Sofia Goggia trionfa nel superG: “Obiettivo raggiunto, ma non sono stata perfetta”

Redazione

11 Giugno 2026

Sofia ha tagliato il traguardo per prima, ma dentro di sé non si sentiva al massimo. “Non ero al top,” ha ammesso subito dopo la vittoria nel SuperG, una gara che ha vissuto con emozioni contrastanti. Ha tenuto d’occhio ogni dettaglio, quelli piccoli, fondamentali, che spesso fanno la differenza tra vincere e perdere. E non ha nascosto il rispetto per Federica, la rivale con una lunga serie di successi alle spalle. Per Sofia, quella competizione sana è il vero carburante che spinge a migliorare, soprattutto in uno sport spietato come lo sci alpino.

Una gara partita con qualche incertezza

Sofia non ha nascosto di aver affrontato la prova con qualche dubbio iniziale. Le sensazioni non erano delle migliori, un problema che nel SuperG – dove conta ogni minimo dettaglio – può pesare molto. La preparazione fisica, ma soprattutto quella mentale, è decisiva: serve saper gestire lo stress e le aspettative per restare lucidi nella lettura della pista, nelle scelte e nel controllo della velocità.

Nei giorni prima della gara, qualche fastidio fisico ha costretto Sofia a rivedere il programma di allenamenti. “Il margine d’errore era minimo”, ha spiegato, sottolineando l’importanza di adattarsi alle condizioni variabili di neve, visibilità e temperatura. Durante la discesa, si è concentrata soprattutto sulla tecnica nelle curve e sulla distribuzione del peso, due fattori chiave nel SuperG.

La decisione di non spingere troppo oltre il limite ha pagato: anche con qualche difficoltà si può tirare fuori il meglio, restando fedeli a quanto si è imparato in allenamento. Questo equilibrio tra cautela e determinazione è stato decisivo per la vittoria.

I dettagli che hanno fatto la differenza

Sofia ha messo in luce alcuni aspetti tecnici che hanno inciso sul risultato finale. In particolare, la precisione nei passaggi intermedi e la capacità di mantenere alta la concentrazione per tutta la durata della discesa. Il SuperG alterna tratti molto veloci a curve strette, mettendo a dura prova la resistenza mentale e fisica.

Un altro punto su cui ha insistito è la gestione del ritmo. A differenza di altre discipline dello sci alpino, nel SuperG non si può partire a tutta fin dall’inizio: bisogna dosare le energie per non perdere il controllo o rischiare la caduta. Sofia ha anche sottolineato l’importanza di scegliere la linea giusta, una mossa strategica che ha permesso di risparmiare tempo e risorse.

Il programma di allenamento ha dato i suoi frutti, segno di una preparazione curata e ben studiata. “Spesso sono i dettagli a fare la differenza”, ha ribadito, citando per esempio l’assetto sugli sci o la fase di atterraggio dopo i salti.

La rivalità con Federica: uno stimolo per crescere

Sul confronto con Federica, che con 23 vittorie è un punto di riferimento nel gruppo femminile, Sofia si mostra rispettosa e realista. Vede in questa competizione interna un incentivo prezioso per mantenere alta la tensione e non abbassare mai la guardia. La presenza di un’atleta così vincente alza il livello generale e spinge tutte a dare il massimo.

Le gare diventano così un banco di prova non solo contro il cronometro, ma anche contro un modello di costanza ed efficienza come Federica. Sofia ammette che avvicinarsi a quei numeri richiede dedizione assoluta e una cura maniacale dei dettagli.

La dinamica tra le due riflette una realtà comune nello sport di alto livello: una rivalità sana che spinge a migliorarsi continuamente. Questo confronto stimola cambiamenti negli allenamenti, nuove strategie e un approccio mentale più solido. Sofia è consapevole di avere ancora strada da fare, ma si sente carica dall’energia che nasce da questa sfida.

Questa vittoria non è solo un passo avanti per lei, ma un segnale importante per lo sci femminile italiano, che dimostra di poter schierare atlete pronte a confrontarsi ai massimi livelli con spirito competitivo e collaborativo.

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