Malpensa, scoperta rotta internazionale della droga: arrestata la “capa” del narcotraffico tra Italia, Spagna e Malta

Redazione

29 Settembre 2026

Quattro chili di hashish nascosti nei bagagli, pronti a sbarcare a Malpensa il 29 settembre 2026. Un colpo grosso, che ha fatto crollare un’intera rete di trafficanti. Non si trattava solo di droga, ma di un’organizzazione ben oliata, che importava hashish dalla Spagna con una precisione quasi militare. Al centro del sistema, una donna marocchina cresciuta in Italia, affiancata dal suo braccio destro, anch’egli marocchino. Quattro persone sono state arrestate: pezzi chiave di un meccanismo criminale internazionale smantellato dalla Guardia di finanza.

L’arresto dei corrieri che ha fatto scattare l’indagine

Tutto è iniziato con due uomini, un 39enne e un 34enne, incaricati di trasportare l’hashish. Il 34enne è stato fermato il 2 luglio 2025 con quattro chili di droga addosso: quel blitz è stata la scintilla che ha acceso le indagini. Da lì, la Guardia di finanza ha messo sotto controllo telefonate, spostamenti e testimonianze, scoprendo un’organizzazione più ampia. Il gip Stefano Colombo, su richiesta del pm Roberto Bonfanti, ha disposto la custodia cautelare in carcere per tutti e quattro gli indagati.

I corrieri non erano scelti a caso: giovani, affidabili e abituati a viaggiare all’estero. Non erano semplici trasportatori, ma ingranaggi fondamentali di un meccanismo ben oliato. Ogni loro viaggio è stato analizzato nei dettagli: da Malpensa alla Spagna, con tappe a Malaga, Siviglia e persino Malta. Un percorso studiato e ripetuto con regolarità.

“La capa”: la donna che comandava la rete

Il ruolo centrale è quello di una donna marocchina sulla quarantina, cresciuta in Italia, chiamata “la capa” dagli stessi corrieri. Non solo dava gli ordini, ma pagava biglietti aerei, alberghi e vitto durante le trasferte. Dalle dichiarazioni dei fermati emerge una figura temuta e rispettata: “Ho paura di lei” è una delle frasi riportate negli atti.

Lei gestiva tutto dall’Italia, prendendosi anche la responsabilità economica dei viaggi e assicurando che la rete funzionasse senza intoppi. Accanto a lei c’era un uomo di fiducia, 47enne e connazionale, che la affiancava nelle decisioni e nell’organizzazione. La coppia ha retto la struttura per mesi, garantendo un controllo stretto su ogni passaggio.

La rotta della droga: da Malpensa a Malaga, Siviglia e Malta

Le indagini hanno ricostruito passo dopo passo il percorso dei corrieri. Partivano da Malpensa, volavano a Malaga, poi spostamenti a Siviglia e una tappa a Malta. Nessun viaggio improvvisato, ma una vera e propria strategia. I controlli su telefoni e documenti di viaggio hanno confermato la frequenza e la regolaritĂ  degli spostamenti.

Tornati in Italia, i corrieri immettevano la droga sul mercato. Non si trattava di tentativi isolati, ma di una catena ben organizzata, con ruoli precisi e supervisione continua. Dietro ogni trasferimento c’era un attento coordinamento che garantiva il buon esito dell’operazione.

La Guardia di finanza in prima linea per smantellare la rete

L’operazione è il risultato di un lavoro di squadra della Guardia di finanza di Malpensa. Partendo dal sequestro, gli investigatori hanno seguito la pista fino a scoprire tutta la rete. Telefonate, spostamenti e testimonianze sono stati incrociati per delineare ruoli e responsabilità.

Non c’erano solo corrieri, ma anche chi coordinava la logistica e gestiva i soldi, come dimostrano le indagini sulle movimentazioni finanziarie. Grazie a questa meticolosità, la Procura ha potuto chiedere e ottenere misure restrittive mirate.

Un’indagine lunga e complessa, ma dai risultati concreti

L’inchiesta è durata oltre un anno, dal primo arresto di luglio 2025 fino alle ordinanze di settembre 2026. In questo lasso di tempo, gli investigatori hanno ricostruito tutta la rete, arrivando a identificare i quattro sospetti finiti in carcere. Ora si apre la fase processuale, dove dovranno essere verificati i singoli comportamenti.

Le autorità restano vigili, consapevoli che dietro un singolo sequestro si può nascondere un sistema molto più articolato. Malpensa ancora una volta si conferma un punto chiave nel controllo dei traffici illeciti, grazie a indagini attente e tempestive.

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