Milano, aggressione choc in via Capecelatro: Lamin Saidilly sferrò 20 coltellate in pochi secondi, ecco il video esclusivo

Redazione

5 Luglio 2026

È bastato un attimo, pochi secondi, e una mattina tranquilla a Milano è diventata un incubo. Erano le 7.20 quando, davanti al bar La Giada in via Capecelatro, Gerardo P., 55 anni, informatico, stava parlando con suo padre Costantino, seduti a un tavolino all’aperto. Senza alcun avvertimento, un giovane vestito di nero, con il cappuccio calato e lo scaldacollo tirato su fino alla bocca, è piombato su di lui. Non ha detto una parola, ha solo sferrato più di venti coltellate in rapida successione, lasciando una lunga scia di sangue sul marciapiede. La scena, ripresa da un video, lascia senza fiato.

L’assalto in diretta e la reazione dei testimoni

Nel video ripreso dalla telecamera del bar si vede tutto in modo nitido. Gerardo P. è in piedi, pronto a salutare il padre, quando Lamin Saidilly, 22enne di Conegliano Veneto di origini gambiane, si avvicina e lo blocca da dietro con una morsa al collo. Con la mano libera impugna un coltello lungo 21 centimetri, di cui 7 di lama, e colpisce senza sosta. Le coltellate raggiungono la schiena, il torace, la testa e la gola della vittima. La violenza dell’attacco resta inspiegabile, visto che non risultano legami o precedenti tra i due.

Diversi testimoni, tra cui alcuni clienti del bar, hanno descritto la scena come “scioccante”. Uno ha detto di non aver mai visto così tanto sangue in vita sua. Di fronte a quel delirio, il padre di Gerardo si è alzato per provare a fermare l’aggressione. Per fortuna, due muratori egiziani di passaggio, Sobri Azzam e Soliman Osama, rispettivamente di 37 e 52 anni, sono intervenuti prontamente. Insieme sono riusciti a bloccare l’aggressore e a disarmarlo, evitando che la furia continuasse.

Le condizioni di Gerardo e l’arresto di Lamin Saidilly

Pochi minuti dopo l’aggressione, sono arrivati i soccorsi del 118, che hanno prestato le prime cure a Gerardo prima di trasferirlo d’urgenza all’ospedale Niguarda di Milano. Le ferite erano molto gravi: la lama ha danneggiato profondamente il polmone destro e il fegato, due organi vitali che hanno reso critica la situazione. I medici parlano di quadro clinico delicato, senza però escludere completamente il pericolo di vita, mantenendo la prognosi riservata.

Mentre i medici lavoravano per salvargli la vita, la polizia è intervenuta rapidamente. Gli agenti delle Volanti hanno fermato e arrestato Lamin Saidilly con l’accusa di tentato omicidio. Il ventiduenne è stato messo in custodia cautelare, mentre le forze dell’ordine continuano a indagare sulle ragioni di questo attacco improvviso e senza apparenti provocazioni. Sono in corso controlli accurati sulla sua persona e sui movimenti precedenti per far luce su ogni dettaglio di questa grave aggressione avvenuta nel cuore della città.

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