Emergenza arbitri in Lombardia: Under 15 femminile diretta dai dirigenti per tutto ottobre

Redazione

1 Ottobre 2026

Ottobre si apre con un problema concreto nel calcio giovanile femminile lombardo: mancano gli arbitri ufficiali per le partite under 15. Il Comitato Regionale Arbitri Lombardia, tradizionale punto di riferimento per le designazioni, non riesce a garantire la copertura necessaria. Così, nel comunicato numero 28 del CRL Figc-Lega Nazionale Dilettanti, arriva una svolta: per arbitrare le gare si dovrà ricorrere a un dirigente della società ospitante. Un cambio di regole che non lascia dubbi sulla gravità della situazione. Dietro questa emergenza, si nascondono difficoltà strutturali che mettono in discussione l’intero sistema arbitrale regionale.

Più partite, pochi arbitri: un equilibrio che scricchiola

Il problema del calcio femminile under 15 non nasce da una semplice mancanza di aspiranti arbitri, come spiega Jacopo Ceccarelli, presidente della sezione AIA di Milano. Secondo lui, la cosiddetta “crisi della vocazione arbitrale” non è il vero nodo. Anzi, a livello nazionale i dati al 30 giugno 2026 parlano di un record: 5200 arbitri reclutati, più di quanto si sia visto negli ultimi anni. La vera difficoltà sta nell’aumento esponenziale delle partite rispetto agli arbitri disponibili. A Milano, per esempio, si è passati da 3966 gare arbitrate nella stagione 2022-2023 a 6470 previste per il 2025-2026.

Questa crescita è legata sia all’aumento delle categorie femminili, sia alla nascita di nuovi campionati come l’under 18 e l’under 18 elite, con tante squadre coinvolte. Così, il carico di lavoro si concentra soprattutto sui tornei più “scarichi” di arbitri. E a pagare il prezzo più alto è proprio il movimento femminile, che fatica a garantirsi arbitri ufficiali per i campionati regionali. Il CRL ammette che soltanto nella categoria under 17 femminile sono previste designazioni di arbitri AIA delle sezioni territoriali.

Va detto che l’emergenza arbitri non è una novità degli ultimi mesi. Già dopo la pandemia da Covid-19 si erano viste difficoltà simili. Nel 2021, per tamponare la situazione, erano stati messi a disposizione arbitri professionisti nelle province di Milano, Varese e Brescia per le partite under 16 e under 17. Ma questa misura è stata solo un palliativo, incapace di risolvere il problema nel tempo, nonostante l’introduzione di formule come il doppio tesseramento.

Doppio tesseramento e reclutamento: le insidie dietro l’angolo

Il doppio tesseramento, promosso dal Comitato Regionale Arbitri Lombardia, è una soluzione pensata per attirare i giovani calciatori verso l’arbitraggio, senza farli rinunciare a giocare. L’invito ufficiale è rivolto ai ragazzi fino a 19 anni, chiamati a unirsi alla “più grande squadra della Lombardia”, con la possibilità di arbitrare e giocare allo stesso tempo. L’obiettivo è aumentare il numero di giovani arbitri e rinnovare la classe arbitrale.

Ma la realtà è più dura. Molti ragazzi che provano a fare gli arbitri mollano presto. Dietro ci sono motivi concreti: rimborsi economici bassi – intorno ai 36 euro lordi per gare entro 25 chilometri – e soprattutto l’ostilità sul campo, con insulti e aggressioni verbali che pesano tanto. Il tasso di abbandono nel primo anno si aggira intorno al 10%, mentre altri lasciano dopo qualche anno per impegni personali o cambi di vita.

La sezione di Milano, la più grande della Lombardia, conta poco più di 500 iscritti, di cui circa 300 arbitri. L’età media è scesa a 20,7 anni nell’ultima stagione, segno di un ricambio generazionale in atto. Resta però il problema dell’organizzazione dei turni: non tutti possono arbitrare nei weekend, e i doppi tesserati sono disponibili solo per una giornata perché giocano nell’altra. Questo riduce ancora di più il numero di arbitri effettivi per i vari campionati.

Il quadro è chiaro: la domanda di arbitri cresce più in fretta rispetto all’offerta. L’assenza di arbitri ufficiali in competizioni regionali femminili è un campanello d’allarme, soprattutto in un momento in cui si punta a valorizzare e ampliare il calcio femminile giovanile. Serve trovare nuovi modelli organizzativi, incentivi reali e misure di supporto per garantire partite di qualità e in sicurezza.

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