Nel 2025, in Brianza, i reati ambientali hanno subito un calo netto rispetto agli anni precedenti. Un dato che, almeno in apparenza, lascia intravedere una svolta positiva. Ma non tutto è rose e fiori: il traffico illecito di rifiuti non accenna a diminuire, gli incendi dolosi continuano a minacciare le aree boschive, e l’abusivismo edilizio resta un problema irrisolto. Il bilancio, dunque, è a due facce: da un lato segnali incoraggianti, dall’altro nodi che la provincia deve ancora affrontare con decisione.
Monza e Brianza nella classifica dei reati ambientali: passi avanti, ma non basta
Secondo il rapporto Ecomafie 2026 di Legambiente, aggiornato con i dati del 2025 delle forze dell’ordine, la provincia si piazza al 96° posto su 109 per reati ambientali. Nel 2025 sono stati 66 i reati accertati e 50 le persone denunciate. Un netto miglioramento rispetto al 2024, quando Monza e Brianza occupava il 54° posto con 172 reati e 117 denunce. Numeri che raccontano di un’attività repressiva più efficace e di un possibile cambiamento sul territorio.
I dati includono sia i reati penali sia le infrazioni amministrative, offrendo così un quadro più completo. Nonostante la riduzione, le vecchie criticità non sono sparite. La situazione resta complessa e richiede un’attenzione costante da parte delle istituzioni che si occupano di tutela ambientale.
Rifiuti illegali: un problema che non si placa
Per quanto riguarda i reati legati al ciclo illegale dei rifiuti, Monza e Brianza è al 104° posto in Italia, con 12 infrazioni e 10 denunciati nel 2025. Questo settore resta uno dei più delicati per la salute pubblica e l’ambiente. Il trattamento illecito dei rifiuti può contaminare aria, acqua e suolo, danneggiando la biodiversità e mettendo a rischio anche le attività agricole della zona.
Il traffico illecito di rifiuti spesso riguarda operazioni fuori legge che sottraggono materiali destinati allo smaltimento o al recupero, dirottandoli verso discariche abusive o siti irregolari. Sebbene non siano numeri altissimi, questi reati sono un campanello d’allarme: la criminalità ambientale continua a cercare spazi d’azione in Brianza.
A livello regionale, la Lombardia ha visto un aumento del 33,9% di questi reati tra il 2024 e il 2025, con 994 infrazioni contestate. Serve quindi mantenere alta la guardia e potenziare i controlli per evitare che il problema torni a diventare emergenza.
Abusivismo edilizio e incendi dolosi: criticità ancora vive
Nel 2025 la provincia è rimasta quasi invariata per altri reati ambientali. Sul fronte dell’abusivismo edilizio e del ciclo illegale del cemento, Monza e Brianza è al 105° posto, con un solo reato e una denuncia. Questi fenomeni si intrecciano spesso con cave abusive, movimentazione di terre non autorizzata e produzione illecita di calcestruzzo, alimentando un giro d’affari che coinvolge anche la criminalità organizzata.
L’abusivismo edilizio è un problema radicato, con conseguenze pesanti sull’ambiente: distruzione di habitat naturali, rischio di dissesti idrogeologici e interferenze con la pianificazione urbanistica, che limitano uno sviluppo sostenibile.
Per quanto riguarda gli incendi dolosi, la provincia è 98ª con un episodio accertato nel 2025. Questi incendi causano gravi danni alla vegetazione, con ripercussioni sulla biodiversità e sulla qualità dell’aria. Prevenire e individuare i responsabili resta complicato, e richiede un impegno costante delle forze dell’ordine.
Lombardia: luci e ombre nella lotta alla criminalità ambientale
Il calo dei reati in Brianza rispecchia il trend della Lombardia, dove i casi sono scesi da 2.324 nel 2024 a 1.882 nel 2025, una riduzione del 19%. Ma il quadro regionale è a due facce: mentre molti reati diminuiscono, quelli legati al ciclo illegale dei rifiuti aumentano di oltre il 30%. Un segnale da non sottovalutare.
A livello nazionale, la Lombardia è seconda solo alla Campania per incidenza di reati ambientali, superando regioni come Puglia e Lazio. Questo conferma la complessità del fenomeno e la necessità di un coordinamento efficace e strategie mirate per contrastarlo.
Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, sottolinea come l’aumento dei casi legati ai rifiuti possa indicare sia un miglioramento dei controlli, sia il ruolo centrale della regione in questi traffici illeciti. La vigilanza deve restare alta per rispondere con rapidità ed efficacia alle minacce che ancora pesano sul territorio.
La tutela dell’ambiente in Lombardia e in Brianza si gioca su un equilibrio delicato: serve un presidio costante, una buona prevenzione e una giustizia pronta a intervenire contro chi viola le regole, mettendo a rischio salute e natura. I dati del 2025 mostrano progressi, ma la battaglia contro le ecomafie è tutt’altro che vinta.