Sono bastati pochi minuti, ieri pomeriggio, per far tornare Como al centro delle cronache per un episodio di violenza. Due ragazze di 17 anni hanno aggredito un loro coetaneo nel cuore della città, in via Vittorio Emanuele, a due passi dalla piazza Duomo. Insulti a sfondo omofobo hanno segnato l’inizio dell’aggressione, seguiti da schiaffi, pugni e calci. Un gesto che scuote ancora una volta una comunità già provata.
Polizia in azione subito dopo l’aggressione
La segnalazione è arrivata rapidamente e la Volante della Questura di Como è intervenuta senza perdere tempo. Sul posto gli agenti hanno ascoltato la versione del ragazzo, che ha raccontato dettagliatamente l’aggressione subita. Gli insulti omofobi hanno fatto da preludio a una violenza fisica sfrenata. Le indagini si sono subito concentrate su due ragazze presenti nei paraggi, corrispondenti alla descrizione fornita dalla vittima.
Le due minorenni sono state trovate poco dopo nelle vicinanze. Entrambe, 17 anni, risultano già conosciute alle forze dell’ordine per precedenti episodi, un fatto che ha reso l’intervento della polizia ancora più attento e circostanziato. Grazie alla rapidità dell’intervento, si è evitato che la situazione degenerasse ulteriormente, tutelando così il ragazzo aggredito.
Denunce e divieto di ritorno per le due ragazze
Accompagnate in Questura, le due giovani sono state sottoposte a interrogatorio. Le loro responsabilità sono emerse chiaramente e sono state denunciate per percosse, un reato che si configura quando l’aggressione provoca anche ferite, anche se lievi.
Oltre alla denuncia, per entrambe è scattato l’ordine di allontanamento dalla zona dell’aggressione, misura prevista dal Regolamento di Polizia Urbana. Per 48 ore non potranno tornare in via Vittorio Emanuele, in modo da prevenire ulteriori episodi di violenza o tensioni. Un provvedimento immediato che punta a garantire la sicurezza e il decoro in una delle vie più frequentate del centro.
Le autorità locali sottolineano l’importanza di combattere con decisione la violenza tra i giovani, soprattutto quando si tratta di episodi legati a discriminazione e intolleranza. Serve un impegno costante, fatto di prevenzione e interventi rapidi, per difendere la legalità e promuovere una cultura di rispetto e civiltà.
