Procura di Brescia: Massimo Cellino vittima di inganno, archiviazione per i crediti inesistenti nel caso Brescia Calcio

Redazione

11 Maggio 2026

Brescia, 11 maggio 2026. Dopo mesi di indagini serrate, la procura di Brescia ha chiesto l’archiviazione per Massimo Cellino, ex presidente del Brescia Calcio, coinvolto nell’inchiesta sui crediti fiscali. “Non più accusato di aver orchestrato un sistema illecito, Cellino emerge ora come vittima di un raggiro ordito da altri.” Una svolta che cambia il volto di una vicenda che ha segnato la società e la città, con conseguenze pesanti, tra cui la retrocessione del club. La richiesta di archiviazione mette la parola fine a un capitolo complicato, alleggerendo di molto la posizione dell’imprenditore sardo.

Crediti fiscali falsi, il caso che ha travolto il Brescia Calcio

Tutto è partito dal controllo su crediti d’imposta usati dal Brescia Calcio per pagare parte delle tasse relative alla stagione 2024/2025. Peccato che quei crediti fossero in realtà inesistenti, configurando così una violazione fiscale di una certa gravità. Il club bresciano è stato immediatamente colpito da una penalizzazione di 8 punti in classifica, decisa dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio, proprio per aver fatto uso di quei crediti fittizi. La sanzione si è rivelata decisiva nel determinare la retrocessione in Serie C, chiudendo un’epoca: quella del Brescia Calcio nato nel 1911, ora sostituito dall’Union Brescia, frutto della fusione con il Feralpi Salò.

La fusione ha rappresentato un nuovo inizio per il calcio in città, ma la ferita legata a questa gestione controversa è rimasta aperta fino a oggi. La magistratura ha lavorato per chiarire responsabilità e legami, scoprendo una rete di professionisti e imprenditori che avrebbero costruito un sistema complesso per creare e vendere crediti fiscali inesistenti. Questi venivano acquistati da società sportive e altre imprese, che li usavano per coprire i loro debiti tributari.

Cinque indagati nel mirino, Cellino fuori dall’inchiesta

Nell’inchiesta, la procura di Brescia ha distinto nettamente la posizione di Cellino da quella degli altri coinvolti. Sono cinque le persone sotto accusa per la frode legata ai crediti fiscali. Tra loro spiccano Gianluca Alfieri, amministratore della società che avrebbe gestito la vendita dei crediti fasulli, e Marco Gamba, consulente fiscale chiave nell’organizzazione delle operazioni. A completare il gruppo ci sono Andrea Piceni, intermediario, Francesco Scalercio, broker, e Danilo Porcile, imprenditore.

Secondo gli investigatori, questi soggetti avrebbero costruito una struttura ad hoc per immettere sul mercato crediti d’imposta falsi. Le indagini hanno coinvolto diversi imprenditori e hanno toccato anche i vertici del Brescia Calcio. Il sistema avrebbe mosso quasi quattro milioni di euro in finanziamenti illeciti, con effetti pesanti sia sul piano fiscale che sportivo. La penalizzazione in classifica e la conseguente retrocessione della squadra sono solo la parte più evidente di una vicenda intricata e delicata.

La richiesta di archiviazione per Cellino segna un punto di svolta, separando la sua posizione da quella degli altri cinque indagati, per i quali il procedimento continua. Gli inquirenti hanno chiarito che l’ex presidente è stato ingannato, uscendo così dalla lista degli autori del raggiro. Intanto, Brescia e il suo mondo calcistico restano alle prese con un passato fatto di polemiche, inchieste e cambiamenti radicali che hanno rivoluzionato il panorama sportivo locale.

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