavolo un’offerta concreta o un progetto serio. I tifosi, sempre presenti e parte fondamentale della storia del Fanfulla, sembrano stanchi di promesse senza seguito, in attesa di segnali concreti. Intanto, la gestione dei giocatori, del settore giovanile e delle iscrizioni resta sospesa, senza una chiara direzione. Il tempo per prendere decisioni importanti sta per scadere.

Tra mancanza di leadership e urgenze, il Fanfulla cerca la sua strada

Il momento richiede al Fanfulla di trovare presto un equilibrio tra le dispute legali e la gestione quotidiana della società. I fatti recenti mostrano quanto sia difficile mettere ordine in un quadro frammentato e complicato. Le nomine tecniche, seppur necessarie, non bastano a risollevare una struttura indebolita da anni di incertezze e debiti. La mancanza di una guida chiara potrebbe mettere a rischio la partecipazione al campionato e la programmazione per i prossimi anni. Se la Corte ha indicato una strada formale, manca però una risposta concreta da chi oggi muove le fila del club. Il bando comunale che si avvicina e le questioni finanziarie ancora aperte impongono tempi stretti, per evitare che il Fanfulla resti bloccato. La stagione 2024 sarà decisiva, un banco di prova fondamentale per la sopravvivenza di una società che ha un peso importante nella storia sportiva della zona.

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