Il 23 febbraio Carmelo Cinturrino, ex assistente capo, è finito in carcere con l’accusa di omicidio volontario per la morte di Abderrahim Mansouri. Ora, a Milano, la Procura spinge per un giudizio immediato. Ma gli avvocati di Cinturrino non ci stanno: contestano l’urgenza e minacciano battaglia legale. La convocazione a un interrogatorio urgente, imposta dal gip, ha colto di sorpresa la difesa, che parla di un’azione affrettata e fuori tempo massimo. L’aria si fa tesa, e lo scontro legale sembra solo all’inizio.
Il nodo dell’interrogatorio nel periodo di sospensione estiva
La Procura di Milano ha fissato l’interrogatorio durante agosto, mese in cui per legge i termini processuali sono sospesi. Un dettaglio che gli avvocati Davide Giuseppe Giugno e Marco Bianucci non hanno preso sottogamba. Secondo loro, si tratta di un atto illegittimo, perché la sospensione feriale blocca quasi tutte le attività giudiziarie, salvo rare eccezioni che non sembrano ricorrere in questo caso.
I legali spiegano che l’interrogatorio non rientra nelle misure urgenti ammesse nel periodo estivo. La Procura, a loro avviso, ha forzato la mano, mettendo in piedi una procedura che non trova fondamento nella legge. Questa scelta, dicono, rischia di mettere in discussione la correttezza dell’intero percorso processuale.
La difesa non entra nel merito delle accuse, ma insiste sul rispetto dei tempi e delle regole, fondamentali per garantire i diritti dell’imputato e la trasparenza del processo.
Eccezione di nullità: la mossa legale degli avvocati
Davide Giuseppe Giugno e Marco Bianucci annunciano battaglia. Intendono sollevare un’eccezione di nullità contro l’interrogatorio, chiedendone la sospensione o l’annullamento in tutte le sedi competenti. Per loro, il procedimento rischia di essere viziato, con possibili ripercussioni sulle fasi successive del processo.
Cinturrino vuole chiarire la sua posizione in tempi rapidi, ma la fretta non può andare a scapito del diritto a un processo giusto. Gli avvocati ricordano che la tutela dell’equità processuale è un pilastro della democrazia e mettono in guardia dai rischi di procedure affrettate che potrebbero essere annullate da altri giudici. In tal caso, si tornerebbe alla fase delle indagini, con ritardi e complicazioni.
Dietro questa accelerazione, la difesa sospetta motivazioni poco chiare. La battaglia legale si fa quindi più intensa, con la difesa decisa a garantire un processo imparziale, lontano da pressioni mediatiche e strumentalizzazioni. La vicenda di Milano continua così a tenere alta l’attenzione, coinvolgendo non solo chi è direttamente interessato, ma anche l’opinione pubblica.