Milano ha riaperto le porte al Giro d’Italia dopo cinque anni. Il sole primaverile ha illuminato la città, risvegliando un legame antico con la corsa rosa, nata proprio qui, 117 anni fa. Non erano soltanto i corridori a riempire le strade: lungo il circuito finale di 16,3 chilometri, quattro giri nel cuore pulsante della città, si è radunata una folla vivace di appassionati e turisti, attratti dalle vie più eleganti di Milano. Il traguardo di corso Venezia ha messo la parola fine a una giornata che resterà nel cuore di milanesi e sportivi.
Dversnes Lavik fa sua la 15ª tappa, ma la classifica resta invariata
La volata finale ha sorriso a Fredrick Dversnes Lavik, il norvegese della Uno-X che ha tagliato per primo il traguardo in corso Venezia. Dietro di lui, a pochi secondi, Mirco Maestri della Polti VisitMalta e Martin Marcellusi della Bardiani. I tre, insieme a Mattia Bais, erano i protagonisti della fuga di giornata, riuscita a tenere a bada i velocisti più attesi. Una tattica che ha ribaltato le previsioni e ha animato la corsa dall’inizio alla fine.
Nonostante l’emozione sul traguardo, la classifica generale non ha visto scossoni. I tempi ufficiali validi per la graduatoria complessiva sono stati infatti rilevati all’inizio dell’ultimo giro, a 16 chilometri dall’arrivo, dopo una lunga trattativa tra la direzione gara e i corridori, compresa la maglia rosa Jonas Vingegaard. Il danese della Visma | Lease A Bike ha così mantenuto saldo il comando, confermando la sua leadership al Giro.
Quattro giri nel cuore pulsante di Milano
La 15ª tappa è partita alle 13.40 da Voghera, con la carovana che si è diretta verso nord, toccando Pavia prima di entrare a Milano da sud. L’ingresso in città è avvenuto da via della Chiesa Rossa, punto di partenza del circuito finale da ripetere quattro volte. Un anello di 16,3 chilometri che ha attraversato viale Toscana, viale Umbria, il vivace corso Buenos Aires, fino a raggiungere il salotto buono di corso Venezia.
Un percorso che ha messo in luce la vitalità e la bellezza di Milano, offrendo a corridori e spettatori uno spettacolo tra storia e modernità. Alle 17, con l’arrivo in corso Venezia, si sono svolte le premiazioni sotto un cielo limpido, chiudendo una giornata intensa e coinvolgente. Quel circuito finale è stato il ponte perfetto tra la tradizione della corsa e l’anima metropolitana della città.
Milano e il Giro: una storia lunga oltre un secolo
Milano è la culla del Giro d’Italia, che qui mosse i primi passi nel 1909, con la partenza da piazzale Loreto e la vittoria di Luigi Ganna, corridore di Induno Olona. La tappa odierna del 2026 segna il 90° arrivo in città, che ha dato vita a questa manifestazione unica nel suo genere. Il ritorno dopo cinque anni chiude un periodo difficile, segnato anche dalla tappa del 2021 corsa senza pubblico per le restrizioni legate al Covid.
Questa ripresa rinsalda il legame tra una metropoli sempre viva e una corsa dal fascino immutato. Tornare a Milano non è solo una questione di chilometri o quartieri, ma è riscoprire la storia, la cultura e il cuore di un popolo che vive il ciclismo con una passione radicata. Il successo di questa giornata apre un nuovo capitolo di un racconto iniziato più di cento anni fa.
Il sindaco Sala sogna il ritorno dell’arrivo finale a Milano
Durante le fasi conclusive della tappa Voghera-Milano, il sindaco Giuseppe Sala non ha nascosto l’entusiasmo per l’idea di riportare la tappa conclusiva del Giro d’Italia in città. Pur ammettendo che questo non potrà avvenire durante il suo mandato, Sala ha sottolineato quanto sia importante riflettere su un obiettivo così ambizioso.
“Fanatico del ciclismo” si è definito il primo cittadino, che ha invitato a coltivare questo sogno con impegno e passione. Le sue parole sono la testimonianza di un legame forte tra Milano e il mondo delle due ruote, consapevole di quanto un evento di questa portata possa accendere entusiasmo e prestigio per tutta la città.
Al Vigorelli, le mostre che celebrano sport e valori
Le celebrazioni per il Giro non finiscono in strada. Fino al 31 maggio, al velodromo Vigorelli, si possono visitare due mostre fotografiche dedicate ai valori più alti dello sport. “I giusti nello sport” racconta con immagini e storie gli atleti che hanno fatto dello sport una bandiera di inclusione, rispetto, solidarietà e pace.
Molti di loro hanno rischiato la vita per difendere questi principi, trasformando lo sport in un impegno civile. Accanto a questa esposizione, “Una vita in Giro” rende omaggio a Vincenzo Torriani, storico dirigente che ha portato il Giro d’Italia a una fama internazionale. Tra le opere esposte spiccano le maglie storiche, come quella di Fiorenzo Magni, vincitore nel 1951 proprio sul traguardo del Vigorelli.
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Milano ha fatto sentire di nuovo il suo respiro al Giro d’Italia, con la forza di chi ha fatto della corsa rosa una parte essenziale della propria identità. Tra storia, sport e cultura, questa 15ª tappa segna un passaggio importante in una tradizione che continua a unire passione e ricordi indelebili.
