Una notte di paura e danni ingenti ha scosso il Pavese tra sabato e domenica. A Cascina San Carlo, lungo l’ex Statale 596, un cantiere di un supermercato in ristrutturazione è stato preso di mira dai ladri di rame. Il furto è stato scoperto solo lunedì mattina, quando i responsabili hanno presentato denuncia ai carabinieri di Gropello Cairoli. Poche ore dopo, a Pieve Porto Morone, un’abitazione privata è stata svaligiata con la stessa tecnica: porta forzata, stanze messe a soqquadro. I carabinieri sono al lavoro, determinati a fermare queste bande che non danno tregua alla zona.
Bottino da 3mila euro nel cantiere MD di Gropello Cairoli: rame e grondaie rubati
Il cantiere si trova in una zona molto frequentata, lungo la ex Statale 596 “dei Cairoli”, tra la frazione Santo Spirito di Gropello Cairoli e Carbonara al Ticino. I ladri hanno agito probabilmente nel cuore della notte, approfittando del silenzio e della mancanza di sorveglianza. Hanno portato via bobine di cavi elettrici, quel “oro rosso” molto richiesto nel mercato del rame, oltre ad alcune grondaie da riciclare. Il valore del bottino si aggira intorno ai 3mila euro, una cifra che pesa non poco sulle imprese coinvolte.
Dai primi sopralluoghi emerge che i malviventi sono entrati senza lasciare evidenti segni di scasso, segno che dietro c’è una mano esperta e un piano ben studiato. I carabinieri hanno subito aperto le indagini per ricostruire con precisione quanto accaduto. Purtroppo i furti di rame nei cantieri non sono una novità, ma restano un problema serio, visto che queste bande agiscono quasi sempre di notte. Oltre ai cantieri, i ladri colpiscono spesso cimiteri, edifici isolati, chiese e infrastrutture pubbliche come tralicci elettrici e linee ferroviarie.
Il modus operandi punta tutto sull’assenza di controlli e sulla rapidità con cui si carica la refurtiva su mezzi pronti a partire. Il rame rubato finisce poi su mercati illegali, dove la domanda è alta in diversi settori industriali. Le forze dell’ordine sono in allerta e chiedono anche la collaborazione della cittadinanza: “ogni segnalazione di movimenti sospetti può fare la differenza.” Nel frattempo, i controlli nelle zone più a rischio sono stati intensificati.
Furto in casa a Pieve Porto Morone: via 300 euro, ma danni ovunque
Sempre lunedì, tra le 13 e le 17, a Pieve Porto Morone in via Ponticello, un’altra casa è stata violata. I ladri hanno forzato la porta principale mentre i proprietari non c’erano. Al loro ritorno, hanno trovato l’abitazione a soqquadro: stanze rovistate e danni sparsi ovunque nella vana ricerca di oggetti di valore. Fortunatamente non c’erano gioielli o oggetti preziosi, così i ladri si sono accontentati di circa 300 euro in contanti.
I proprietari hanno subito chiamato i carabinieri, che sono arrivati rapidamente con una pattuglia della Stazione di Chignolo Po, della Compagnia di Stradella. Il sopralluogo ha confermato l’effrazione e raccolto indizi utili per le indagini. Questo episodio si inserisce in un contesto di frequenti furti in abitazioni private della zona, un fenomeno che preoccupa e che richiede risposte concrete da parte delle autorità.
Spesso i sistemi di sicurezza delle case presentano delle falle che i ladri sfruttano senza fatica, soprattutto quando gli abitanti sono fuori per lavoro o altri impegni. Le forze dell’ordine insistono sull’importanza di adottare misure di protezione efficaci: allarmi, telecamere, e controlli regolari da parte di vicini o familiari. Stanno anche potenziando il monitoraggio di movimenti sospetti per anticipare e fermare gli episodi prima che accadano.
