Manca poco più di un mese al via della nuova stagione, eppure a Milano l’aria è tutt’altro che tranquilla. Il Milan ha fissato il raduno per il 12 luglio, ma la panchina resta un’incognita. Chi guiderà la squadra? La risposta è ancora lontana, mentre Ralf Rangnick, ct dell’Austria e supervisore rossonero, è impegnato al Mondiale. La sua partita contro la Giordania, alle 6 del mattino ora italiana, potrebbe cambiare tutto.
All’Inter, invece, si muovono le pedine con decisione. Il rinnovo di Cristian Chivu fino al 2028 è quasi una formalità, ma è sulla difesa che si concentrano gli sforzi. Trattative calde e strategie in evoluzione promettono di trasformare i nerazzurri in vista della nuova stagione.
Milan, la panchina è ancora un rebus
Il conto alla rovescia per il raduno rossonero è cominciato, ma la guida tecnica resta un punto interrogativo. Il 12 luglio la squadra si ritroverà per cominciare la preparazione, ma chi sarà a dirigere il progetto non è ancora chiaro. Rangnick, che fa da supervisore, è impegnato al Mondiale con l’Austria e vuole chiudere questa esperienza con le idee chiare sul suo futuro.
Il club è sotto pressione: serve mettere a posto la struttura tecnica e quella dirigenziale. La trattativa con Rangnick è cruciale, perché lui vuole libertà totale nella scelta dell’allenatore, e senza il suo ok sarà difficile andare avanti con altri nomi. Tra questi c’è Oliver Glasner, reduce da una vittoria in Conference League con il Wolfsburg, che resta un candidato forte. Se Rangnick confermerà la sua permanenza, il Milan potrebbe annunciare entrambi a breve.
Intanto, Zlatan Ibrahimovic, che negli ultimi anni ha giocato un ruolo da consulente per RedBird, è lontano dall’Europa per impegni personali in Nord America. Nonostante il ruolo marginale degli ultimi mesi, resta un osservatore attento, pronto a dare una mano al club se chiamato in causa.
Inter, rinnovi in vista e difesa sotto la lente
L’Inter punta a consolidare la squadra partendo dai rinnovi. La firma di Cristian Chivu per allungare il contratto fino al 2028 è dietro l’angolo, con uno stipendio che salirà da 2,5 a 4 milioni annui, bonus inclusi. La società lavora anche per trattenere Alessandro Bastoni fino al 2031. Nel frattempo, Mkhitaryan ha già rinnovato per un’altra stagione, e presto potrebbero arrivare novità su De Vrij.
Sul fronte difesa, i cambiamenti sono inevitabili. L’addio a parametro zero di Sommer, Acerbi e Darmian ha imposto una strategia per sostituirli. La trattativa con l’Udinese per il giovane Solet va avanti spedita: si parla di un prestito con diritto di riscatto, che diventerà obbligatorio se si raggiungeranno certi obiettivi sportivi, come il primo posto nel girone di ritorno. L’investimento si aggira intorno ai 25 milioni, con un contratto quadriennale da 2 milioni annui per il giocatore.
Altri affari vanno più a rilento. Le trattative per Palestra e Jones sono complicate, mentre quella per Provedel si fa dura: Lotito chiede circa 5 milioni, l’Inter ne offre la metà, e non c’è ancora accordo con il giocatore sul contratto.
Il Mondiale di Rangnick, spartiacque per il Milan
Il torneo mondiale è un punto chiave per il futuro tecnico del Milan. Rangnick, che guida l’Austria e al tempo stesso ha un ruolo chiave nel club, deve decidere cosa farà nei prossimi mesi. La prima partita contro la Giordania, in programma alle 6 del mattino italiane, apre un mese decisivo.
È probabile che da quel momento si sciolgano i nodi sul suo futuro, sia in panchina sia come supervisore. Lui vuole avere le idee chiare prima di immergersi completamente nella competizione, e da lì potrebbe arrivare un annuncio importante che farà chiarezza anche sulla posizione del club.
Rangnick pretende carta bianca per le scelte tecniche, e senza la sua conferma sarà difficile per il Milan muoversi su altri nomi. Questo vincola anche il possibile arrivo di Glasner, che resta in lista per la panchina rossonera.
Milan, la corsa contro il tempo per i ruoli chiave in dirigenza
Non è solo l’allenatore a mancare all’appello: anche i ruoli chiave in dirigenza devono ancora essere definiti. Amministratore delegato, direttore tecnico o sportivo sono ancora figure senza nomina ufficiale. Questo rallenta la preparazione e la costruzione della squadra.
Il rischio è che questo stallo pesi sul mercato estivo e sulla gestione complessiva. Il Milan deve chiudere questi dossier al più presto: la stagione si avvicina e molte scelte operative dipendono da chi guiderà il club.
La linea è chiara: serve continuità e una governance solida che dia stabilità. Prolungare questo clima di incertezza potrebbe avere effetti negativi sull’ambiente tecnico e sul rendimento dei giocatori, soprattutto con la pressione che arriva dai tifosi e dall’inizio del campionato.
Inter, tra conferme e rivoluzione in difesa
L’Inter punta sui rinnovi per mantenere la propria identità. La conferma di Chivu è un segnale forte di stabilità, così come l’accordo in vista con Bastoni per il lungo termine. Il gruppo intorno a queste pedine vuole diventare sempre più solido.
Ma la difesa cambia volto. Gli addii di giocatori esperti obbligano a muoversi sul mercato e a cercare soluzioni nuove. L’ingaggio di Solet va in questa direzione: un investimento importante su un giovane promettente, con una formula studiata per limitare i rischi e rinforzare il reparto.
Le difficoltà con Palestra, Jones e Provedel mostrano che serve ancora lavoro per trovare il giusto equilibrio tra aspetti tecnici ed economici. La società resta prudente, ma non intende rinunciare a elementi che possano alzare il livello della squadra su tutti i fronti.
Il futuro dell’Inter passerà anche da queste trattative: saranno decisive per organizzare il campionato e dare solidità alle scelte tecniche. In sostanza, i nerazzurri vogliono muoversi con cautela ma con la volontà di rimanere competitivi, in Italia e in Europa.
