Genti Berisha torna in carcere per alto profilo criminale: no ai domiciliari dopo la morte dell’agente Imprezzabile

Redazione

2 Luglio 2026

Milano, 2 luglio 2026. Mentre la città si stringe nel silenzio ai funerali di Francesco Imprezzabile, l’agente caduto in servizio il 22 giugno, Genti Berisha torna dietro le sbarre. A 26 anni, l’albanese finisce di nuovo in carcere, stavolta per un aggravamento delle misure cautelari. Il suo nome è al centro di un’inchiesta complessa: traffico internazionale di droga, inseguimenti ad alta velocità, e quella fuga che ha trasformato una corsa per la libertà in una tragedia.

Arresto lampo a Monza: la giornata che cambia tutto

Il 2 luglio ha segnato una brusca interruzione della libertà concessa a Berisha. Solo qualche ora prima, infatti, era uscito dal carcere di San Vittore, dove era detenuto dal 23 giugno per la fuga pericolosa avvenuta la notte dell’inseguimento. Il gip Giulia Masci, dopo un interrogatorio di garanzia, aveva disposto i domiciliari con il braccialetto elettronico il 26 giugno. Ma quella misura non è mai entrata in vigore. Appena tornato a casa, Berisha è stato subito prelevato da una task force formata da agenti della polizia locale, guidati dal comandante Gianluca Mirabelli, insieme alla Squadra mobile di Monza.

L’arresto è scattato per l’aggravamento della misura cautelare, deciso dopo le nuove prove raccolte dalla Procura. Senza nemmeno il tempo di ambientarsi nel luogo assegnatogli, è stato portato al carcere di Monza. Questa decisione fa parte di una strategia giudiziaria mirata a contrastare la pericolosità attribuita a Berisha, ritenuto figura di rilievo nell’indagine “Icaro”. Il caso conferma la fermezza con cui i magistrati tengono sotto controllo ogni suo passo e rafforza le accuse contro di lui.

L’operazione Icaro: Berisha al centro di un giro internazionale di droga

Il quadro giudiziario che coinvolge Berisha parte dall’estate 2025. In quell’estate è stato arrestato in Albania e poi estradato in Italia nell’ambito dell’operazione antimafia “Icaro”. Questa indagine internazionale punta a smantellare una rete criminale dedita al traffico di cocaina che collegava il Sudamerica al Nord Europa, con un occhio particolare alla Lombardia.

La Procura di Brescia ha indicato Berisha come il cassiere dell’associazione a delinquere, un ruolo chiave che sottolinea quanto gli investigatori lo considerino strategico. Non è solo un esecutore, ma un nodo centrale nella gestione dei soldi sporchi. Le misure contro di lui sono un tentativo di bloccare un vasto sistema di spaccio e movimentazione di droga. L’inchiesta “Icaro” resta una delle battaglie più importanti contro la criminalità organizzata nel nord Italia nel 2026.

Da luglio 2025 a marzo 2026: il percorso delle restrizioni su Berisha

Dopo l’arresto e l’estradizione, il cammino giudiziario di Berisha ha visto un graduale allentamento delle misure cautelari, pur sotto stretto controllo. Il 15 luglio 2025 ha ottenuto i domiciliari con braccialetto elettronico a Monza. A fine luglio, poi, ha avuto il permesso di uscire di casa dalle 8 alle 18 nei giorni feriali per lavorare in un autolavaggio nell’hinterland milanese, una piccola concessione per tentare un reinserimento.

Nel primo trimestre del 2026, la sua situazione processuale è cambiata ancora. L’11 febbraio è stato sottoposto all’obbligo di firma quotidiana, ridotto poi a due volte a settimana dal 27 marzo. Queste misure mostrano la volontà del tribunale di concedere qualche margine di libertà, senza però sottovalutare il rischio che potesse fuggire o ripetere comportamenti illeciti. Ogni passo è stato deciso sulla base delle relazioni della polizia e delle richieste della Procura antimafia, sempre vigile sulla sua custodia.

Dopo la tragedia di Imprezzabile, la Procura chiede una pena severa

Gli ultimi sviluppi si sono fatti ancora più duri dopo la morte di Francesco Imprezzabile, 35 anni, agente della polizia locale di Milano, morto il 22 giugno a Peschiera Borromeo durante un inseguimento con Berisha alla guida di un’Audi A8. Un episodio che ha scosso le forze dell’ordine e acceso i riflettori sulle azioni del 26enne.

La Procura di Brescia ha seguito da vicino le indagini sull’incidente e ha chiesto l’aggravamento delle misure cautelari. La richiesta è arrivata dopo l’arresto in flagranza differita per fuga pericolosa, portando all’intensificazione dell’obbligo di firma e infine al ritorno in carcere il 2 luglio. Nel processo a Brescia con rito abbreviato, la Procura ha chiesto una condanna a 10 anni di reclusione per Berisha, considerando la gravità dei fatti e il suo ruolo nell’organizzazione criminale.

Il nuovo arresto di Berisha conferma la determinazione degli inquirenti a non lasciare nulla di intentato nel contrasto a ogni forma di criminalità, anche quando si intreccia con tragedie come la perdita di un uomo in divisa. Il caso resta complesso, e la giustizia va avanti senza sosta.

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