Oltre 180mila euro spariti, frutto di una truffa che ha scosso una tranquilla comunità della Brianza. Una donna di sessant’anni, spaventata da un presunto allarme fiscale, ha consegnato il denaro a un quarantenne di Lesmo. Lui, conosciuto per il suo lavoro nel campo dell’autismo, le aveva promesso di mettere al sicuro i suoi beni da un’imminente confisca. Invece, dietro a quelle rassicurazioni, c’era solo inganno. Ora l’uomo è accusato di truffa aggravata e dovrà difendersi davanti al Tribunale di Monza.
Un procedimento che parte da Lesmo: accuse pesanti per F.C.
F.C., quarantenne di Lesmo, è finito sotto processo per truffa aggravata. L’uomo ha raccontato una versione falsa, sostenendo di avere legami con la Polizia postale e un ruolo di consulente al Tribunale di Monza. La vittima, una donna di sessant’anni, è stata convinta di avere debiti fiscali ingenti e di rischiare il sequestro dei suoi beni. Così, ha effettuato decine di bonifici, da poche centinaia fino a 14mila euro ciascuno, per quasi 200mila euro in totale.
Il processo è ancora in fase preliminare: la prima udienza è stata rinviata per dare spazio a trattative tra le parti, con la donna che si è costituita parte civile per recuperare il denaro perso. I fatti risalgono al 2021, ma solo ora si sta facendo luce sulla vicenda.
Il trucco del falso allarme: come è stata messa in trappola la vittima
Secondo l’inchiesta, F.C. ha costruito tutto sull’inganno e sulla paura del Fisco. Ha creato un falso allarme, spacciandosi per informato grazie a presunti contatti con la Polizia postale e ambienti giudiziari. I debiti e i pericoli di cui parlava erano invece inventati di sana pianta.
La donna, spaventata e senza modo di verificare, ha creduto di rischiare tutto: i risparmi di una vita, le proprietà . Ha quindi eseguito una serie di bonifici, convinta di proteggersi da una situazione che non esisteva. Il raggiro ha sfruttato la fiducia personale, aggirando ogni sospetto e rendendo la truffa sistematica e ben organizzata.
Da difensore dell’autismo a imputato: il passato controverso di F.C.
Il nome di F.C. non era nuovo alle cronache locali, ma per motivi ben diversi. Due anni fa, in provincia di Lecco, si era fatto notare per aver denunciato episodi di bullismo contro un quindicenne autistico. F.C., che ha detto di essere genitore di un bambino autistico, si era impegnato personalmente, raccontando la vicenda e sostenendo la famiglia tramite la onlus da lui fondata a Lesmo.
L’associazione, nata per raccogliere fondi e promuovere iniziative a favore di bambini con autismo, aveva un ruolo importante nella comunità . Ma è stata chiusa dopo accuse di cattiva gestione dei fondi e problemi nei rapporti con alcuni collaboratori. F.C. ha sempre negato ogni illecito, assicurando che tutto sarebbe stato chiarito e che l’associazione avrebbe ripreso le attività .
Oggi, queste due storie si intrecciano: da un lato l’impegno civile, dall’altro le accuse di truffa legate ai falsi debiti fiscali. Un caso che fa riflettere sulla trasparenza e la responsabilità nel mondo associativo e nella vita pubblica locale.
