L’Atalanta non si ferma. Ha preso Lookman, un ragazzo che a 25 anni è già diventato un pilastro della squadra, e ora vuole ripetere il copione con giovani simili. Assane Diao, che ha mostrato sprazzi di talento a Como, rientra proprio in questa idea: giovani pronti a dare il loro contributo subito, ma con tanto margine per crescere. Intanto, si muovono anche le pedine in difesa e a centrocampo, e qualche giocatore comincia a salutare la Dea.
Assane Diao, il giovane con doppio passaporto che fa gola all’Atalanta
Classe 2003, Assane Diao ha doppia nazionalità: senegalese e spagnola. Cresciuto nel vivaio del Betis Siviglia, ha giocato nelle selezioni giovanili spagnole prima di scegliere il Senegal a livello internazionale. L’ultimo anno e mezzo a Como è stato la sua rampa di lancio: 10 gol in Serie A in 32 partite, numeri di tutto rispetto. Qualche problema fisico però lo ha frenato, e nell’ultima stagione è sceso in campo solo 17 volte, per un totale di 1082 minuti.
Per Diao, l’arrivo a Bergamo può essere il salto decisivo prima di compiere 21 anni. L’Atalanta ha bisogno di rinforzare un attacco dove, ultimamente, giocatori come Raspadori faticano a trovare continuità. Un innesto giovane e motivato come lui può alleggerire il reparto e aumentare la competizione interna, offrendo al club un profilo con grandi margini di crescita.
Giovani d’oro: da Zuriko Davitashvili a Kala Elias, la scommessa Atalanta
Dopo aver perso la corsa a Alajbegovic, l’Atalanta ha puntato su un gruppo di giovani provenienti da campionati diversi, con qualità tecniche interessanti. Su tutti spicca Zuriko Davitashvili, georgiano classe 2001 che gioca nel Saint-Etienne: velocità e tecnica che si sposano bene con il gioco della Dea.
C’è poi Yeremay Hernandez, 22 anni, dal Deportivo A Coruña, una scommessa dal calcio spagnolo. Più giovani sono Malick Fofana, classe 2005, belga con origini guineane cresciuto nel Lione, e il brasiliano Kala Elias, 20 anni, talento in crescita dello Shakhtar Donetsk, già nel mirino di club inglesi di primo piano.
La strategia nerazzurra punta a un mix di talento e prontezza: calciatori che possano entrare subito in squadra ma anche migliorare sotto il profilo tecnico e tattico negli anni a venire.
Uscite e priorità: prestiti per crescere, ma serve rinforzare difesa e centrocampo
Negli ultimi giorni, l’Atalanta ha ceduto in prestito alcuni giovani per farli maturare altrove. Vavassori è finito al Palermo, mentre Maldini e Touré stanno per trasferirsi rispettivamente a Cagliari e Parma, con clausole di riscatto tra otto e undici milioni. Queste partenze liberano spazio, ma evidenziano anche la necessità di rinforzare soprattutto difesa e centrocampo.
Dietro, la probabile cessione di Berat Djimsiti in Arabia Saudita, all’Al-Diriyah, spinge il club a cercare un centrale affidabile da affiancare a Scalvini, Kolasinac e Kossounou. In attesa del rientro di Hien, previsto per ottobre, i nomi sul taccuino sono quelli di Kristensen dell’Udinese, Romagnoli, in uscita dalla Lazio, e Todibo, al momento in bilico al West Ham. L’obiettivo è trovare qualità e solidità senza spendere troppo.
A centrocampo, l’Atalanta vuole completare le rotazioni con giocatori di valore. Il brasiliano Danilo dos Santos Oliveira, 25 anni, regista del Botafogo, è finito nel mirino della società. Restano sotto osservazione anche Jashari e Ricci del Milan, mentre l’allenatore Sarri valuta il giovane ghanese Ibrahim Sulemana, 23 anni, come possibile alternativa dinamica e tecnica per il futuro.
Attacco in evoluzione: giovani talenti e opzioni per una Dea competitiva
L’attacco dell’Atalanta è in fase di rinnovamento. Dopo il successo con Lookman, si cerca un profilo simile: giovani già pronti per il grande salto, capaci di garantire gol e velocità. Diao si inserisce bene in questo quadro, un potenziale bomber da confermare e da tenere lontano dagli infortuni.
Restano vive anche le opzioni su Sebastian Esposito, attaccante in rotta con il Cagliari, che potrebbe ampliare le scelte dell’allenatore e aumentare la competizione. Raspadori, invece, deve ancora trovare la continuità necessaria in un ruolo chiave. Serve un terminale offensivo affidabile, capace di finalizzare con regolarità e supportare il gioco.
La scelta di puntare su giovani con grande voglia di emergere dimostra una visione che guarda lontano, ma senza perdere di vista il presente. L’obiettivo è restare competitivi, in Italia e in Europa, dove l’Atalanta si è ormai affermata come protagonista.