Quarta ondata di caldo record: Milano e Brescia bollino rosso con 39 gradi e rischio temporali estivi

Redazione

1 Agosto 2026

Il termometro ha superato ogni record in Lombardia e in gran parte d’Italia. Le città si arrostiscono sotto un sole implacabile, e l’aria calda è quasi palpabile, densa di afa. Non si tratta di un caldo qualsiasi: è la quarta ondata di calore del 2026, e promette di durare almeno dieci giorni. Il picco si annuncia feroce, specialmente nei primi giorni di agosto. Tra l’arsura e i rischi di temporali improvvisi, l’emergenza siccità si fa sentire con prepotenza.

Città sotto allarme: il bollettino del Ministero della Salute

Le città italiane sono ormai avvolte dal bollino rosso, segnale di un’emergenza che riguarda quasi tutto il Paese. Il Ministero della Salute ha messo in allerta 19 capoluoghi su 27, assegnando loro il livello 3, il più alto, che indica rischi seri per la salute non solo dei più fragili, come anziani e bambini, ma anche di persone sane. Tra queste città ci sono Milano e Brescia, mentre al Sud solo Messina e Reggio Calabria restano al livello di pre-allerta, con bollino giallo. Il caldo si estende dal Nord al Sud e si prevede un peggioramento nel weekend, quando 23 città saranno in allerta massima. Per il Nord è atteso un lieve sollievo intorno all’8-10 agosto, mentre Centro e Sud dovranno fare i conti con il caldo ancora per qualche giorno.

Milano e le grandi città lombarde: quasi 40 gradi e rischio temporali

Milano è tra le città più colpite, con temperature percepite che possono arrivare fino a 39 gradi. Nei giorni scorsi Firenze ha toccato i 40, Roma i 39, Torino i 37, confermando quanto il caldo stia investendo gran parte del Nord e del Centro Italia. La situazione si complica con la possibilità di temporali di calore, soprattutto domenica 2 agosto nel pomeriggio e in serata, quando in Lombardia si potranno verificare rovesci sparsi anche in pianura. Anche all’inizio della prossima settimana si alterneranno sole e nubi, con possibili piogge soprattutto nelle zone collinari e montane.

Caldo e salute: attenzione a tutti, non solo ai più fragili

L’allerta di livello 3 riguarda tutta la popolazione, avverte il Ministero della Salute. Un caldo così intenso e prolungato può mettere a rischio anche chi è in buona salute. Il pericolo maggiore arriva dall’esposizione continua a temperature così alte, con il rischio di colpi di calore, disidratazione e problemi al cuore. È fondamentale limitare le attività all’aperto nelle ore più calde e bere molta acqua. Gli ospedali e i servizi sanitari sono già in allerta per rispondere a eventuali emergenze.

Siccità e scarsità d’acqua: il Nord Italia tra le regioni più colpite

Non è solo il caldo a preoccupare. Le grandi città del Nord devono fare i conti con una carenza d’acqua potabile. Il bacino del Po è in crisi, con oltre cento comuni tra Piemonte e Lombardia che segnalano problemi di approvvigionamento. In molti casi si è dovuto ricorrere ad autobotti e autocisterne per garantire l’acqua alla popolazione. La situazione è critica anche in Valle d’Aosta, dove le scorte si assottigliano giorno dopo giorno. Le autorità locali tengono sotto controllo la situazione per evitare interruzioni.

Agricoltura in ginocchio: laghi lombardi ai minimi storici

A pagare il prezzo più alto è l’agricoltura lombarda. I grandi laghi sono ai livelli più bassi mai registrati: Lago Maggiore e Lago di Como sotto il 10% della capacità utile per l’irrigazione, Lago d’Iseo al 10%, Lago d’Idro sotto il 5%. Unica eccezione il Lago di Garda, che mantiene oltre la metà della capacità. Legambiente Lombardia ha espresso forte preoccupazione, denunciando l’insufficienza degli interventi regionali e chiedendo un piano serio e duraturo per affrontare i cambiamenti climatici. La scarsità d’acqua sta già danneggiando le colture, riducendo la resa di risaie e campi, con ripercussioni economiche pesanti.

Il Po tocca livelli record: a Cremona il minimo storico

A Cremona, lungo il Po, il livello del fiume ha toccato un minimo storico mai visto prima. Giovedì 30 luglio alle 20:10 la rilevazione ha segnato meno 8,59 metri sotto lo zero idrometrico, superando il precedente record di giugno 2022. Questo dato mette ulteriore pressione sulle risorse idriche della pianura padana e complica la situazione per l’agricoltura e l’approvvigionamento pubblico. Il Po è diventato simbolo di una crisi ambientale che colpisce duramente il Nord Italia, con effetti concreti sul territorio e sulle comunità.

L’estate resta quindi segnata da eventi climatici estremi sempre più intensi. Le amministrazioni continuano a monitorare la situazione in tempo reale, mentre regioni e città adottano misure per gestire al meglio le risorse idriche e tutelare la salute dei cittadini.

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