Seregno, 16 settembre 2026. In aula, il caso “Seregnopoli bis” ha ripreso vita tra tensioni e silenzi carichi di attesa. L’ex sindaco Edoardo Mazza e l’immobiliarista Giorgio Vendraminetto si sono trovati al centro della scena, ma è stata la richiesta della Procura di Monza a fare rumore: prescrizione per i due, otto anni di carcere per Calogero Grisafi, l’ex capo dell’ufficio tecnico comunale che si è tolto la vita nel 2015. Al cuore di tutto, irregolarità urbanistiche che hanno diviso la città, con due progetti edilizi sotto inchiesta e una lunga battaglia legale ancora aperta.
Prescrizione in gioco: la legge del 2015 cambia le carte
Il nodo della questione è il tempo entro cui i reati possono essere perseguiti. Nel giugno 2015 è stata approvata una legge che ha allungato i termini di prescrizione per i reati di corruzione e inasprito le pene. Queste modifiche influenzano direttamente le accuse nel caso Seregnopoli bis. Gli episodi contestati, come un pagamento da Vendraminetto a Mazza legato a una cena elettorale, risalgono a prima di maggio 2015, quindi sotto la vecchia normativa, con il rischio che il reato sia ormai prescritto.
Diversa invece la situazione di Grisafi. Le accuse contro di lui riguardano fatti successivi all’entrata in vigore della nuova legge. Poiché Grisafi si è tolto la vita nel settembre 2015, il processo tiene conto di quella data, superando i termini di prescrizione e giustificando la richiesta di condanna avanzata dalla Procura.
Mazza si difende: «Non vogliamo la prescrizione, ma l’assoluzione»
Gli avvocati di Edoardo Mazza, Antonino De Benedetti e Massimiliano Redaelli, hanno chiarito che non puntano alla prescrizione, bensì a un’assoluzione piena. Vogliono evitare che l’ex sindaco passi agli occhi dell’opinione pubblica come qualcuno che ha scampato le accuse solo per scadenza dei termini. Per loro, Mazza è innocente.
Il caso Seregnopoli è ormai noto: nel 2017 aveva portato a misure cautelari e al commissariamento della Giunta comunale. Nel mirino due progetti edilizi importanti: il Piano Par1, tra via Formenti e via Bassi, e l’area del poliambulatorio di via Colzani. Entrambi sono stati al centro di indagini per presunti favori e corruzione legati alle pratiche amministrative.
Le difese di Vendraminetto e Vazquez: nessuna prova, solo accuse infondate
Anche i legali di Vendraminetto, Marco Negrini e Vittorio Sala, hanno chiesto l’assoluzione. Sostengono che mancano prove concrete contro il loro assistito e respingono ogni accusa di favoritismi o donazioni sospette. Hanno spiegato che le denunce legate a Grisafi sono state mosse per solidarietà verso un amico in difficoltà, non per illeciti.
Nel processo è coinvolto anche Miguel David Vazquez, accusato di irregolarità nelle pratiche per la cittadinanza italiana a cittadini sudamericani. Per questo caso l’ex dirigente comunale Marco Radice era stato assolto, mentre per Vazquez le accuse risultano ormai prescritte. La Procura ha chiesto il non luogo a procedere e la difesa ha ribadito la correttezza delle procedure.
Il processo andrà avanti con la discussione finale e la sentenza, attesa per fine ottobre 2026, tenendo alta l’attenzione su una vicenda che intreccia politica, burocrazia e interessi immobiliari nel cuore della Brianza.