Mercoledì 27 maggio, la Mensa di Opera Cardinal Ferrari a Milano ha smesso di essere un semplice luogo dove si serve un pasto. Per un giorno, quel grande spazio si è trasformato in un vero e proprio teatro a cielo aperto. Tra i tavoli, attori in abiti da camerieri hanno declamato poesie, intrecciando le loro parole con le storie di chi ogni giorno varca quella soglia in cerca di aiuto. È nata così un’esperienza insolita, capace di far convivere cultura, cibo e socialità in un modo che pochi si sarebbero aspettati. Una sfida silenziosa a chi ancora pensa che l’arte non possa essere inclusione.
Teatro, poesia e impegno sociale: un mix per chi vive ai margini
L’idea nasce da una collaborazione con il Teatro Elfo Puccini di Milano, da tempo impegnato a portare l’arte fuori dai teatri classici, in luoghi con un forte valore sociale. “Il Menù della Poesia” è un format innovativo che mescola teatro, poesia e musica per ridare vita a spazi quotidiani dove spesso il valore culturale viene sottovalutato. Qui la mensa non è più solo un punto di distribuzione di aiuti materiali, ma diventa un luogo dove l’ascolto, la parola e il confronto sono ingredienti fondamentali per il benessere.
Il messaggio è chiaro e diretto: la cultura deve essere accessibile a tutti, soprattutto a chi vive situazioni di fragilità. Il progetto si pone come una protesta pacifica contro chi pensa che “con la cultura non si mangia”. Al contrario, dimostra che la poesia può nutrire anche lo spirito, soprattutto in contesti di marginalità. Tre attori-camerieri hanno aperto un dialogo silenzioso, lasciando a chi partecipa la libertà di scegliere i versi da ascoltare e condividere.
La cultura come cura: la visione di Opera Cardinal Ferrari
Luciano Gualzetti, presidente di Opera Cardinal Ferrari, ha sottolineato che non basta fornire solo un supporto materiale a chi è più vulnerabile. La cultura e la bellezza sono diritti di tutti; la loro assenza crea forme di esclusione altrettanto pesanti. Così la mensa, spesso vista solo come un servizio essenziale, prende una nuova forma: diventa un luogo dove sentirsi accolti anche sul piano emotivo e sociale.
Gualzetti invita a superare la vecchia mentalità assistenzialista. L’accoglienza deve aprirsi a momenti che favoriscano la socialità e il senso di appartenenza. In un’epoca in cui il welfare comunitario è sempre più fragile, creare spazi di confronto e incontro è fondamentale per combattere solitudine e isolamento. La bellezza diventa così un gesto di cura e un modo concreto per includere.
La pausa pranzo diventa un viaggio nella poesia
Fiorenzo Grassi, direttore del Teatro Elfo Puccini, ha ricordato l’esperienza al refettorio della Caritas Ambrosiana che ha ispirato questa iniziativa. Il format nasce per toccare il momento della pausa pranzo, dove si mescolano bisogni concreti e voglia di relazione. Senza palco né microfoni, la poesia si fa vicina, parla direttamente agli ospiti.
Durante la giornata sono stati letti versi di grandi autori italiani e stranieri: da Alda Merini a Eugenio Montale, da Trilussa e Mariangela Gualtieri a Charles Bukowski e Totò. La selezione, ampia e variegata, vuole rispecchiare diverse sensibilità e storie di vita. Dare la possibilità ai presenti di scegliere le poesie da ascoltare ha reso l’esperienza ancora più partecipata e autentica.
Mensa, cultura e comunità: un modello di inclusione
Il progetto si inserisce in un percorso più ampio di Opera Cardinal Ferrari, che punta a promuovere cultura e socialità nei percorsi di accoglienza. Il centro diurno di via Boeri offre servizi che vanno oltre il sostegno materiale: cineforum, tornei, laboratori e momenti di lettura creano occasioni di condivisione e crescita. La “biblioteca dei Carissimi”, aperta nel 2025, è diventata un punto di riferimento concreto per stimolare la mente e riscoprire passioni spesso dimenticate.
Questa biblioteca non è solo un luogo di libri, ma un presidio di dignità e uno strumento di inclusione. Qui chi è spesso escluso dal circuito culturale può accedere a risorse che sostengono il diritto alla conoscenza e al tempo libero attivo. L’iniziativa dimostra che cultura e bisogni materiali possono convivere, contribuendo a ricostruire legami sociali e abbattere barriere invisibili.
Eventi e iniziative per tenere viva la comunità
La Fondazione organizza regolarmente attività per coinvolgere chi frequenta la mensa e il centro diurno. Tra queste ci sono gite culturali, visite all’Acquario Civico di Milano e altri momenti pensati per unire divertimento e formazione. Il 19 giugno è in programma lo spettacolo teatrale “Christophe o il posto dell’elemosina”, che si terrà negli spazi di Opera Cardinal Ferrari e sarà aperto a Carissimi, volontari e sostenitori.
Questi eventi arricchiscono il progetto culturale che anima l’Opera, offrendo occasioni di incontro tra arte, riflessione e vita quotidiana. L’attenzione verso chi vive in condizione di fragilità si traduce così in un percorso di inclusione che unisce accoglienza, cultura e socialità, restituendo dignità e valore a ciascuno.
