Monsignor Mario Delpini compie 75 anni, Fontana celebra il suo impegno e il valore del dialogo

Redazione

29 Luglio 2026

Il 20 luglio, mentre monsignor Mario Delpini si trovava in Brasile per una visita pastorale, ha spento 75 candeline. Un traguardo che, per un arcivescovo di Milano, significa molto più di un compleanno. Di solito, a questa età, si prepara il passaggio di consegne, la presentazione delle dimissioni. Ma questa volta, niente ritiro all’orizzonte. Dal Vaticano è arrivato un segnale netto: papa Francesco ha respinto la richiesta avanzata da Delpini a febbraio, chiedendogli invece di rimanere al timone dell’arcidiocesi. La Lombardia, allora, si prepara a celebrare non solo l’uomo ma anche la sua scelta di continuare a guidare una comunità che conosce da nove anni, tra sfide e cambiamenti profondi.

L’età dei 75 anni: una tappa, non un addio

I 75 anni sono la soglia in cui, secondo il diritto canonico, un vescovo deve presentare le dimissioni. Ma per diventare effettive, queste devono essere accettate dal Papa. Monsignor Delpini, nato nel 1951, ha fatto richiesta a febbraio, ma papa Leone XIV ha deciso di non darla seguito, confermandolo alla guida di una delle diocesi più importanti d’Italia. Dietro questa scelta c’è non solo fiducia, ma anche la consapevolezza del ruolo cruciale che Delpini ha in una città come Milano, sempre più centro di cultura e società.

Delpini è arcivescovo dal 2017. In questi anni ha affrontato diverse sfide pastorali, ponendo particolare attenzione alle periferie e alle comunità migranti. Non si tratta solo di gestire una struttura religiosa, ma di mantenere viva una comunità complessa, con un dialogo aperto e uno sguardo attento ai cambiamenti della società. La sua conferma è quindi un riconoscimento concreto del lavoro svolto.

Lombardia e istituzioni: il saluto di Attilio Fontana

Il compleanno di Delpini ha raccolto anche il sostegno delle istituzioni laiche. Tra i più significativi, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha voluto esprimere il suo apprezzamento con una nota ufficiale. Fontana ha sottolineato come l’arcivescovo rappresenti un esempio di dialogo e responsabilità sociale in un territorio spesso segnato da divisioni. Ha evidenziato l’equilibrio tra fede e impegno civile che Delpini sa mantenere, capace di dare voce a valori fondamentali per la coesione della comunità.

Il presidente ha ringraziato il prelato per la sua discrezione e autorevolezza, qualità che rafforzano i legami nelle comunità lombarde. L’augurio è che possa proseguire in questo cammino, impegnativo ma prezioso, a beneficio di una regione in continua evoluzione. Questo riconoscimento riflette il dialogo costante tra istituzioni civili e Chiesa locale.

Il mondo delle imprese celebra l’arcivescovo: le parole di Carlo Sangalli

A rendere omaggio a Delpini è arrivato anche Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio e di Confcommercio Milano. Nel suo messaggio ha sottolineato il ruolo dell’arcivescovo nel tessuto sociale ed economico lombardo. Nei nove anni del suo mandato, Delpini è stato un punto di riferimento non solo per i fedeli, ma anche per chi non condivide la fede, offrendo sostegno e orientamento nei momenti difficili.

Sangalli ha descritto Delpini come un’“ancora” in tempi di cambiamenti veloci, tra evoluzioni demografiche, culturali e sfide economiche. Ha ringraziato l’arcivescovo per il suo esempio di coesione e responsabilità, che emerge in ogni sua apparizione pubblica. Secondo il leader delle associazioni di categoria, Delpini rimane una figura che sprona all’impegno personale e sociale, sempre con lo sguardo rivolto al bene comune. Un riconoscimento che mette in luce il legame stretto tra spiritualità e realtà quotidiana.

In Brasile, una visita che fa riflettere: la parola di Delpini

Durante la sua permanenza in Brasile, mons. Delpini ha condiviso con il portale della diocesi ambrosiana alcune riflessioni sulla visita pastorale e sul senso più ampio della missione all’estero. Ha rifiutato l’etichetta di “missionario” tradizionale, preferendo definirsi un “fratello che visita altri fratelli”. Un modo diverso di vedere la missione, basato sullo scambio e sulla condivisione.

Il termine fidei donum – dono della fede – racchiude proprio questo spirito: i preti ambrosiani all’estero non solo portano la loro esperienza, ma ricevono a loro volta testimonianze di fede profondamente radicate in culture diverse. Delpini invita a vedere queste esperienze come momenti di crescita, dove imparare a raccontare il Vangelo in lingue e contesti diversi.

Il messaggio è rivolto soprattutto ai giovani che partecipano a queste visite: non protagonisti di una missione in senso stretto, ma cercatori di fede, alla ricerca di una più forte convinzione nella presenza di Gesù. Un invito all’umiltà e all’apertura, perché questi incontri siano occasioni di vera crescita spirituale e culturale. Così il viaggio in Brasile diventa un ponte che unisce, più che un gesto unilaterale di aiuto o evangelizzazione.

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