Salvata a Milano l’Ultima Colonia di Cerambice della Quercia: Intervento di Conservazione Straordinario

Redazione

30 Maggio 2026

Nel cuore di Milano, tra auto che sfrecciano e palazzi che si stagliano contro il cielo, un tronco di quercia secco ha catturato l’attenzione di biologi e ambientalisti. Non era un semplice pezzo di legno, ma la casa di un insetto raro: il Cerambice della quercia, un coleottero in via d’estinzione. Quando si è deciso di abbattere quell’albero, situato vicino all’ospedale San Raffaele, per motivi di sicurezza, è emerso un rischio concreto: con quel tronco sarebbe svanita l’ultima colonia urbana di questi insetti. È così scattata un’operazione fuori dall’ordinario, che ha visto lo spostamento dell’intero tronco, larve comprese, in una zona protetta del Parco Mughetti. Un gesto che ha dato nuova speranza alla biodiversità cittadina.

Cerambice della quercia, una specie in pericolo

Il Cerambice della quercia è un coleottero che vive solo nelle querce molto vecchie, soprattutto dove il legno è in parte marcio. Le larve si sviluppano lì per anni, prima di uscire come adulti. È una specie considerata prioritaria dalla Direttiva Habitat europea, ma sta scomparendo rapidamente. Il motivo? La sparizione del legno morto e degli alberi vecchi, sia nelle foreste che nelle città, che vengono spesso tagliati per sicurezza o per motivi estetici. Senza questi alberi, il ciclo di vita del coleottero si interrompe, con conseguenze importanti per l’ecosistema.

Anche in Italia la situazione non è diversa dal resto d’Europa. Le poche colonie rimaste sono spesso isolate, come quella all’ospedale San Raffaele di Milano, seguita da vicino dagli esperti dell’Università di Milano-Bicocca. Quel tronco, seppur morto, ospitava molte larve, ma rappresentava un rischio per chi lavora e vive lì. Bisognava intervenire, ma senza distruggere l’ultimo rifugio locale per questi insetti.

Un trasloco senza precedenti per salvare il coleottero

Per evitare la perdita della colonia, ospedale e scienziati hanno messo a punto un piano fuori dal comune. Il gruppo BioTreeversity, formato da ricercatori e arboricoltori, ha organizzato il trasporto integrale del tronco nel Parco dei Mughetti, un’area protetta del PLIS. L’operazione ha richiesto studi approfonditi sulla stabilità del legno e tecniche precise per non danneggiare le larve all’interno.

Sul fronte burocratico non è stato meno complicato: sono servite autorizzazioni speciali da Regione Lombardia, Ministero della Transizione Ecologica e ISPRA. Senza quei permessi, niente sarebbe stato possibile. Fondazione Cariplo e fondazioni private come Maisons du Monde hanno sostenuto economicamente il progetto. Il risultato? Un trasloco attentissimo che ha preservato il legno e la sua preziosa fauna, un caso raro nella conservazione della biodiversità nelle città.

Parco dei Mughetti, il nuovo rifugio per una specie fragile

Il Parco dei Mughetti, noto per i suoi querceti maturi, è ora la nuova casa per il tronco e le larve di Cerambice. Qui il legno rimarrà per gli anni necessari allo sviluppo completo degli insetti. Grazie a un monitoraggio costante, si potrà seguire la nascita degli adulti, fondamentali per la futura diffusione in altri alberi vicini, in un ambiente protetto che tutela molte specie legate alla biodiversità lombarda.

Questo progetto restituisce valore al legno morto urbano, spesso visto come un problema e invece essenziale per molti organismi legati agli alberi secolari in decadenza. Il Parco dei Mughetti diventa così un laboratorio per nuove strategie di conservazione in contesti cittadini.

Collaborazione e scienza: la chiave per proteggere la natura in città

Dietro a questa impresa c’è una rete di scienziati e istituzioni che ne riconoscono l’importanza, sia simbolica che pratica. Emilio Padoa-Schioppa sottolinea come “salvare il Cerambyx cerdo significhi preservare un patrimonio naturale e storico, la cui perdita impoverisce l’ecosistema.” Senza alberi vecchi, specie come questa scompaiono senza clamore. Claudia Canedoli evidenzia invece come “il lavoro congiunto tra enti pubblici, università e privati abbia rotto la routine dello smaltimento del legno, aprendo la strada a modelli più sostenibili.”

Questo intervento può fare da esempio per altre città con alberi antichi a rischio abbattimento. Milano dimostra che, con competenza e collaborazione, si può coniugare sicurezza e tutela della biodiversità urbana, dando nuova vita a pezzi di natura spesso invisibili ai più.

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