“Leggere è vivere mille vite”, diceva qualcuno. Lei, però, non si è fermata alle parole. Era una lettrice instancabile, capace di perdersi tra classici e autori moderni, ma non le bastava. Voleva di più: capire, plasmare, dare forma a ciò che leggeva. Iscritta a Lettere con il sogno di perdersi tra le pagine, si è trovata invece a cercare un modo diverso di raccontare. Quella curiosità l’ha spinta davanti a una macchina da presa, trasformando la sua passione in un viaggio fuori dagli schemi.
Dal libro al cinema: la voglia di raccontare con le immagini
All’università si dedicava alla letteratura con passione, ma leggere e analizzare non le bastava più. Voleva una voce più diretta, qualcosa che desse forma ai racconti che già vedeva nella mente. Qui ha cominciato a esplorare il rapporto tra narrazione scritta e visiva, fino a cimentarsi nella regia.
Dietro la cinepresa ha realizzato cortometraggi e progetti indipendenti, che riflettevano la stessa complessità e poesia delle storie che amava leggere. La sua formazione letteraria è stata un vantaggio enorme: le ha dato gli strumenti per scrivere sceneggiature solide e curare la direzione artistica con consapevolezza. È un bel esempio di come la letteratura possa alimentare le arti contemporanee, creando un mix originale e intenso.
La poesia, un modo per guardarsi dentro
Ma non si è fermata qui. Oltre a dirigere film, ha coltivato la scrittura poetica. La poesia per lei è stata un rifugio, uno strumento per scavare dentro sentimenti e sensazioni che al cinema richiedono tempi e modi diversi. I suoi versi, spesso brevi ma densi, parlano di temi universali con un tono personale e diretto, senza fronzoli.
Questa pratica ha arricchito la sua esperienza artistica, influenzando la sensibilità con cui costruisce le sue opere visive. La parola poetica l’ha aiutata a cogliere dettagli e atmosfere, rendendo i suoi film più sfumati e coinvolgenti. Nella sua storia creativa letteratura, cinema e poesia si intrecciano in un percorso di sperimentazione e crescita continua.
Un esempio per chi vuole rompere gli schemi artistici
La sua vicenda dimostra come la passione per la lettura possa prendere forme diverse e inaspettate. Dal libro allo schermo, fino alla pagina bianca della poesia, ha seguito un percorso che parla di coraggio e voglia di andare oltre i confini tradizionali. In un’epoca in cui spesso si punta alla specializzazione estrema, questa capacità di muoversi tra mondi diversi è un vero valore.
Chi si occupa di cultura e arte può prendere esempio da lei: non esistono barriere nette tra le discipline. Anzi, mescolare media differenti può portare a risultati creativi sorprendenti e rafforzare la propria identità artistica. Non solo una storia da lettrice o studentessa, ma un presente e un futuro da creatrice a tutto tondo.
