Nel tribunale di Monza, dove si celebra anche il processo per Seregno, ieri รจ ripreso il dibattimento sulla presunta fusione irregolare tra AEB e A2A. Lโaria รจ carica di tensione: spazi angusti, avvocati che faticano a consultare i fascicoli. Tra gli imputati cโรจ Alberto Rossi, il sindaco di Seregno, al centro di unโinchiesta che si trascina da anni. Lโaccusa? Una turbativa dโasta legata a operazioni risalenti al 2019, con indagini e perquisizioni iniziate giร nei primi anni del decennio.
La vicenda e le prime indagini
Tutto รจ iniziato nel 2020, quando Tiziano Mariani, ex capogruppo di Noi per Seregno, ha presentato esposti contro lโoperazione tra AEB, la societร pubblica locale, e A2A, un colosso del settore. Mariani denunciava una fusione poco trasparente, sfidando la decisione anche in sede amministrativa. Nel processo penale ha tentato di costituirsi parte civile, ma senza successo.
Nel 2021 il fascicolo si รจ infittito con perquisizioni negli uffici di AEB e a casa dellโallora presidente Loredana Bracchitta. Gli inquirenti sostengono che la fusione, approvata nel 2020 dal Consiglio comunale di Seregno, fosse pensata per favorire solo A2A, a scapito degli interessi pubblici e patrimoniali di AEB e dei cittadini. La delibera del 20 aprile 2020 ha formalizzato lโoperazione, ma ricorsi e contestazioni ne hanno rallentato lโattuazione.
Chi sono gli imputati e cosa rischiano
Sotto processo ci sono esponenti istituzionali e manager di spicco. Oltre a Rossi, sindaco di Seregno, ci sono lโassessore alle partecipate Giuseppe Borgonovo, il segretario generale Alfredo Ricciardi e lโex presidente di AEB, Loredana Bracchitta. Dallโaltra parte, per A2A, figurano Giovanni Valotti, allโepoca alla guida della societร , e Pierluigi Troncatti, consulente della Roland Berger srl.
Secondo la Procura, lโoperazione avrebbe causato un danno ad AEB stimato in almeno 60 milioni di euro. Fra le criticitร principali cโรจ la mancata valorizzazione di un premio di maggioranza, valutato in 5,7 milioni, che avrebbe dovuto andare a vantaggio di AEB. Lโaccusa sostiene che la fusione sia stata confezionata solo per agevolare A2A, senza rispettare le regole di trasparenza e correttezza richieste nelle gare pubbliche.
Il processo tra ritardi e appuntamenti futuri
Il procedimento si muove tra problemi logistici e rischi di prescrizione, visto che i fatti risalgono ormai al 2019. Questo mette pressione sulle udienze ancora da svolgere, perchรฉ il reato di turbativa dโasta potrebbe scadere.
Le testimonianze piรน attese sono quelle della Guardia di Finanza di Seregno, che ha condotto le indagini e ricostruito le fasi della fusione e le presunte irregolaritร . Lโanalisi dei documenti sequestrati a marzo 2021 resta un punto centrale per la Procura.
Il prossimo appuntamento in aula รจ fissato per maggio 2026. Si attendono nuove prove e chiarimenti sul ruolo dei protagonisti, elementi decisivi per definire il futuro del procedimento. Nel frattempo, le ombre sul modo in cui รจ stata condotta questa fusione continuano a tenere banco, sia in ambito politico che giudiziario nel territorio monzese.
