Enzo Ricci sorprende l’Italia: dona un impero da 400 milioni al nipote evitando il testamento

Redazione

24 Maggio 2026

A pochi giorni dal suo 91° compleanno, Enzo Ricci ha voltato pagina senza attendere il destino. L’imprenditore milanese, simbolo della dolcezza italiana con il gruppo ‘Tre Marie’, ha consegnato il timone nelle mani del nipote Alessandro. Un passaggio deciso e concreto, che taglia la testa al problema delle successioni post mortem, spesso lente e ingarbugliate. Senza figli diretti, Ricci ha formalizzato tutto davanti a un notaio il 30 aprile, ma con un’astuzia: si è riservato il diritto d’usufrutto, mantenendo così il controllo e i profitti fino alla fine. Un cambio generazionale che sa di strategia e di futuro.

La mossa legale: nuda proprietà e usufrutto per un passaggio senza sorprese

La strategia di Ricci si basa su due concetti semplici ma efficaci del diritto italiano: la nuda proprietà e l’usufrutto. In pratica, ha ceduto al nipote la nuda proprietà delle quote e degli immobili, cioè il diritto di disporne, mentre ha mantenuto per sé l’usufrutto, ovvero il diritto di godere dei frutti, come dividendi e affitti, senza perdere il controllo. Così Alessandro si prende la gestione e le decisioni, mentre il nonno continua a incassare i proventi. Questo sistema non solo evita possibili controversie ereditarie ma ha anche un impatto fiscale più leggero rispetto a una successione tradizionale, rendendo il passaggio più snello e conveniente.

Immobili di pregio nel cuore di Milano, la vera ricchezza dell’operazione

Al centro dell’accordo c’è un patrimonio immobiliare di grande valore, gestito dalla holding di famiglia Milaninvest Real Estate SpA. Spicca un palazzo di prestigio in via Montenapoleone 4, uno degli indirizzi più esclusivi al mondo e fulcro del quadrilatero della moda. Valutato quasi 92 milioni di euro, è affittato alla maison Dolce & Gabbana, garantendo un flusso di reddito stabile. Oltre a questo, la cassaforte immobiliare comprende appartamenti, uffici e negozi sparsi per Milano, più un immobile a Sanremo affittato a Intesa Sanpaolo. La nuda proprietà di questi beni è passata tutta nelle mani di Alessandro Ricci, già amministratore delegato e socio al 50% dal 2002, che vede così rafforzata la sua leadership familiare.

Viris SpA: la holding finanziaria che apre a nuovi investimenti

Oltre agli immobili, la donazione comprende anche l’80% delle quote di Viris SpA, la holding finanziaria di famiglia. Non si tratta di un semplice contenitore di soldi, ma di un attore importante negli investimenti a Piazza Affari. Tra le sue partecipazioni spicca quasi un quinto di Brioschi Sviluppo Immobiliare SpA, società milanese storica e quotata, collegata al gruppo Bastogi. Essere secondo azionista della società dà a Viris un peso notevole nel mercato immobiliare nazionale. Completano il portafoglio quote in fondi internazionali, private equity e startup tecnologiche con particolare attenzione a settori innovativi come biomedicale, moda sostenibile, digitale e idroelettrico. Su quest’ultimo fronte Alessandro vanta una solida esperienza riconosciuta a livello nazionale, rafforzando così la vocazione della holding verso innovazione e sostenibilità.

Una famiglia con radici solide e cuore filantropico

Le basi dell’attuale patrimonio Ricci affondano negli anni ’80, quando nel 1987 Enzo, insieme al nipote e al fratello, vendette il marchio dolciario ‘Le Tre Marie’ a Pietro Barilla. Fu un momento cruciale per l’industria dolciaria italiana. Nel 1995, alla cessione definitiva, l’azienda fatturava 140 miliardi di lire e dava lavoro a oltre 550 persone. Da allora, la famiglia ha trasformato quella liquidità in investimenti immobiliari e finanziari a lungo termine. Un legame stretto con la famiglia Paletti e la loro Filcasa ha consolidato questa crescita. Da questa collaborazione è nata anche la Fondazione Onlus Paletti Ricci, attiva nel sostegno ai bambini in difficoltà e ai giovani, con Alessandro Ricci vicepresidente, a sottolineare l’impegno filantropico che da sempre caratterizza la famiglia.

Alessandro Ricci: il volto discreto dietro il nuovo potere

Alessandro Ricci, 52 anni, incarna la sobrietà tipica milanese nonostante gestisca un patrimonio da oltre 400 milioni di euro. È un profilo riservato, quasi invisibile al grande pubblico. Sul sito della Fondazione dove è vicepresidente, è l’unico consigliere senza foto e il suo curriculum è sintetico: vent’anni di esperienza nel settore immobiliare e delle energie rinnovabili. Alessandro rappresenta la continuità familiare con uno stile di gestione sobrio e attento, che punta a consolidare e far crescere l’eredità ricevuta. La decisione del nonno di affidargli la nuda proprietà è un chiaro segnale di fiducia e di volontà di garantire un passaggio senza intoppi, nel rispetto di una tradizione imprenditoriale lunga più di un secolo. La sua guida silenziosa ma decisa è la risposta moderna a una sfida antica: mantenere saldo un patrimonio prezioso in un mondo che cambia.

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