Bagni gender al Padova Pride Village, una vittoria solo arcobaleno

Da oggi via libera ai bagni “gender neutral” anche al Padova Pride Village

L’iniziativa al Padova Pride è stata lanciata ufficialmente dal fondatore della manifestazione, l’onorevole Alessandro Zan promotore dell’omonima legge. Con lui Etta Andreella, consigliera comunale di Padova e Portavoce del S.a.t., il nuovo Servizio accoglienza trans. L’iniziativa ha avuto inoltre l’encomio di Monica Romano, la prima consigliera transgender eletta a Milano.

Padova Pride Village

“Il Padova Pride Village è da sempre un presidio all’avanguardia per i diritti civili e questa iniziativa lo conferma”. A dirlo è direttamente il padrino Alessandro Zan. “Ci allineiamo alle politiche che troviamo applicate nelle città europee più avanzate”. Ha poi proseguito il parlamentare del PD. “Il contrasto alle discriminazioni passa anche da questi interventi, che testimoniano attenzione, sensibilità e piena inclusione” ha aggiunto.

Ce ne freghiamo

Sulle porte delle toilette del Padova Pride campeggia ora un cartello arcobaleno con su scritto “We don’t care” – “Ce ne freghiamo”. Il termine, molto dannunziano e semmai più vicino agli ambienti della destra, è per ostentare il diritto a non sentirsi discriminato.

“Non c’è più bagno sbagliato”

“Le persone transgender – interviene infine Andreeella – vengono spesso violate nella loro intimità perché, secondo qualcuno, frequentavano il bagno non adatto per loro. Superando questo meccanismo della divisione tra maschi e femmine si vuole evitare che queste situazioni si ripetano. Non c’è più un bagno sbagliato, non c’è un luogo sbagliato. La condivisione degli spazi è un punto di partenza per imparare a rispettarci l’uno con l’altro».

Ancora attivo un bagno antiquato

Per evitare però incomprensioni e malumori, soprattutto del genere femminile, al Padova Pride Village ci sono comunque due bagni. Oltre a quello nel quale i trans “se ne fregano”, ce n’è uno rimasto per gli antiquati generi maschio e femmina.

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