Lombardia leader nell’automotive: 8 miliardi di filiera e il modello innovativo per i meccanici del futuro a Le Mans

Redazione

9 Ottobre 2026

Milano detiene saldamente il primato nell’aftermarket automobilistico italiano. Sono circa 13 mila le imprese lombarde attive, su un totale nazionale di 90 mila: numeri che da soli raccontano molto, ma non tutto. In una fase di trasformazione radicale del settore auto, questo segmento resta un pilastro dell’economia e dell’occupazione regionale. Dietro a queste cifre si nasconde una realtà dinamica, fatta di innovazione continua, scambi con l’estero — in particolare con la Francia — e un impegno costante nella formazione per affrontare le sfide tecnologiche di domani.

Aftermarket lombardo, un gigante economico e occupazionale

La Lombardia è senza dubbio il cuore pulsante del post-vendita auto in Italia. Tra manutenzione, riparazione e vendita di ricambi, il comparto genera un valore aggiunto di circa 8 miliardi di euro, pari quasi al 29% del fatturato nazionale. Sono 100 mila i lavoratori coinvolti, distribuiti tra officine, carrozzerie e negozi di ricambi. Solo tra le imprese associate a Cna Lombardia si superano le 2.300 unità, a dimostrazione di un tessuto produttivo solido e ben organizzato.

Questi numeri mostrano quanto sia strategico il ruolo della Lombardia, soprattutto in un momento di grandi cambiamenti tecnologici nel settore automotive. Il valore prodotto non è solo economico, ma anche legato alla capacità delle aziende di adattarsi e innovare in un mercato che non sta mai fermo. Un settore che dà lavoro, certo, ma che è anche un laboratorio di sviluppo tecnologico.

Cambia il lavoro, cambiano le competenze

Le officine di oggi non sono più quelle di qualche anno fa. Sono sempre più tecnologiche e richiedono conoscenze nuove e specifiche. L’elettrificazione dei veicoli, l’uso crescente di sistemi diagnostici digitali e delle tecnologie ADAS stanno rivoluzionando il modo di lavorare. La meccanica tradizionale non basta più: servono competenze miste, tra elettronica, informatica e meccanica.

Per esempio, intervenire su un’auto elettrica significa conoscere componenti ad alta tensione e sistemi di gestione delle batterie, un mondo lontano dai motori a combustione. Allo stesso modo, l’uso di strumenti diagnostici per sensori e centraline richiede tecnici aggiornati e preparati. Questa trasformazione crea una forte domanda di figure professionali con competenze nuove e rende fondamentale rivedere i programmi formativi.

Il ricambio generazionale diventa quindi una questione urgente. Offrire ai giovani non solo nozioni teoriche ma anche esperienza pratica e strumenti aggiornati significa preparare il futuro di un settore sempre più digitale e complesso.

A Le Mans per imparare dal modello francese

Dal 7 al 9 ottobre, una delegazione di Cna Lombardia ha fatto tappa a Le Mans, città simbolo del motorsport e della formazione tecnica. Al centro della visita c’era il Centre de Formation d’Apprentis della Chambre de Commerce et d’Industrie Le Mans Sarthe, un polo di 15 mila metri quadrati che ogni anno forma oltre 1.500 giovani.

Qui, le case automobilistiche partecipano direttamente alla definizione dei corsi e alla dotazione tecnologica, garantendo che gli studenti si preparino sulle tecnologie più avanzate. Nei laboratori si lavora su veicoli all’avanguardia, in condizioni che riproducono il più possibile la realtà professionale.

Raffaele Buzzi, presidente di Cna Lombardia Meccatronici, ha evidenziato la complessità crescente delle sfide quotidiane in officina. «Oggi servono competenze che vanno ben oltre la meccanica tradizionale», ha detto. «Elettronica, diagnostica, gestione delle tecnologie avanzate sono all’ordine del giorno. Per questo i giovani devono entrare in contatto fin da subito con le aziende e con strumenti aggiornati». Questo legame stretto tra formazione e mondo del lavoro è la chiave per affrontare la trasformazione del settore.

Un ponte che unisce Lombardia e Francia

Il rapporto tra l’aftermarket lombardo e il CFA di Le Mans non è una novità: dura da più di tredici anni. Grazie a programmi europei come Erasmus+ e alla rete Enterprise Europe Network, tanti apprendisti francesi hanno svolto tirocini nelle officine lombarde, mettendo le mani su casi reali e acquisendo esperienza sul campo.

Questa collaborazione ha portato a tre risultati principali per il territorio lombardo: spingere le istituzioni e le aziende a investire in scuole dotate di veicoli e tecnologie moderne; rafforzare lo scambio tra imprese meccatroniche lombarde e partner francesi; studiare da vicino come il circuito automobilistico di Le Mans influisca sull’economia locale.

Il programma ha incluso visite a realtà automotive francesi e incontri con enti formativi e operatori del territorio. Questo confronto continuo aiuta entrambi i lati a migliorare metodi e strumenti didattici. Un esempio concreto di come la collaborazione internazionale possa rafforzare legami economici e culturali, offrendo risposte pratiche alle sfide della formazione e dell’innovazione nel mercato attuale.

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