Milano, 1 ottobre 2026. Tra i corridoi del Salone Franchising, si percepiva un cambio di passo: le donne stanno conquistando uno spazio sempre più grande nel mondo del franchising. Non è solo una sensazione, ma un dato di fatto tangibile. Tra stand affollati e incontri serrati, Assofranchising ha acceso i riflettori su questa realtà, portando sul palco numeri precisi, storie autentiche e tanta passione. Oggi il franchising non è più solo un modello di business: è diventato uno strumento concreto che permette alle donne di costruire il proprio futuro, passo dopo passo.
Donne e franchising: numeri che contano
I dati del 2025, raccolti da Patrigest per Assofranchising, raccontano una crescita importante: il 35% dei franchisee in Italia sono donne. Un numero alto, se si pensa che in generale nell’imprenditoria italiana la presenza femminile si attesta intorno al 22%. Questo significa che il franchising è una strada privilegiata per chi vuole avviare un’attività in proprio.
Una donna su due che ha scelto il franchising lo vede come una vera opportunità di autoimpiego. E non è un caso che il 79% dei brand intervistati preveda un aumento di donne franchisee nei prossimi tre anni. A spingere questa tendenza sono soprattutto la sicurezza, la formazione e il supporto che il franchising offre, un mix che piace a chi cerca un’imprenditorialità meno solitaria e più strutturata.
C’è però un nodo da sciogliere: la conoscenza del franchising. Solo il 16% delle donne dice di conoscerlo bene, mentre il 41% ne ha solo un’idea superficiale. Il 35% invece lo conosce abbastanza. Questo divario è una sfida per il settore: far capire alle donne come funziona davvero il franchising e quali vantaggi porta è ancora fondamentale per aumentare la partecipazione femminile.
Perché le donne scelgono il franchising
Dietro il crescente interesse delle donne per il franchising ci sono ragioni chiare. Primo fra tutti, la fiducia nel marchio: il 35% delle intervistate sceglie un brand già noto per avviare la propria impresa. Un nome forte dà sicurezza, soprattutto quando si affronta un percorso imprenditoriale che può sembrare rischioso.
Poi c’è il valore di un modello di business già collaudato, indicato dal 27%. Un sistema testato riduce l’incertezza, permette di lavorare con procedure e organizzazioni già rodate. L’equilibrio tra autonomia e struttura è decisivo.
Infine, il supporto del franchisor, la formazione continua e gli strumenti messi a disposizione sono fattori fondamentali per il 25% delle imprenditrici. Il franchising diventa così un percorso guidato, un’alternativa più sicura rispetto a partire da zero senza appoggi.
Questi motivi parlano anche di un cambiamento culturale: sempre più donne scelgono il franchising per unire la voglia di mettersi in gioco con la necessità di un supporto concreto.
I settori preferiti dalle donne nel franchising
Le scelte delle donne franchisee riflettono gusti e attitudini legati alla cura della persona e allo stile di vita. Il settore abbigliamento e accessori guida la classifica con il 36%, un campo che unisce creatività, rapporto con il cliente e modelli di business consolidati.
Segue il benessere, la salute e la cura della persona con il 25%. Qui la presenza femminile è naturale, considerando le tematiche vicine. Estetica, servizi alla persona e welfare sono aree chiave.
La ristorazione copre il 19%, un settore complesso ma che attrae molte donne pronte a investire e gestire un’attività strutturata. Altri settori come sport, tempo libero e servizi digitali offrono spazi in crescita, anche se con numeri più contenuti.
Nel complesso, si delinea un profilo di donna imprenditrice che punta su mercati dove può mettere in campo competenze, attenzione al dettaglio e capacità relazionali.
Voci dal campo: donne che raccontano il franchising
Le testimonianze raccolte al Salone offrono uno sguardo diretto su cosa significa fare impresa da donna nel franchising. Jasmine Haffadi, fondatrice di StoreFit, ha parlato di imprenditorialità come libertà e indipendenza. La sua esperienza dimostra come il franchising possa nascere da esigenze reali e trasformarsi in un modello replicabile.
Francesca Isnardi, Business Support Manager di ERA Group, ha sottolineato il valore delle soft skills femminili: la capacità di costruire relazioni e fiducia dentro le reti di franchising fa la differenza.
In un settore tradizionalmente maschile, Maria Maddalena Gioia di Studio CDC ha mostrato come le donne portino un approccio nuovo, aprendo strade inedite e rinnovando dinamiche consolidate.
Luciana Dugnani, franchisee McDonald’s, incarna il mix tra autonomia e sostegno strutturato: il franchising le ha permesso di essere padrona del suo cammino, con un equilibrio tra libertà e organizzazione.
Infine, Fabiana Grossi, Sales Manager di Mail Boxes Etc., ha ricordato quanto il valore delle persone resti al centro di ogni impresa, sottolineando la soddisfazione di essere un punto di riferimento per la propria rete.
Cinque storie diverse, ma con un filo comune: il franchising è più di un’opportunità imprenditoriale, è un percorso di crescita personale e professionale che mette le donne in condizione di fare la differenza.