Sciopero ATM Milano 15 maggio 2026: Tutte le linee metro, bus e tram regolarmente in servizio

Redazione

15 Maggio 2026

A Milano, venerdì 15 maggio 2026, lo sciopero del trasporto pubblico ha sorpreso più per quello che non è successo. Niente caos, niente linee ferme: metro, bus e tram dell’ATM hanno circolato regolarmente per tutta la mattinata. La protesta sindacale, annunciata da tempo, si è fatta sentire solo nelle ore diurne, lasciando intatta la serata. Un sollievo, soprattutto perché in piazza del Duomo si stava preparando uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: il concerto di Radio Italia.

Sciopero ridotto per evitare caos serale: la mediazione della Prefettura

Inizialmente previsto su un arco più ampio, lo sciopero del personale ATM è stato ridimensionato su indicazione della Prefettura di Milano. L’organizzazione sindacale Al Cobas ha accettato di limitare la protesta dalle 8.45 alle 15, per garantire la mobilità serale, fondamentale in una giornata con un evento di grande richiamo come quello di Radio Italia Live.

Questa decisione ha evitato disagi maggiori nel tardo pomeriggio e in serata, quando la città si riempie di spettatori. Nel corso della mattinata, pur con lo sciopero in corso, il servizio è rimasto quasi del tutto operativo. Una scelta che testimonia la volontà di trovare un equilibrio tra il diritto a scioperare e le esigenze di ordine pubblico e mobilità urbana.

Le ragioni della protesta: tra privatizzazioni e tutela del personale

Le motivazioni alla base dello sciopero riguardano soprattutto la gestione del trasporto pubblico locale. I sindacati contestano la liberalizzazione e la privatizzazione di alcuni servizi oggi affidati ad ATM, con particolare attenzione alle gare d’appalto e ai contratti di subappalto nel territorio milanese e nell’area metropolitana.

Una parte consistente delle richieste punta alla “reinternalizzazione” di servizi finora esternalizzati. Al centro delle contestazioni c’è il progetto “Milano Next”, che vuole trasformare ATM Spa in un’Azienda Speciale del Comune, con affidamento diretto delle attività. I sindacati chiedono che i servizi rimangano pubblici e auspicano persino la gratuità del trasporto in tutta l’area metropolitana.

Non mancano le questioni legate alle condizioni di lavoro: si chiede di ripristinare il distanziamento tra conducenti e passeggeri, di limitare l’accesso ai mezzi dalla sola porta posteriore e di migliorare la pulizia di vetture e ambienti. Viene inoltre denunciata la scarsa tutela del personale contro episodi di violenza da parte di alcuni utenti.

Stipendi, contratti e orari: le richieste dei lavoratori

A spingere la protesta ci sono anche questioni economiche e contrattuali. I sindacati chiedono un aumento netto di 150 euro per tutti i dipendenti fino al parametro 193, indipendentemente dalla produttività, per recuperare il terreno perso con i mancati rinnovi e i piccoli aumenti degli ultimi anni. Viene chiesta anche l’eliminazione dei premi individuali, giudicati fonte di disparità tra colleghi.

Altro punto caldo è la stabilità del lavoro: i dipendenti part-time vorrebbero passare a tempo pieno. La mobilitazione denuncia inoltre l’accumulo di ferie non godute, la carenza di personale e il ricorso eccessivo agli straordinari per coprire i servizi ordinari. I sindacati sottolineano come la situazione richieda interventi urgenti per migliorare la vita dei lavoratori.

Come ha reagito ATM e cosa cambia per gli utenti

Nonostante lo sciopero, ATM ha garantito quasi il pieno funzionamento di metro, bus e tram nella mattinata di venerdì 15 maggio. Questo ha evitato disagi importanti per pendolari, studenti e lavoratori.

Per fronteggiare eventuali problemi legati a assenze o rallentamenti, l’azienda ha messo a punto un piano per rafforzare i servizi nelle ore successive allo sciopero. Concentrando la protesta solo sulla mattina, si è evitato il blocco della città in serata, in coincidenza con il grande evento musicale.

La giornata conferma la difficoltà di bilanciare il diritto di sciopero con la necessità di mantenere servizi essenziali per la città. Resta però da vedere come evolveranno i rapporti tra sindacati e azienda nelle prossime settimane, in un contesto che vede cambiamenti importanti nel trasporto pubblico milanese.

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