Nel 2024, le denunce di malattie professionali in Lombardia sono schizzate verso l’alto, senza tregua. Milano, cuore pulsante della regione, racconta storie di lavoratori che ogni giorno affrontano condizioni pesanti, spesso invisibili ai più. Dietro ogni segnalazione c’è fatica reale, un percorso tortuoso per ottenere riconoscimenti e tutele. Non si tratta soltanto di cifre: a soffrire sono tanto i cantieri, notoriamente pericolosi, quanto il settore sociosanitario, dove nuovi rischi mettono in difficoltà chi opera sul campo.
Costruzioni e sociosanitario: dove la situazione peggiora di più
Nel mondo delle costruzioni, in Lombardia si registra un aumento delle denunce del 29%. Un segnale chiaro che qualcosa non va nei cantieri, dove il caldo, i materiali usati e le modalità di lavoro pesano sulla salute di chi ci lavora. Anche manifattura e logistica mostrano crescite importanti, ma l’attenzione si concentra soprattutto sul settore sociosanitario, dove sempre più lavoratori soffrono di stress e burnout.
Nel complesso, nel 2024 le denunce in regione sono state 4.270, contro le 3.799 dell’anno prima, con un incremento del 12,4%. Numeri che raccontano non solo un aumento quantitativo, ma anche la pressione crescente a cui sono sottoposti i lavoratori, tra condizioni ambientali, organizzative e psicologiche sempre più complesse.
Riconoscere la malattia professionale resta una battaglia
Aumentano le denunce, ma far riconoscere ufficialmente una malattia professionale non è semplice. Nel 2024, infatti, solo il 42,81% delle richieste ha avuto esito positivo, mentre oltre la metà, il 56,96%, è stata respinta. Un dato che mette in luce problemi di sistema riguardo alla certificazione e alla tutela reale dei lavoratori malati.
La situazione cambia molto da zona a zona. In provincia di Lecco, ad esempio, i riconoscimenti superano il 57%, mentre a Cremona scendono al 27%. Queste differenze dipendono da vari fattori, tra cui i servizi di supporto locali e l’efficacia delle indagini amministrative. Serve quindi un sistema più uniforme e accessibile per chi cerca giustizia.
Cgil: “Le malattie professionali sono un’emergenza ignorata”
I dati diffusi dalla Cgil Lombardia aprono un confronto importante su aspetti legislativi e sindacali. Il sindacato parla chiaro: le malattie legate al lavoro sono «una delle emergenze più sottovalutate del mondo del lavoro oggi». In un contesto dove infortuni e malattie non diminuiscono, il ruolo degli Rls resta cruciale ma ancora troppo debole.
Giulio Fossati, segretario della Cgil Lombardia, ha sottolineato l’urgenza di investire nella formazione degli Rls e nel rafforzamento della rete tra delegati, categorie e strutture sindacali. Solo così si può migliorare la prevenzione e garantire assistenza reale ai lavoratori, evitando che rimangano soli di fronte a danni spesso irreversibili.
Nuovi rischi: stress, ansia e lavoro con l’intelligenza artificiale
Le malattie professionali non riguardano più solo problemi tradizionali. L’evoluzione del lavoro e l’arrivo massiccio dell’intelligenza artificiale portano con sé nuovi disagi, soprattutto di natura psicologica. Le mansioni ripetitive e la sedentarietà provocano dolori fisici, mentre fenomeni come tecnostress, ansia e burnout si diffondono, spinti da ritmi di lavoro scanditi da algoritmi.
Queste patologie invisibili stanno diventando sempre più comuni, soprattutto in ambienti ad alta pressione. Il legame tra sistemi automatizzati e aumento del carico mentale rappresenta una sfida nuova per la medicina del lavoro e per le politiche sulla sicurezza, che devono trovare strumenti e norme in grado di rispondere rapidamente a questi rischi.
Cgil chiama a raccolta: seminario per proposte concrete
Il 16 aprile 2026, alla Camera del lavoro di Milano, la Cgil Lombardia ha organizzato un seminario che vuole essere più di un semplice momento di denuncia. L’obiettivo è portare sul tavolo proposte concrete per affrontare l’emergenza. Tra le idee in discussione, la necessità di uniformare i criteri per il riconoscimento delle malattie professionali e di rafforzare il ruolo degli Rls nella sicurezza.
Al convegno partecipa anche Tiziana Siciliano, ex procuratrice aggiunta di Milano e esperta in sicurezza sul lavoro, che ha guidato il dipartimento speciale della Procura milanese. La sua presenza sottolinea la necessità di un approccio più coordinato tra istituzioni, sindacati e autorità giudiziarie, per migliorare la valutazione dei rischi e garantire una tutela efficace, anche dopo la fine dell’attività lavorativa.
